La WWDC 2026 tenutasi ieri all’Apple Park di Cupertino ha rappresenta un’edizione storica per Apple sia perché ha anticipato il passaggio di consegne da Tim Cook a John Ternus previsto per il 1° settembre, sia per le novità annunciate sul fronte dell’AI, terreno su cui il gigante di Cupertino è sempre rimasto indietro rispetto ai suoi principali competitor.

Il contesto è stato reso ancora più delicato da una recente controversia legale. Apple ha infatti accettato un accordo da 250 milioni di dollari con utenti iPhone che accusavano l’azienda di aver pubblicizzato capacità di Siri mai effettivamente rilasciate sui modelli precedenti. Pur negando qualsiasi illecito, Apple ha scelto di chiudere la questione per concentrarsi sullo sviluppo futuro.

Il fulcro del keynote di Tim Cook è stato proprio relativo alla completa ricostruzione di Siri, ora basata su un modello Gemini personalizzato sviluppato in collaborazione con Google. Questo sistema, stimato intorno a 1,2 trilioni di parametri, rappresenta un salto significativo rispetto ai modelli proprietari precedenti. Siri AI diventa di fatto un’app autonoma su iPhone, iPad e Mac, integrata nella Dynamic Island con una nuova interfaccia Search or Ask.

Tra le nuove funzionalità spiccano:

  • Supporto a comandi multi-step e conversazioni persistenti sincronizzate via iCloud
  • Possibilità di allegare immagini e documenti alle richieste
  • Integrazione con app AI di terze parti come ChatGPT o Claude
  • Generazione di email e analisi visiva tramite fotocamera

Un cambiamento strategico riguarda l’apertura dell’ecosistema, grazie alla quale gli utenti potranno selezionare servizi AI di terze parti come provider predefiniti per strumenti come Writing Tools e Image Playground, segnando una deviazione dalla tradizionale chiusura dell’ambiente Apple.

La nuova Siri si basa inoltre su un’architettura a instradamento a tre livelli che ottimizza l’elaborazione delle richieste:

  • Richieste semplici gestite direttamente on-device tramite modelli leggeri Apple
  • Operazioni intermedie elaborate nel Private Cloud Compute, basato su Apple Silicon
  • Task complessi inviati al cloud Google, eseguiti su GPU Nvidia Blackwell B200

Apple funge insomma da intermediario per la privacy. I dati vengono anonimizzati e tokenizzati prima di raggiungere l’infrastruttura Google, che è contrattualmente vincolata a non utilizzare le informazioni per addestrare modelli futuri.

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Il modello Gemini impiega una struttura mixture-of-experts, attivando solo una parte dei parametri per ogni richiesta. Questo consente di contenere i costi computazionali mantenendo prestazioni elevate. Tuttavia, restano dubbi tra esperti di sicurezza e autorità antitrust, dal momento che la dipendenza da Google potrebbe sollevare criticità sia sul fronte della protezione dei dati, sia su quello della concorrenza, soprattutto alla luce delle precedenti sentenze contro il monopolio del motore di ricerca.

La nuova Siri sarà distribuita inizialmente come beta limitata, con un rollout progressivo delle funzionalità. Questo approccio evidenzia la cautela di Apple nel gestire un’infrastruttura AI complessa su scala globale, considerando la base installata di oltre 1,5 miliardi di dispositivi attivi.

Purtroppo, a causa del Digital Markets Act (DMA), Apple non potrà rendere disponibile Siri AI nell’Unione Europea con la release di iOS 27 e iPadOS 27. “Negli ultimi mesi, i regolatori della UE non hanno accettato nessuna delle soluzioni proposte da Apple per portare Siri AI nell’Unione Europea e al contempo supportare in modo sicuro altri assistenti virtuali”, si legge nel comunicato dell’azienda. “La nostra speranza è di riuscire alla fine a portare Siri AI nella UE e continueremo a collaborare con i regolatori della UE per definire un percorso in questa direzione. Tuttavia, il loro rifiuto di confrontarsi in modo costruttivo su soluzioni che tutelino la privacy e la sicurezza fa sì che al momento non possiamo prevedere una data per la disponibilità di Siri AI su iOS e iPadOS nell’Unione Europea”.

Sempre nel comunicato, si legge che secondo i regolatori della UE il DMA impone ad Apple di concedere a qualsiasi sistema AI un accesso pressoché illimitato al dispositivo, nonché la capacità di utilizzare tale accesso in modo autonomo senza che l’utente abbia visibilità e controllo costante su quello che avviene. Ad esempio, i sistemi AI potrebbero leggere e inviare messaggi, fare acquisti, accedere ai file ed eseguire azioni in qualsiasi app. Le ricerche condotte in ambito di sicurezza hanno già dimostrato che i sistemi AI possono essere manipolati per rubare dati personali, come password e foto, e modificare in modo permanente file e impostazioni degli account senza il consenso dell’utente. Man mano che i sistemi AI acquisiscono maggiori capacità, la frequenza e la portata di questi rischi aumentano rapidamente.

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Vista la gravità dei rischi per l’utente, Apple ha progettato una soluzione chiamata Trusted System Agent, un intermediario che permetterebbe agli assistenti virtuali di accedere in modo sicuro alle stesse funzioni e capacità di Siri AI per i dispositivi nella UE. Apple ha anche condiviso un piano per lanciare Siri AI nella UE e al contempo implementare gradualmente la nuova soluzione nell’arco di 18 mesi.

“La Commissione Europea però ha detto no, non accettando nessuna delle nostre proposte. Apple continuerà a lavorare per portare queste funzioni nell’Unione Europea nel modo più sicuro possibile. Tuttavia, visti i chiari pericoli per gli utenti nella UE e il mancato riconoscimento di tali rischi da parte delle autorità preposte, al momento non possiamo prevedere una data per la disponibilità di Siri AI nell’Unione Europea su iOS e iPadOS”.

Durante il keynote sono state rilasciate anche le beta per sviluppatori di sei sistemi operativi: iOS 27, iPadOS 27, macOS 27, watchOS 27, tvOS 27 e visionOS 27. Le versioni pubbliche arriveranno a luglio, con rilascio finale previsto a settembre insieme alla gamma iPhone 18. Tra i cambiamenti principali, macOS 27 introduce un restyling leggero, migliorando trasparenze e ombre del design Liquid Glass, mentre iOS 27 interrompe il supporto per la gamma iPhone 11 e visionOS 27 riceve aggiornamenti limitati ma integra le nuove capacità di Siri.