Al Dell Technologies World di quest’anno, la narrativa ruota attorno all’industrializzazione completa dell’AI all’interno dell’infrastruttura IT aziendale. Dell insiste soprattutto sul concetto per cui l’AI rappresenta ormai un livello infrastrutturale che deve essere progettato, orchestrato e ottimizzato come un sistema produttivo end-to-end.

La “AI Factory” diventa così il perno dell’offerta Dell, un insieme sempre più articolato di componenti hardware, software e partnership pensate per trasformare dati aziendali in flussi operativi utilizzabili da modelli AI, in particolare nel contesto emergente dell’agentic AI. Un approccio che si allontana dalla logica del semplice training di modelli per abbracciare sistemi autonomi capaci di eseguire azioni, orchestrare processi e interagire con le infrastrutture IT aziendali.

Il punto di partenza resta la convinzione, ormai esplicitata da tempo da Michael Dell, che la trasformazione AI non sia un fenomeno verticale ma trasversale. Nel suo intervento, il CEO ha sottolineato come le organizzazioni si trovino oggi davanti a una decisione critica: convertire l’intelligenza in impatto operativo a velocità crescente oppure rischiare di diventare rapidamente obsolete. La proposta Dell si inserisce esattamente in questa tensione, offrendo infrastrutture controllate dal cliente, con attenzione a sicurezza, governance e ottimizzazione dei costi.

Sul piano industriale, il dato più rilevante è la scala già raggiunta dall’ecosistema AI Factory. Oltre 5.000 clienti enterprise, pubblica amministrazione e segmenti SMB hanno adottato soluzioni Dell in ambito AI, che mostrano quindi la maturità una piattaforma già radicata in contesti produttivi reali.

Il cuore tecnologico dell’aggiornamento presentato a Las Vegas è la Dell AI Data Platform sviluppata in collaborazione con NVIDIA. L’architettura si articola su più livelli e introduce una separazione funzionale tra diversi motori di storage, ciascuno ottimizzato per pattern di accesso specifici. PowerScale viene utilizzato per accessi file seriali, Lightning per workload paralleli ad alte prestazioni, mentre ObjectScale gestisce lo storage a oggetti, sempre più centrale per pipeline AI su larga scala.

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Questa struttura riflette una trasformazione profonda del modo in cui i dati vengono preparati per l’intelligenza artificiale. Il valore infatti non risiede più soltanto nella capacità di archiviazione, ma nella velocità con cui i dati possono essere indicizzati, interrogati e resi disponibili per pipeline governate e automatizzate.

Dell affianca a questo livello una Data Orchestration layer in grado di indicizzare miliardi di file non strutturati, collegandoli a flussi AI controllati. L’integrazione con motori analitici basati su Starburst introduce anche un elemento significativo sul piano del data analytics, ovvero query SQL accelerate da GPU con prestazioni dichiarate fino a sei volte superiori rispetto a sistemi non accelerati, in particolare su architetture Nvidia Blackwell. Una conferma di come l’AI enterprise, oltre che inferenza e training, sia anche data plumbing ad altissima efficienza.

Un altro asse strategico riguarda la connessione tra storage enterprise e ambienti di simulazione avanzata. L’integrazione con le librerie NVIDIA Omniverse consente di collegare repository aziendali e sistemi PLM direttamente a pipeline di digital twin e simulazioni fisiche. In questo modo, lo storage diventa un elemento attivo nella costruzione di ambienti virtuali utilizzati per training e validazione di modelli AI.

Sul fronte hardware, Dell introduce nuovi sistemi ObjectScale tra cui il modello X7700, pensato per scalare ulteriormente la densità rispetto alle generazioni precedenti. L’attenzione è soprattutto sull’efficienza dello storage a oggetti e sulla capacità di supportare nuovi formati SSD ad altissima capacità, con una roadmap che punta a drive da 245 terabyte per superare le limitazioni attuali di densità e ridurre il costo totale di proprietà in scenari di crescita esplosiva dei dati non strutturati.

Parallelamente, viene rafforzata la proposta dei PowerRack, sistemi rack-level integrati che uniscono compute, networking e storage in un’unica soluzione ottimizzata in fabbrica. L’idea è ridurre la complessità di deployment nei data center enterprise, spostando sempre più valore verso configurazioni pre-integrate e standardizzate.

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La dimensione software e applicativa si amplia con una partnership strategica con Palantir Technologies. Le piattaforme Foundry e AIP vengono infatti portate on-premises all’interno dell’ecosistema AI Factory per integrare il livello ontologico di Palantir direttamente sopra ObjectScale e PowerFlex. Questo consente di modellare relazioni tra dati aziendali, automatizzare workflow e orchestrare processi AI senza uscire dai confini infrastrutturali dell’organizzazione.

Dell ha inoltre annunciato un accordo con Mistral AI, che sta già utilizzando Dell AI Factory con l’infrastruttura NVIDIA per supportare il proprio ambiente di formazione e implementazione LLM. Tale implementazione include sistemi Dell PowerRack raffreddati a liquido con server Dell PowerEdge XE9712 e infrastruttura su scala rack NVIDIA GB200 NVL72, forniti come ambiente completamente integrato tramite Dell Professional Services.

Inoltre, Dell e Mistral stanno ampliando la loro partnership in modo che alcuni modelli di linguaggio e ragionamento di Mistral, insieme a strumenti di orchestrazione, siano disponibili su Dell AI Factory. In pratica, Dell vuole che le aziende vedano la sua piattaforma non solo come infrastruttura per i carichi di lavoro di IA, ma anche come veicolo di distribuzione controllato per modelli open-weight e ottimizzati per le aziende, in grado di funzionare all’interno degli ambienti dei clienti.

Il tema della sovranità dei dati emerge infine come elemento centrale della proposta. Dell sostiene che la fase sperimentale dell’AI sia ormai superata e che organizzazioni pubbliche, imprese e persino stati stiano entrando in una nuova fase, in cui l’intelligenza artificiale viene implementata direttamente all’interno dei propri data center per ragioni di sicurezza, controllo e prevedibilità dei costi.

Il concetto di “sovereign AI” diventa quindi centrale nella strategia Dell. Gestire i modelli in locale consente di proteggere dati sensibili da esposizioni esterne, ridurre la dipendenza da cloud pubblici e mantenere il pieno controllo sulle pipeline di training e inferenza. Per riuscirci, Dell punta a rafforzare il proprio ruolo attraverso una combinazione integrata di infrastrutture, software e servizi, posizionandosi come fornitore end-to-end per l’AI enterprise.