KPMG e l’IA: come un prompt da 100 pagine ha rivoluzionato la consulenza fiscale

Un ennesimo caso emblematico di come l’introduzione dell’IA generativa nel mondo della consulenza stia producendo trasformazioni profonde e spesso sorprendenti arriva dall’Australia, dove la divisione locale di KPMG ha costruito un sistema “agentico” capace di redigere consulenze fiscali a una velocità impensabile per i team umani. Alla base di questo progetto c’è un prompt da 100 pagine, sviluppato internamente e integrato con un’architettura avanzata di modelli linguistici.
A raccontare la genesi del progetto è stato John Munnelly, Chief Digital Officer di KPMG Australia, durante il Forrester APAC Technology & Innovation Summit. Munnelly ha ricordato come l’arrivo di ChatGPT, alla fine del 2022, sia stato percepito immediatamente come un punto di svolta per l’intero settore. Allo stesso tempo, i primi esperimenti interni con il chatbot avevano prodotto risultati allarmanti, incluso il ritrovamento di un documento contenente migliaia di numeri di carte di credito dei dipendenti, accessibile ai modelli durante i test.
“Quell’episodio ci ha spaventato moltissimo” ha dichiarato Munnelly, spiegando come KPMG decise allora di sospendere gli esperimenti e bloccare ChatGPT sui propri sistemi, almeno fino a quando non fosse stata valutata con attenzione la portata dei rischi legati all’uso di IA esterne.
Dalla crisi all’innovazione interna
La svolta arrivò poche settimane dopo, quando KPMG iniziò a rinegoziare le licenze software con Microsoft, che nel frattempo offriva accesso agli strumenti di OpenAI in ambiente sicuro. Questo accordo diede il via allo sviluppo di una piattaforma privata di IA, da cui nacquero applicazioni interne in diverse sedi globali della società.
Per evitare duplicazioni di lavoro e frammentazioni, KPMG decise infine di adottare un approccio unificato, dando vita a KPMG Workbench, una piattaforma che integra retrieval-augmented generation (RAG), LLM di diversi fornitori (OpenAI, Microsoft, Google, Anthropic e Meta) e un ambiente per l’hosting di agenti intelligenti.
Durante il 2023 la priorità fu la formazione del personale, con la quale i dipendenti furono istruiti su come utilizzare i chatbot e scrivere prompt efficaci. Solo in seguito è arrivata la fase di sviluppo di agenti veri e propri, culminata nel 2024 con la creazione del cosiddetto TaxBot.
TaxBot: due settimane di lavoro in un solo giorno
Il TaxBot è il risultato di un lungo lavoro di raccolta e organizzazione delle conoscenze interne. KPMG ha infatti recuperato le consulenze fiscali prodotte dai partner nel corso degli anni, spesso conservate in maniera disordinata sui loro laptop, e le ha integrate in un modello RAG insieme al codice fiscale australiano.
Il risultato è un agente in grado di produrre un documento di 25 pagine in un solo giorno, un compito che normalmente richiederebbe circa due settimane di lavoro al team di esperti. Un vantaggio decisivo, soprattutto in contesti in cui la rapidità è fondamentale, ad esempio quando un cliente deve valutare con urgenza le implicazioni fiscali di una fusione o acquisizione.
Il sistema non sostituisce del tutto il lavoro umano, visto che prima di generare la bozza definitiva richiede da parte dell’utente alcuni input iniziali e una supervisione da parte di un consulente fiscale qualificato. Tuttavia, il guadagno in termini di efficienza e velocità è già tangibile e sta modificando in profondità il modo in cui KPMG eroga i propri servizi.
Per costruire TaxBot, è stato necessario elaborare un prompt di 100 pagine, frutto di mesi di lavoro di un team dedicato. Il documento guida l’agente nella strutturazione del processo, dalle domande preliminari al cliente fino alla redazione della bozza di consulenza.
Munnelly ha però sottolineato che in futuro simili complessità potrebbero non essere più necessarie. KPMG ha infatti sviluppato un servizio di runtime per agenti, capace di far interagire agenti diversi (scrittori, editori e manager) su compiti come la ricerca o la redazione di sintesi di progetti, riutilizzabili in più incarichi.
L’obiettivo è ridurre la fatica dei compiti ripetitivi e liberare risorse per le attività a più alto valore aggiunto. Secondo i sondaggi interni, i dipendenti apprezzano l’uso dell’IA, che ha aumentato la soddisfazione lavorativa e contribuito a migliorare la percezione di KPMG come azienda innovativa.
Benefici, rischi e nuove opportunità di business
Gli agenti sviluppati da KPMG non si sono limitati a migliorare l’efficienza interna, ma hanno generato anche nuove fonti di ricavo, poiché alcuni clienti hanno chiesto di poter acquistare le soluzioni sviluppate. Secondo Munnelly, i benefici si vedono su tre fronti: tempo, qualità e ricavi.
Misurare con precisione l’impatto dell’IA rimane complesso, ma il CDO ha chiarito che l’obiettivo non è la sostituzione dei lavoratori, bensì la trasformazione del loro ruolo. L’automazione consente infatti di delegare alle macchine i compiti più noiosi e ripetitivi, permettendo ai consulenti di concentrarsi sui problemi complessi dei clienti.
Il caso di KPMG mostra come l’IA non sia soltanto un rischio da gestire, ma anche una straordinaria leva di innovazione e differenziazione competitiva, capace di ridefinire i modelli operativi della consulenza professionale.
(Immagine in apertura: Shutterstock)