DXC e Anthropic insieme per automatizzare la gestione delle infrastrutture e l’orchestrazione di servizi

DXC Technology e Anthropic hanno annunciato una collaborazione pluriennale che punta a portare i modelli Claude all’interno degli ambienti tecnologici più complessi e regolamentati al mondo. L’intesa segna un passaggio importante per entrambe le aziende. DXC, realtà storicamente specializzata nella gestione e trasformazione delle infrastrutture IT enterprise, entra infatti nel ristretto gruppo dei partner Global Premier del network Anthropic, ottenendo un accesso privilegiato alle tecnologie, alle competenze e alle risorse sviluppate dalla società che ha creato Claude.
L’aspetto più interessante dell’operazione riguarda però la sua natura profondamente operativa. L’obiettivo dichiarato è infatti creare una forza lavoro specializzata composta da decine di migliaia di professionisti certificati in grado di progettare, implementare e governare sistemi basati sull’intelligenza artificiale direttamente all’interno delle infrastrutture che supportano attività considerate mission-critical. Parliamo di ambienti che gestiscono servizi bancari, compagnie aeree, gruppi assicurativi, aziende manifatturiere e organismi governativi, settori nei quali affidabilità, sicurezza, continuità operativa e conformità normativa rappresentano requisiti imprescindibili.
La collaborazione nasce inoltre da un’esperienza concreta maturata internamente da DXC. L’azienda non ha scelto Claude sulla base di valutazioni teoriche o test limitati, ma ha già integrato il modello AI nelle proprie attività operative. Il caso più significativo riguarda DXC OASIS, una piattaforma di orchestrazione AI-native sviluppata per supportare i servizi gestiti della società.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, l’impiego dei modelli Claude avrebbe consentito di accelerare i processi di sviluppo software fino a dieci volte rispetto ai metodi tradizionali. Un dato particolarmente significativo emerge dalla quantità di codice prodotto tramite intelligenza artificiale, considerando che oltre il 95% del software che compone la piattaforma sarebbe stato generato inizialmente da Claude, per poi essere sottoposto alla revisione e validazione degli sviluppatori umani.
Lanciata nel corso del 2026, DXC OASIS è già utilizzata da decine di clienti e rappresenta il principale laboratorio attraverso il quale l’azienda sta sperimentando nuovi modelli operativi basati sugli agenti AI. In questo contesto, Claude svolge il ruolo di foundation model predefinito, diventando il motore che alimenta flussi di lavoro autonomi e sistemi decisionali assistiti.
La partnership si inserisce inoltre all’interno della strategia DXC Xponential, un framework sviluppato per integrare persone, processi e tecnologie in una visione unificata dell’intelligenza artificiale aziendale. L’apporto di Anthropic rafforza questa impostazione attraverso percorsi di certificazione dedicati e un collegamento diretto con le competenze della società californiana.
Uno degli elementi più innovativi dell’accordo riguarda la creazione di una nuova categoria di specialisti che DXC definisce “forward-deployed engineers”. Si tratta di professionisti che opereranno direttamente negli ambienti dei clienti, lavorando a stretto contatto con infrastrutture reali e processi aziendali complessi.
La selezione avverrà all’interno dell’attuale forza lavoro DXC, composta da migliaia di ingegneri distribuiti a livello globale. Una volta individuati, i candidati seguiranno un programma intensivo di formazione e certificazione sviluppato attraverso la Anthropic Partner Academy. In circa novanta giorni saranno addestrati all’utilizzo avanzato di Claude, acquisendo competenze nella progettazione di sistemi agentici, nella gestione dei modelli e nelle attività di governance dell’intelligenza artificiale.
DXC ha inoltre predisposto percorsi aggiuntivi focalizzati sulle esigenze tipiche degli ambienti mission-critical, dove aspetti come resilienza, sicurezza e conformità assumono un peso decisamente superiore rispetto ai normali progetti software. Questa impostazione riflette quella che l’azienda definisce filosofia “Customer Zero”. Prima di proporre una tecnologia ai propri clienti, DXC sceglie infatti di adottarla internamente, testandola nelle stesse condizioni operative che caratterizzano i contesti produttivi più esigenti. Solo dopo aver verificato affidabilità, benefici e sostenibilità del modello, viene avviata la commercializzazione su larga scala.
Sul piano pratico, la collaborazione si tradurrà rapidamente nello sviluppo di nuove offerte dedicate a specifici segmenti di mercato. Il settore assicurativo rappresenta una delle prime aree di intervento. Qui l’obiettivo è utilizzare Claude per automatizzare processi complessi, supportare la trasformazione dei sistemi core e adattare le soluzioni AI alle caratteristiche operative di ogni singola organizzazione.
Un secondo filone riguarda la modernizzazione applicativa. Molte grandi imprese continuano infatti a dipendere da applicazioni legacy sviluppate decenni fa e spesso difficili da aggiornare. DXC intende sfruttare le capacità analitiche e generative di Claude per accelerare la comprensione, la riscrittura e l’evoluzione di questi patrimoni software, riducendo tempi e costi dei progetti di modernizzazione.
Particolarmente rilevante appare anche il capitolo dedicato alla cybersecurity. DXC prevede di integrare Claude all’interno dei propri Security Operations Center attraverso agenti specializzati capaci di monitorare eventi, identificare anomalie e supportare le attività di risposta agli incidenti in maniera continuativa. L’intelligenza artificiale verrà inoltre incorporata nei servizi di manutenzione e gestione applicativa che DXC eroga ai propri clienti. L’idea è sviluppare una nuova generazione di agenti certificati in grado di intervenire direttamente sui processi di supporto software, analizzando problemi, suggerendo correzioni e contribuendo alla gestione quotidiana delle applicazioni aziendali.

