L’adozione dell’intelligenza artificiale sta accelerando rapidamente in tutti i paesi dell’OCSE, interessando sia gli individui, sia le aziende. Secondo i dati aggiornati dell’OECD ICT Access and Usage Database, nel 2025 oltre un terzo della popolazione ha utilizzato strumenti di GenAI, segnalando come queste tecnologie stiano entrando sempre più nella vita quotidiana. Tuttavia, l’adozione varia significativamente tra fasce d’età, livelli di istruzione e reddito, mentre il divario di genere si mantiene relativamente contenuto.

L’aspetto più evidente riguarda l’età. Il divario tra la fascia più giovane e quella più anziana raggiunge 53,6 punti percentuali, a testimonianza della maggiore familiarità e propensione all’uso delle nuove tecnologie da parte dei più giovani. Gli studenti rappresentano infatti il gruppo più attivo, con tre quarti degli studenti dai 16 anni in su che dichiarano di utilizzare strumenti generativi di AI, un indicatore della rapida integrazione di queste soluzioni nei percorsi di studio e formazione.

Anche chi è attivo nel mercato del lavoro fa largo uso della GenAI, considerando che il 41,1% dei lavoratori e il 36,7% degli individui disoccupati hanno dichiarato di utilizzare questi strumenti negli ultimi tre mesi. Al contrario, tra i pensionati e gli altri individui inattivi l’adozione scende drasticamente, attestandosi al 12,5% e rivelando un digital divide ancora rilevante legato all’età e al contatto con ambienti professionali o formativi.

Anche la differenza per livello di istruzione e reddito è significativa (circa 21 punti percentuali), sottolineando come l’accesso alle competenze digitali e ai mezzi tecnologici sia determinante per sfruttare appieno le potenzialità dell’AI. Il divario di genere, invece, risulta molto più contenuto, pari a 4,2 punti percentuali, indicando una diffusione piuttosto equilibrata tra uomini e donne nell’uso degli strumenti AI, almeno in termini generali.

OECD GenAI

Parallelamente all’espansione tra gli individui, l’adozione di AI da parte delle aziende dell’OCSE continua a crescere in modo sostenuto. Nel 2025, il 20,2% delle imprese ha infatti utilizzato strumenti AI, un incremento rispetto al 14,2% nel 2024 e all’8,7% nel 2023. Questo significa che l’adozione aziendale è più che raddoppiata negli ultimi due anni, anche se la crescita ha subito un lieve rallentamento rispetto ai tassi di incremento iniziali. La diffusione è particolarmente marcata nei paesi nordici, dove oltre il 35% delle imprese utilizza strumenti AI, con Danimarca, Finlandia e Svezia ai vertici della classifica.

L’adozione resta però molto differenziata in base alla dimensione delle aziende. Il 52% delle grandi imprese utilizza AI, contro appena il 17,4% delle piccole imprese, con la diffusione di strumenti generali di AI generativa come ChatGPT e Copilot che ha contribuito a facilitare questo incremento, permettendo anche alle imprese meno tecnologiche di avvicinarsi alle applicazioni AI.

Per quanto riguarda i settori, il comparto ICT guida la classifica con 57,3% delle aziende che utilizza AI, seguito dai servizi professionali e scientifici (36,8%). In alcuni paesi, come Svezia, Austria e Finlandia, l’adozione nel settore ICT ha raggiunto livelli prossimi alla saturazione con percentuali comprese tra il 79,8% e l’87,9%, riducendo così il margine per ulteriori incrementi.

Contemporaneamente, settori storicamente in ritardo nell’adozione dell’AI mostrano tassi di crescita particolarmente elevati. Nel 2025, l’uso dell’AI nel comparto dell’ospitalità e ristorazione è aumentato del 62,5% rispetto all’anno precedente, mentre nel settore delle costruzioni la crescita è stata del 59,1%. Altri settori registrano tassi di incremento tra il 25,8% e il 51,7%, confermando come l’AI stia progressivamente permeando attività e processi tradizionalmente poco digitalizzati.

(Immagine in apertura: Shutterstock)