Oltre a innegabili vantaggi e fattori positivi, la rapida diffusione dell’Agentic Enterprise sta portando con sé il cosiddetto agent sprawl, ovvero la proliferazione incontrollata degli agenti. Agenti AI specializzati e strumenti vengono implementati in vari team, funzioni e piattaforme, spesso senza visibilità e governance creando il rischio di “shadow AI”. Senza un modo scalabile per trovare e tracciare gli agenti su più piattaforme, questa proliferazione rende difficile capire non solo quali agenti operano in azienda, ma anche come ragionano, su cosa agiscono e quali risultati producono.

È in questo contesto che Salesforce ha annunciato gli ultimi aggiornamenti di MuleSoft Agent Fabric, che puntano a semplificare un ecosistema frammentato trasformandolo in una rete di agenti coesa, governata e pienamente controllabile. La piattaforma offre un unico piano di controllo per tutti gli agenti AI, gli strumenti e i relativi metadati, consentendo una gestione centralizzata e scalabile.

Elemento chiave di questa evoluzione sono i nuovi Agent Scanner, che permettono di individuare e catalogare automaticamente gli agenti AI presenti su piattaforme come Salesforce Agentforce, Amazon Bedrock, Google Cloud Vertex AI e su molte altre soluzioni dedicate agli agenti. Per ulteriori risorse, come i server basati su Model Context Protocol (MCP) e gli agenti personalizzati, nuove funzionalità rendono il processo di registrazione altrettanto semplice e immediato.

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Ad esempio, un AI engineer non deve più operare in modo isolato per individuare e verificare manualmente gli agenti distribuiti nei diversi ambienti cloud, sviluppati dai team di inventory, logistica o customer service. Con gli Agent Scanner, il processo diventa automatico, visto che la piattaforma è in grado di individuare un agente di previsione dell’inventario su Google Cloud Vertex AI e registrarlo insieme a un agente di assistenza clienti sviluppato su Salesforce Agentforce, all’interno di un unico framework di governance e gestione.

La scoperta automatica non riguarda solo gli agenti AI sviluppati sulle principali piattaforme. Per garantire che nessuna risorsa di intelligenza artificiale resti esclusa, MuleSoft Agent Fabric integra anche modalità di registrazione flessibili per agenti sviluppati internamente e per server MCP, tramite semplice URL, oltre a una selezione curata di server MCP pubblici provenienti dall’Official MCP Registry.

Riunire agenti e strumenti in un unico ambiente consente di ottimizzarne la gestione e il controllo in modo immediato e, con MuleSoft Agent Visualizer, le organizzazioni ottengono una vista completa dell’intero perimetro AI, con funzionalità avanzate di ricerca e filtraggio.

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Le nuove funzionalità annunciate da Salesforce si traducono in altri benefici concreti nelle attività quotidiane. Per i responsabili di sicurezza e compliance, ad esempio nel settore bancario, la gestione di ambienti AI multicloud diventa immediata. Quando un nuovo agente per l’elaborazione dei prestiti viene attivato su Amazon Bedrock, Agent Scanner lo rende automaticamente visibile all’interno di una vista unificata. È possibile verificare subito quali modelli linguistici (LLM) lo alimentano e a quali database finanziari è autorizzato ad accedere. I dati provenienti dai diversi provider vengono standardizzati secondo il formato A2A, rendendo la validazione di un agente di terze parti semplice quanto quella di un agente nativo.

 

Nei team di data science e logistica, è frequente lo sviluppo di strumenti interni avanzati, come server MCP per database proprietari. Con MuleSoft Agent Fabric, questi asset non restano più confinati in silos invisibili, ma è sufficiente inserire un URL nel registry per renderli individuabili e riutilizzabili a livello aziendale, mantenendo al contempo il pieno rispetto delle policy di sicurezza.

Infine, il top management può contare su una mappa degli agenti che offre una visione chiara e complessiva degli investimenti in intelligenza artificiale. Grazie a MuleSoft Agent Visualizer, è possibile filtrare l’intero ecosistema per tipologia di attività e individuare rapidamente duplicazioni. Se ad esempio più team regionali utilizzano agenti di sintesi simili su piattaforme diverse, è possibile consolidarli in un’unica soluzione ad alte prestazioni, riducendo i costi ridondanti e liberando risorse da destinare all’innovazione.