A BolognaFiere, dal 19 al 21 ottobre 2026, debutta la prima edizione italiana di HIP, l’evento professionale di riferimento per l’innovazione nella ristorazione e nell’hospitality. Con l’IA e l’automazione tra i temi centrali, è un appuntamento che interessa anche i fornitori tech.

HIP nasce in Spagna circa dieci anni fa e l’Italia è sempre stata il partner internazionale principale, non a caso. Il settore Ho.Re.Ca. italiano vale 59,3 miliardi di euro di valore aggiunto, conta oltre 324.000 imprese attive ed è, secondo il Rapporto Ristorazione FIPE 2025, il quarto mercato europeo per dimensione assoluta dopo Spagna, Germania e Francia. Eppure è anche uno dei meno digitalizzati del continente: solo il 10-15% dei locali italiani è altamente digitalizzato, contro il 30-40% del Regno Unito. Un gap strutturale che HIP Italia 2026 vuole contribuire a colmare.

Manuel Bueno, Director di HIP

Manuel Bueno, Director di HIP

Per questo motivo, gli organizzatori hanno deciso di avviare un’edizione italiana, che diventerà un appuntamento annuale fisso. Come spiega Manuel Bueno, Director of HIP, l’evento si definisce “professionale di nuova generazione”: non una fiera di prodotto, ma una piattaforma dedicata all’innovazione, con una forte identità congressuale e un pubblico composto principalmente da imprenditori e innovatori del settore.

L’appuntamento è fissato dal 19 al 21 ottobre a BolognaFiere, con oltre 10.000 professionisti attesi, 300 aziende espositrici e 89% di decision maker tra i visitatori.

Un mercato che cerca tecnologia

I dati del dossier di presentazione fotografano un settore in crescita ma sotto pressione. La produttività è calata dell’1% nel 2025, restando marcatamente al di sotto dei livelli di dieci anni fa. Due imprese su tre faticano a trovare personale. Gli orari di lavoro sono tra i più pesanti d’Europa, con oltre 40 ore settimanali per i ristoratori e uno su due che supera le 60 ore. La struttura è prevalentemente familiare e poco organizzata, con scarsa attenzione alla tecnologia: il 25,8% delle imprese prevede investimenti per migliorare competitività e offerta, ma il margine di crescita è ampio.

Per restare competitive, secondo HIP, le imprese del settore devono investire sul personale e sulla formazione, rendere più innovativa l’offerta, in particolare per i clienti internazionali di nuova generazione, e adottare strumenti digitali che consentano modelli di lavoro più sostenibili. Come sottolinea Bueno, HIP risponde anche a una tendenza culturale: i gestori Ho.Re.Ca. non vogliono più lavorare 14 ore al giorno e cercano un equilibrio più sano tra vita e lavoro, traguardo raggiungibile solo attraverso l’innovazione.

Sul fronte degli investimenti, il settore alberghiero ha attratto 1,8 miliardi di euro nel 2025 e per il 2026 si prevede di superare i 2 miliardi, tra nuove aperture e ristrutturazioni.

Cosa troverà chi partecipa

L’evento si articola su 12 aree tematiche, da Digital World, che copre trasformazione digitale, BI, IA e IoT, a Smart Kitchens & Equipment, da Automated Foodservice a Delivery & Food as a Service. Il format concentra in tre giorni l’intero ciclo decisionale: ispirazione, valutazione, acquisto.

Il cuore congressuale è l’Hospitality 4.0 Congress: 4 auditorium, oltre 20 summit verticali, più di 120 sessioni con 400 esperti internazionali. Tra i temi centrali del 2026 figurano esplicitamente IA applicata e agenti digitali, automazione e tecnologia, sostenibilità redditizia. Il track “Agenda Digital & Marketing” e il summit “IA Horeca” si rivolgono a chi vuole capire come applicare concretamente l’intelligenza artificiale nella gestione di hotel, ristoranti e catene. Il “Foodservice Robotics Pioneers” guarda invece all’automazione fisica, tema sempre più rilevante in un comparto con carenza strutturale di personale.

Perché interessa ai player tech

Secondo gli organizzatori, l’Italia è il Paese europeo in cui il delivery sta crescendo maggiormente, con una pressione crescente sulla ristorazione tradizionale che accelera la necessità di rispondere con strumenti digitali. Per i vendor tecnologici, da chi sviluppa software gestionale a chi propone soluzioni di automazione, pagamento o analisi dati, HIP Italia è un canale di accesso diretto a una platea ampia e qualificata: il 47% dei visitatori attesi è composto da proprietari e direzione generale, con quote significative di profili marketing, IT e supply chain.