Gli Stati Uniti hanno deciso di imprimere una forte accelerazione alla corsa globale verso il quantum computing. Con la firma di due nuovi ordini esecutivi, il presidente Donald Trump ha infatti delineato una strategia che punta contemporaneamente allo sviluppo industriale della tecnologia quantistica e alla preparazione difensiva contro le future minacce informatiche che essa potrebbe generare.

Il primo ordine esecutivo firmato da Trump impone alle agenzie federali statunitensi di collaborare con aziende private e università per realizzare entro il 2028 un sistema quantistico sufficientemente avanzato da accelerare concretamente la ricerca scientifica. Il riferimento non è soltanto alla crescita teorica delle prestazioni, ma alla dimostrazione pratica di una cosiddetta “quantum advantage” realmente utile in contesti operativi.

Il quantum computing promette infatti capacità di elaborazione radicalmente differenti rispetto all’informatica classica. I computer tradizionali elaborano informazioni attraverso bit binari, mentre quelli quantistici sfruttano qubit basati sui principi della meccanica quantistica, inclusi sovrapposizione ed entanglement. In teoria questo approccio permette di affrontare problemi computazionali estremamente complessi con velocità irraggiungibili per i supercomputer convenzionali.

Nella pratica, però, il settore è ancora lontano dalla piena maturità. I sistemi quantistici attuali soffrono limiti importanti legati alla stabilità dei qubit, alla correzione degli errori e alla scalabilità delle architetture. Negli ultimi anni sono emersi progressi significativi nella coerenza quantistica e nell’affidabilità dei processori, ma nessuna piattaforma ha ancora dimostrato una superiorità netta e generalizzata rispetto alle infrastrutture HPC classiche.

L’amministrazione americana vuole evidentemente ridurre il tempo necessario per raggiungere quella soglia critica. L’obiettivo fissato al 2028 rappresenta però un’accelerazione piuttosto aggressiva, soprattutto considerando che molti esperti del settore ritengono ancora distante la disponibilità di computer quantistici realmente fault-tolerant.

trump quantum computing

Il piano coinvolge direttamente il Dipartimento dell’Energia, già impegnato da anni nella ricerca quantistica attraverso laboratori nazionali e programmi federali avanzati. La nuova direttiva prevede che il dipartimento identifichi rapidamente le specifiche tecniche necessarie per costruire una piattaforma quantistica capace di produrre benefici concreti nella simulazione scientifica, nella chimica computazionale, nella ricerca sui materiali e in altri ambiti ad alta intensità di calcolo.

Parallelamente, la Casa Bianca sta aumentando in modo significativo i finanziamenti pubblici destinati al comparto. Parte delle risorse sarà distribuita attraverso il Dipartimento del Commercio, mentre un ruolo centrale verrà giocato dai grandi operatori privati già impegnati nella corsa quantistica. Google, IBM e Microsoft continuano infatti a investire massicciamente nello sviluppo di hardware e software quantistici proprietari, convinti che questa tecnologia possa affiancare l’intelligenza artificiale nelle future generazioni di sistemi avanzati.

 

L’idea di una convergenza tra AI e quantum computing è ormai uno dei temi più discussi dell’intero settore tecnologico. Le aziende immaginano modelli capaci di sfruttare elaborazioni quantistiche per ottimizzare training, simulazioni e gestione di problemi matematici estremamente complessi. Anche se tali scenari restano in larga parte sperimentali, il solo potenziale teorico è sufficiente ad alimentare investimenti miliardari.

Durante la cerimonia nello Studio Ovale, Trump ha sottolineato la volontà di rafforzare la leadership americana nel settore quantistico, definendolo un pilastro strategico della competizione tecnologica globale. Alla firma degli ordini esecutivi erano presenti diversi dirigenti di primo piano dell’industria tecnologica, tra cui il CEO di IBM Arvind Krishna e Ruth Porat di Alphabet.

Il secondo ordine esecutivo affronta invece la cybersecurity, il lato più delicato della rivoluzione quantistica. La preoccupazione principale riguarda la possibilità che futuri computer quantistici riescano a violare gli attuali standard crittografici molto prima delle previsioni iniziali.

Gran parte delle infrastrutture digitali mondiali si basa infatti su algoritmi di cifratura che, teoricamente, potrebbero diventare vulnerabili a sistemi quantistici sufficientemente avanzati. Tecnologie come RSA ed ECC dipendono dalla difficoltà computazionale di alcuni problemi matematici che un computer quantistico potrebbe risolvere con enorme rapidità grazie ad algoritmi specifici come quello di Shor.

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Per questo motivo il nuovo ordine impone alle agenzie governative di accelerare drasticamente la transizione verso sistemi di crittografia post-quantistica. L’obiettivo fissato dalla Casa Bianca è il 2031, quattro anni prima rispetto alla roadmap precedentemente stabilita durante l’amministrazione Biden.

La differenza temporale non è banale. La migrazione verso standard quantum-resistant richiede interventi profondi sulle fondamenta stesse della sicurezza digitale moderna. Non si tratta insomma di semplici aggiornamenti software, ma della sostituzione di meccanismi crittografici utilizzati da governi, reti energetiche, infrastrutture idriche, sistemi finanziari e apparati militari.

Rebecca Krauthamer, CEO della società di sicurezza quantistica QuSecure, ha definito l’ordine esecutivo particolarmente rilevante proprio perché introduce scadenze precise per una trasformazione finora rimasta soprattutto teorica. Secondo molti esperti, il rischio maggiore è rappresentato dalla strategia “harvest now, decrypt later”, ovvero attori ostili che potrebbero già oggi accumulare enormi quantità di dati cifrati in attesa di disporre, in futuro, di computer quantistici capaci di decifrarli.

L’amministrazione americana vuole inoltre accelerare l’adozione di sensori quantistici come alternativa ai tradizionali sistemi GPS satellitari. Queste tecnologie, basate su fenomeni quantistici, potrebbero offrire maggiore resistenza ai tentativi di disturbo elettronico e spoofing potenzialmente utilizzati da avversari stranieri.

Anche Nvidia ha commentato positivamente il nuovo piano governativo, definendo il quantum computing una tecnologia strategica fondamentale per gli Stati Uniti. L’azienda sottolinea soprattutto la convergenza crescente tra AI, supercalcolo e infrastrutture quantistiche, un triangolo tecnologico destinato a ridefinire il panorama dell’elaborazione avanzata nei prossimi anni.