Con la strategia AI Forward, Gigabyte avanza nel territorio dell’intelligenza artificiale, dai device alle AI Factories

Al CES 2026, Gigabyte ha scelto di raccontare l’intelligenza artificiale partendo dall’infrastruttura, evitando slogan astratti e concentrandosi su ciò che realmente consente all’AI di esistere, scalare e produrre valore. Sotto la nuova strategia AI Forward, si nasconde così un’evoluzione dell’azienda taiwanese verso un ruolo sempre più centrale nello sviluppo di piattaforme server e sistemi di calcolo pensati specificamente per carichi IA di nuova generazione. Gigabyte vuole insomma costruire un ecosistema computazionale completo, capace di supportare l’intero ciclo di vita dell’IA, dal training su larga scala fino all’inferenza distribuita su edge device e sistemi personali.
Il concetto di AI Factory emerge come fulcro di questa strategia. Gigabyte lo interpreta come un’infrastruttura modulare e industrializzata, progettata per ridurre la complessità tipica dei data center AI e accelerarne la messa in produzione. In questo contesto si inserisce GIGAPOD, una soluzione “one-stop” che combina server ad alta densità, networking ad alte prestazioni e un layer software dedicato alla gestione e all’orchestrazione. L’approccio a blocchi modulari consente di progettare e validare ambienti IA in modo più rapido e prevedibile, trasformando il data center in una piattaforma replicabile e scalabile, piuttosto che in un progetto su misura ogni volta diverso.
Dal punto di vista tecnico, GIGAPOD si fonda su server direct-liquid-cooling di nuova generazione, capaci di ospitare piattaforme eterogenee basate su Intel Xeon 6, NVIDIA HGX B300 e soluzioni AMD EPYC abbinate agli acceleratori Instinct MI355X. La scelta del raffreddamento si spiega con il fatto che l’aumento della densità computazionale e dei consumi rende indispensabile una gestione termica avanzata per mantenere efficienza energetica e affidabilità operativa. In quest’ottica, si colloca anche l’introduzione di uno switch di gestione rack sviluppato internamente per centralizzare il controllo di più rack DLC, migliorare il monitoraggio e ridurre i punti di errore in ambienti complessi.
Accanto alla visione modulare dell’AI Factory, Gigabyte amplia il proprio portafoglio di server per coprire data center di ogni dimensione. Il sistema NVIDIA Grace Blackwell Ultra NVL72 rappresenta l’espressione più estrema di questo approccio, con un nodo rack-level che concentra decine di CPU Grace e si affida a interconnessioni InfiniBand ed Ethernet di ultima generazione. Il salto prestazionale dichiarato rispetto alla generazione Hopper sottolinea come l’evoluzione dell’IA sia sempre più legata all’efficienza dell’inferenza, oltre che alla potenza bruta di calcolo.
Per carichi di training, simulazione e inferenza su larga scala, Gigabyte propone piattaforme come i supercomputer G894 e XL44, costruiti attorno a GPU Blackwell e RTX PRO in configurazioni server-oriented. L’integrazione di DPUs NVIDIA BlueField-3 indica una crescente attenzione verso la sicurezza dei dati e l’ottimizzazione dei flussi di rete, elementi ormai critici in ambienti IA multi-tenant e distribuiti. La stessa filosofia viene declinata in ambito workstation, dove soluzioni con raffreddamento a liquido chiuso portano prestazioni tipicamente da data center in contesti creativi e professionali on-premise.
Il discorso sull’IA non si ferma però ai data center ma abbraccia anche l’edge computing e la cosiddetta Physical AI, evidenziando come l’intelligenza artificiale debba operare sempre più vicino alla fonte del dato. Sistemi embedded, computer industriali e piattaforme compatte diventano così il cervello di magazzini intelligenti, flotte autonome e linee produttive robotizzate, dove la latenza ridotta e l’affidabilità continua sono requisiti imprescindibili.
A completare il quadro, arriva la declinazione dell’IA sul piano personale e professionale. Con la serie AI TOP, Gigabyte porta l’inferenza locale di modelli linguistici e multimodali su desktop alimentati da infrastrutture elettriche standard, puntando su privacy, controllo dei dati, costi sostenibili e soprattutto software, grazie a strumenti che semplificano la gestione dei modelli e l’adozione di workflow IA anche da parte di utenti non specialisti. La stessa logica si ritrova nei laptop con assistente GiMATE e nelle soluzioni eGPU come la AORUS RTX 5090 AI BOX, che estendono le capacità IA dei notebook verso livelli prossimi a quelli desktop.


