L’europea Multiverse Computing raccoglie 570 mln per portare l’IA nell’Edge

Multiverse Computing compie un salto di dimensioni che la proietta tra le realtà europee più rilevanti nel panorama dell’intelligenza artificiale. L’azienda spagnola ha infatti annunciato un finanziamento di Serie C da 570 milioni di dollari (circa 500 milioni di euro) raggiungendo una valutazione pre-money di 1,7 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro), valore cinque volte superiore rispetto al precedente round. L’operazione, guidata da Forgepoint Capital International, BNPP Solar Impulse Venture Fund e Bullhound Capital, vede la partecipazione di numerosi investitori istituzionali e industriali, tra cui HP, Orange Ventures, Santander Alternative Investments, Scania Invest e Qatar Development Bank.
Con questa operazione la raccolta complessiva della società sfiora gli 800 milioni di dollari, confermando come il mercato stia iniziando a premiare anche chi riesce a rendere i modelli linguistici più grandi concretamente sostenibili dal punto di vista economico ed energetico. La crescita esplosiva dei Large Language Model ha infatti portato con sé costi infrastrutturali sempre più elevati, consumi energetici difficili da sostenere e una crescente dipendenza dagli hyperscaler. Multiverse Computing intende ribaltare questo paradigma attraverso un approccio basato sull’efficienza.
Al centro della strategia dell’azienda c’è CompactifAI, una tecnologia proprietaria che applica le reti tensoriali alla compressione dei modelli di intelligenza artificiale. Il risultato è che gli LLM possono essere ridotti tra l’80% e il 95% delle dimensioni originali, mantenendo al tempo stesso un livello di accuratezza molto vicino a quello dei modelli completi. Le implicazioni sono notevoli. Modelli più leggeri richiedono meno memoria, riducono il numero di GPU necessarie per l’inferenza e abbassano sensibilmente il consumo energetico. Diventa così possibile eseguire applicazioni di AI direttamente su smartphone, PC, sistemi industriali, veicoli, droni e altri dispositivi edge senza dover inviare continuamente i dati al cloud.
Proprio l’edge AI rappresenta uno dei due pilastri che hanno convinto gli investitori a sostenere il round. Sempre più produttori di hardware e operatori di rete ritengono infatti che molte elaborazioni dovranno avvenire direttamente sui dispositivi sia per ridurre la latenza, sia per migliorare privacy e continuità operativa. La compressione dei modelli diventa così un elemento strategico, perché consente di portare capacità di elaborazione avanzate anche su piattaforme con risorse limitate.
L’altro grande tema è quello della sovranità digitale. Governi, fondi sovrani e operatori infrastrutturali stanno investendo nella realizzazione di data center nazionali dedicati all’intelligenza artificiale, cercando di ridurre la dipendenza dai grandi operatori cloud internazionali. Per queste nuove AI Factory l’efficienza energetica rappresenta uno dei principali fattori competitivi, considerando che l’elettricità e l’hardware costituiscono ormai una quota rilevante dei costi operativi.
La piattaforma sviluppata da Multiverse non si limita però alla sola compressione dei modelli. L’azienda sta infatti costruendo anche un ecosistema software completo che comprende il CompactifAI Router, un sistema capace di decidere dinamicamente se un determinato carico di lavoro debba essere elaborato localmente oppure inviato al cloud. A questo si aggiungono strumenti per l’orchestrazione delle GPU, la gestione dei servizi di AI e i controlli dedicati agli ambienti che richiedono specifici requisiti di sovranità dei dati.
Per le imprese il vantaggio è duplice. Da una parte si evita di sostituire infrastrutture già operative, valorizzando gli investimenti esistenti. Dall’altra si possono assegnare automaticamente i diversi carichi di lavoro al modello e all’infrastruttura più adatti, ottimizzando costi, prestazioni e consumi energetici. I numeri di crescita spiegano l’interesse degli investitori. Dalla Serie B, chiusa nel giugno 2025, Multiverse Computing ha registrato un incremento del fatturato annualizzato superiore a dieci volte, mentre nel primo trimestre del 2026 le vendite sono cresciute di ben 96 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un ritmo che la colloca tra le società europee di software infrastrutturale e AI con la crescita più rapida.
Inoltre, la tecnologia sviluppata dall’azienda è già impiegata in milioni di dispositivi distribuiti in diversi settori, tra cui telecomunicazioni, manifattura, finanza, difesa, energia, aerospazio e sanità. Tra clienti e partner figurano nomi di primo piano come Allianz, Bosch, Iberdrola, Indra, PwC e Telefónica, a conferma di una presenza commerciale ormai consolidata.
Le nuove risorse saranno utilizzate per ampliare ulteriormente la libreria dei modelli compressi, accelerare la ricerca sugli algoritmi proprietari e rafforzare la presenza internazionale, con particolare attenzione ad Asia orientale, Sud-est asiatico, Medio Oriente, Canada e Stati Uniti. Parallelamente, proseguiranno gli investimenti nelle infrastrutture dedicate alle future AI Factory, un settore destinato a diventare sempre più strategico con la crescente domanda di intelligenza artificiale efficiente, sostenibile e in grado di operare sia nel cloud sia direttamente sui dispositivi.

