Microsoft ha dichiarato a inizio settimana che sta entrando nella “terza fase” del suo rapporto con OpenAI, sviluppatore di ChatGPT, attraverso un investimento multimiliardario. Ma l’accordo potrebbe avere un prezzo anche per gli utenti: un abbonamento mensile “professionale” da 42 dollari che, secondo diverse fonti, OpenAI sta già testando tra gli early adopters.

Nel 2019 Microsoft investiva 1 miliardo di dollari in OpenAI, all’epoca uno sviluppatore di tecnologie AI relativamente sconosciuto, mentre due giorni fa ha dichiarato che estenderà la sua partnership attraverso un “investimento pluriennale e multimiliardario per accelerare i progressi dell’intelligenza artificiale”. “Implementeremo i modelli di OpenAI nei nostri prodotti consumer ed enterprise e introdurremo nuove categorie di esperienze digitali basate sulla tecnologia di OpenAI”, ha dichiarato Microsoft lunedì.

Sappiamo già che Microsoft ha utilizzato l’intelligenza artificiale come parte del sistema di creazione di contenuti visivi Designer, ma la dichiarazione appena riportata implica che l’IA potrebbe essere introdotta in altri prodotti Microsoft tra cui Office (per non parlare di Bing).

abbonamento chatgpt

 

Microsoft alimenterà OpenAI attraverso il suo cloud Azure. “Abbiamo creato la nostra partnership con OpenAI con l’ambizione comune di far progredire responsabilmente la ricerca sull’IA all’avanguardia e di democratizzare l’IA come nuova piattaforma tecnologica” ha dichiarato Satya Nadella, presidente e amministratore delegato di Microsoft, in un recente comunicato. “In questa prossima fase della nostra partnership, gli sviluppatori e le organizzazioni di tutti i settori avranno accesso alla migliore infrastruttura, ai migliori modelli e alla migliore toolchain di Azure per sviluppare ed eseguire le loro applicazioni”.

È in arrivo una versione “professionale” di ChatGPT?

Nel frattempo, alcuni utenti hanno iniziato a segnalare che OpenAI sta lanciando una versione a pagamento di ChatGPT, il chatbot basato su intelligenza artificiale che è diventato virale alla fine dello scorso anno. Da allora, ChatGPT è stato utilizzato per scrivere saggi, produrre codice e applicare le sue conoscenze a settori che vanno dalla giurisprudenza ai giochi testuali. È stato bandito (ma talvolta anche accettato) nelle università e molti studenti lo hanno incorporato nel loro flusso di lavoro, nel bene e nel male.

Il fatto che ChatGPT si sarebbe evoluto in una versione a pagamento non era comunque un segreto, tanto che Sam Altman, l’amministratore delegato di OpenAI, aveva twittato già lo scorso dicembre dicendo che a un certo punto il servizio sarebbe stato monetizzato per compensare i costi. Molti utenti, come dimostra il tweet qui sopra, riferiscono che OpenAI ha iniziato a offrire un piano a pagamento a 42 dollari al mese.

OpenAI ha lasciato intendere che questo piano professionale a pagamento risolverà i ben noti problemi di capacità e stabilità che attualmente possono rallentare o impedire l’accesso al servizio nei momenti di punta. Non è però chiaro se il prezzo di 42 dollari al mese (che non è certo basso) rimarrà ufficiale quando e se verrà lanciata la versione professionale a pagamento di ChatGPT.