Claude Code escluso dai piani Pro? Anthropic manda nel panico gli sviluppatori

Tra lunedì e un martedì, la dicitura “includes Claude Code” è sparita dalla pagina dei prezzi del piano in abbonamento Claude Pro per poi tornare nelle scorse ore, senza alcun annuncio ufficiale da parte di Anthropic, senza email agli abbonati e senza un comunicato stampa.
La modifica è stata scoperta quasi per caso e segnalata da Ed Zitron, voce critica nel panorama AI che ha notato come la pagina pricing di claude.com avesse rimosso ogni riferimento all’inclusione di Claude Code nel piano Pro, sostituendo il segno di spunta con una X esplicita. Una differenza sottile nell’interfaccia, ma dal peso specifico notevole per migliaia di sviluppatori che su quello strumento costruiscono flussi di lavoro quotidiani.
Quello che ha reso la situazione particolarmente caotica non è stata tanto la rimozione in sé, quanto la totale incoerenza tra le diverse pagine del sito. Mentre la pagina prezzi veniva aggiornata, la product page dedicata a Claude Code continuava ad affermare che il piano Pro garantiva pieno accesso allo strumento. Persino Claude stesso, interrogato direttamente su claude.ai, confermava che il piano Pro includeva Claude Code, citando peraltro una pagina di documentazione che nel frattempo era già stata modificata per indicare solo il piano Max (che parte da 100 dollari al mese) come opzione valida.
A placare le acque ci ha pensato Amol Avasare di Anthropic, con un post su X in cui ha spiegato che la modifica non riguardava tutti gli utenti, ma rappresentava un esperimento limitato al 2% circa dei nuovi iscritti prosumer. Gli abbonati esistenti, ha precisato, non sarebbero stati toccati.
Resta però una domanda legittima: perché modificare pubblicamente una pagina di pricing visibile da tutti per un test che interessa una percentuale minima di nuovi iscritti? Anthropic non ha fornito una risposta chiara su questo punto e il portavoce interpellato non ha risposto alle domande di approfondimento.
Al netto della gestione comunicativa, la posizione di Avasare offre una lettura onesta delle pressioni reali che Anthropic si trova ad affrontare. Quando il piano Max fu lanciato circa un anno fa, Claude Code non esisteva nella sua forma attuale, Cowork era ancora di là da venire e gli agenti AI erano scenari sperimentali. Oggi tutto questo è diventato parte integrante dell’utilizzo quotidiano di un abbonamento Claude, con un engagement per utente cresciuto in modo significativo rispetto alle proiezioni iniziali.
Il problema di fondo è strutturale, visto che i piani di abbonamento di Anthropic generano un corrispettivo per token consumato molto inferiore al valore reale di mercato, con scarti che in alcuni casi superano il fattore dieci. Una dinamica che Anthropic condivide con altri grandi player (Google si è trovata a gestire criticità analoghe con Gemini CLI), ma che diventa particolarmente acuta quando strumenti come Claude Code o i progetti basati su OpenClaw amplificano il consumo di token in modo esponenziale.
Le contromisure già adottate (limiti settimanali, restrizioni orarie nei momenti di picco con un approccio simile a quello delle utility energetiche per incentivare l’utilizzo nelle fasce di minor carico) non sembrano più sufficienti. Il test sulla rimozione di Claude Code dal piano Pro va quindi letto in questo contesto come una sorta di sondaggio su quanto margine esista per ridisegnare i tier di abbonamento senza perdere troppi clienti.
Se gli utenti consumer hanno reagito con comprensibile frustrazione sui forum Reddit, non va certo meglio con le aziende che integrano Claude nei propri flussi produttivi e che hanno bisogno di stabilità contrattuale e comunicazione proattiva. Scoprire un cambiamento alle condizioni di servizio attraverso uno screenshot condiviso su X è esattamente il tipo di episodio che alimenta dubbi sulla maturità operativa di un fornitore.
Avasare ha promesso che eventuali modifiche agli abbonamenti esistenti (mai così probabili dopo quello che è successo ieri) verranno comunicate con anticipo direttamente agli utenti interessati, non attraverso i social media. La promessa, però, è stata formulata in un post su X. Una contraddizione che vale più di qualsiasi analisi.

