A due anni di distanza da un primo studio, che già aveva fatto emergere dati preoccupanti, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno condotto una nuova indagine sulla sicurezza dei dispositivi IoT. La diffusione di questi device li ha resi obiettivi molto appetibili per i cyber criminali. Un esempio sono gli attacchi DDoS da record lanciati nel 2016 grazie a una estesa botnet composta da router, telecamere IP, stampanti e altri dispositivi.

I ricercatori di Kaspersky Lab hanno quindi deciso di scoprire se i diversi report sui dispositivi smart e gli incidenti che li hanno visti coinvolti abbiano cambiato la situazione. Per scoprirlo, hanno nuovamente analizzato una selezione casuale di diversi prodotti IoT: un caricatore smart, una macchinina giocattolo controllata via app, una bilancia smart utilizzabile via app, un’aspirapolvere smart, un ferro da stiro smart, una telecamera IP, uno smartwatch e la centralina di un sistema di smart home.

Il risultato dell’indagine è preoccupante: tra gli 8 dispositivi esaminati, solamente uno infatti soddisfaceva i requisiti di sicurezza stabiliti dai ricercatori. Inoltre, la metà dei dispositivi poteva essere compromessa e facilmente sfruttata grazie alla carenza di attenzione dedicata dal vendor all’impostazione delle password. Infatti, i dispositivi avevano una password di default che non poteva essere cambiata, mentre in alcuni casi la password era persino la stessa per tutti i dispositivi della linea di prodotto.

“Abbiamo pubblicato diversi report sulle minacce per l’IoT e l’aumento del livello di attenzione da parte dei vendor ha aiutato a diminuire il volume di prodotti smart non sicuri. Tuttavia, il problema è ancora presente e molti dispositivi possono ancora rappresentare un pericolo per i loro proprietari. Questo significa che c’è ancora molto lavoro da fare e che una collaborazione tra aziende di cyber sicurezza e vendor di dispositivi connessi è essenziale” ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.

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I ricercatori di Kaspersky Lab consigliano agli utenti di adottare le seguenti misure per evitare di acquistare dispositivi smart vulnerabili:

1 – Prima di comprare un dispositivo IoT, è meglio cercare su Internet notizie relative a eventuali vulnerabilità. L’IoT è attualmente un argomento molto seguito e molti ricercatori si stanno impegnando a scoprire i problemi di sicurezza di questi prodotti, dai baby monitor ai fucili controllati via app. È probabile che il dispositivo a cui si è interessati sia già stato esaminato dai ricercatori di sicurezza ed è spesso possibile scoprire se il problema trovato nel dispositivo sia stato risolto o no.

2 – Non è sempre una buona idea comprare i prodotti appena rilasciati sul mercato. Oltre ai bug standard comunemente trovati in questi prodotti, i dispositivi appena lanciati hanno maggiori probabilità di contenere problemi di sicurezza che non sono ancora stati scoperti dai ricercatori. La scelta migliore è acquistare prodotti per i quali sono già stati rilasciati diversi aggiornamenti software.

3 – Quando si deve scegliere quale parte della propria vita rendere più “smart”, è importante considerare i rischi di sicurezza. Se si conservano in casa molti beni di valore, sarebbe meglio installare un sistema di allarme professionale al posto o in aggiunta all’attuale sistema di allarme controllato via app; altrimenti è consigliabile impostare il sistema esistente in modo da rendere inoffensiva ogni vulnerabilità.