Con il nuovo aggiornamento di Bob, la piattaforma agentica dedicata allo sviluppo enterprise, IBM punta a intervenire sull’intero ciclo di vita del software, introducendo strumenti progettati per coordinare attività complesse, migliorare il controllo dei costi e semplificare la modernizzazione delle infrastrutture IT più datate.

L’azienda parte dalla constatazione che grazie ai modelli generativi gli sviluppatori producono codice molto più rapidamente rispetto al passato, mentre il vero collo di bottiglia si è spostato nelle fasi successive. Revisione, validazione, verifica della sicurezza e integrazione del software richiedono oggi una quantità crescente di tempo e risorse, soprattutto all’interno delle grandi organizzazioni dove ogni modifica deve rispettare processi rigorosi di governance e conformità.

Secondo una ricerca citata da IBM, l’85% dei professionisti DevSecOps ritiene che l’intelligenza artificiale abbia semplicemente trasferito il problema: si scrive codice più velocemente, ma diventa sempre più complesso verificarne qualità, affidabilità e sicurezza. È proprio per affrontare questa nuova realtà che IBM ha deciso di far evolvere Bob.

La piattaforma è stata progettata per distribuire l’intelligenza artificiale lungo tutte le attività dell’ingegneria del software, anziché limitarla al ruolo di assistente nella scrittura del codice. L’obiettivo è creare un ambiente nel quale diversi agenti AI collaborano tra loro, coordinando attività differenti e supportando gli sviluppatori durante l’intero processo di sviluppo, manutenzione e aggiornamento delle applicazioni aziendali.

Tra le principali novità figura infatti l’introduzione di capacità multi-agent, che consentono a più agenti intelligenti di lavorare contemporaneamente su compiti distinti. Questa architettura permette di suddividere operazioni particolarmente articolate, migliorando la gestione del contesto e riducendo il carico computazionale necessario per completare ogni singola attività.

IBM ha inoltre presentato Bobalytics, un nuovo sistema integrato dedicato al monitoraggio dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La piattaforma offre informazioni dettagliate sui consumi, sulle prestazioni e sui costi operativi dei modelli impiegati durante lo sviluppo software, aiutando le aziende a individuare il miglior equilibrio tra qualità dei risultati e spesa complessiva.

screenshot-it.newsroom.ibm.com-2026.07.10-11_10_07

Il controllo economico sta infatti assumendo un ruolo sempre più importante. Molte organizzazioni sperimentano contemporaneamente diversi modelli linguistici, senza però avere strumenti efficaci per capire quale soluzione risulti realmente più conveniente in funzione delle attività svolte. Bob cerca di automatizzare questo processo scegliendo dinamicamente il modello più adatto a ogni operazione, coordinando l’esecuzione tra agenti differenti e offrendo una visione centralizzata degli indicatori di produttività, accuratezza e costi.

IBM ha lavorato anche sull’ottimizzazione della gestione del contesto, uno degli aspetti che maggiormente incide sulle prestazioni dei modelli linguistici. Durante analisi approfondite del codice, letture di file, ricerche tra repository e tracciamento delle funzioni, il volume di informazioni da mantenere in memoria cresce rapidamente, con un inevitabile aumento dei costi di elaborazione. I nuovi subagenti introdotti in Bob affrontano questo problema isolando le singole attività in contesti separati, così da contenere il numero di token elaborati e migliorare la rapidità delle risposte.

Le nuove funzionalità guardano soprattutto alle grandi imprese impegnate nella trasformazione di applicazioni storiche. IBM continua infatti a considerare la modernizzazione dei sistemi legacy uno dei principali casi d’uso dell’intelligenza artificiale applicata allo sviluppo software.

Per questo motivo debutta anche una nuova famiglia di Premium Package, raccolte di workflow già strutturati che incorporano l’esperienza maturata da IBM in decenni di consulenza alle grandi organizzazioni. Questi percorsi operativi sono personalizzabili e permettono di standardizzare attività particolarmente delicate, garantendo risultati più prevedibili e facilmente verificabili durante i progetti di aggiornamento tecnologico.

I primi pacchetti sono dedicati a tre ambienti storicamente fondamentali nel panorama enterprise. Il primo riguarda IBM Z, dove Bob introduce strumenti specifici per la modernizzazione di applicazioni COBOL e PL/I insieme a funzionalità per l’analisi dei processi JCL, tecnologie ancora oggi alla base di numerosi sistemi bancari, assicurativi e finanziari.

Il secondo è rivolto alle piattaforme IBM i, diffuse in numerose realtà industriali e commerciali. In questo caso la piattaforma integra modalità operative dedicate, strumenti specifici per questo ecosistema e workflow costruiti sulle esigenze tipiche degli amministratori di tali ambienti.

Completa l’offerta il pacchetto dedicato alla modernizzazione delle applicazioni Java, pensato per aiutare le aziende ad aggiornare grandi basi di codice, gestire attività di refactoring su larga scala, analizzare le dipendenze tra componenti software e pianificare la migrazione verso Java 25 attraverso procedure ripetibili e facilmente verificabili.