10 nuovi plugin per Claude CoWork scuotono i mondi finance, HR, design e marketing

Anthropic torna a muovere le acque del software professionale con un ennesimo e importante aggiornamento di Claude, estendendone l’operatività dentro gli strumenti di produttività aziendale e verticalizzandone le competenze per ruoli specifici. Dopo aver scosso i mercati con i primi plugin settoriali, l’azienda rilancia con un’integrazione più profonda nei flussi di lavoro quotidiani, puntando a trasformare l’AI da chatbot esterno a collaboratore nativo delle applicazioni.
L’annuncio rafforza l’evoluzione di Claude Cowork, introdotto a inizio anno per ampliare l’utilità del noto strumento di coding verso attività d’ufficio più ampie. In pochi mesi sono arrivati plugin per analisi finanziaria e legale, un upgrade del modello sottostante e funzionalità dedicate alla cybersecurity. Ora il focus si sposta su design, risorse umane, wealth management e private equity, con strumenti progettati per rispondere a esigenze operative concrete.
Il salto qualitativo riguarda l’integrazione applicativa. Claude può operare all’interno di software come Microsoft Excel e PowerPoint, lavorando sui dati senza costringere l’utente a esportazioni manuali o copia-incolla. L’assistente attinge al contesto del documento aperto e genera output coerenti, ad esempio trasformando un foglio di calcolo in una presentazione strutturata. Secondo Scott White, responsabile prodotto enterprise di Anthropic, l’obiettivo è costruire una piattaforma complementare agli strumenti esistenti, non sostitutiva. La narrativa ufficiale insiste su un posizionamento “platform-first”, distante dall’idea di rimpiazzare i software core già radicati nei sistemi aziendali.
Per i servizi finanziari, Anthropic ha collaborato con FactSet, S&P Global e London Stock Exchange Group, mentre per il private equity è citata Apollo Global Management. I plugin promettono modellazione di scenari, sintesi di proposte, redazione di job description e riassunti creativi. Le aziende possono inoltre personalizzare le integrazioni con ambienti come Google Drive, Gmail, Calendar o DocuSign, adattando Claude all’ecosistema IT interno.
Tutti i plugin di Claude Cowork (al momento se ne contano 15) sono stati rilasciati in modalità open source, ma l’utilizzo operativo richiede una sottoscrizione a Claude Pro, Team oppure Enterprise, poiché i plugin si innestano sull’infrastruttura del servizio a pagamento.
La creazione di plugin personalizzati è stata progettata per essere accessibile anche a profili non tecnici. La struttura si basa su file Markdown e JSON e quindi non è necessario saper programmare. Per esigenze più avanzate è comunque possibile integrare funzioni in Python, ma si tratta di un’estensione facoltativa. Inoltre, il Plugin Manager consente di generare automaticamente un plugin partendo da una descrizione in linguaggio naturale. Attualmente, i plugin vengono salvati in locale e la condivisione con il team avviene manualmente tramite file ZIP, in attesa di uno strumento centralizzato annunciato da Anthropic.
Per installare un plugin, basta seguire questi semplici passaggi:
- Aprire Claude Cowork sul desktop.
- Cliccare su “Plugin” nella barra laterale sinistra
- Cliccare su “+” e poi su “Sfoglia plugin”
- Selezionare il plugin desiderato
- Cliccare su “Installa”
- Una volta installato, digitate “/” nella chat, andate su “Plugin” e vedrete tutti i comandi disponibili
Come era facile prevedere, la rapidità degli aggiornamenti di Anthropic per Claude CoWork ha innescato forti reazioni a Wall Street. Titoli come Thomson Reuters, LegalZoom, FactSet e RELX hanno subito cali marcati e anche IBM è stata colpita dopo un post tecnico di Anthropic sulla modernizzazione del COBOL, linguaggio per cui il gruppo offre strumenti di compilazione e aggiornamento. Analogamente, l’annuncio di nuove capacità di scansione delle vulnerabilità in Claude Code ha pesato sui titoli cybersecurity.
Lo stesso contesto competitivo in cui si muove Anthropic inizia a essere molto serrato. OpenAI ha lanciato Frontier, piattaforma per sviluppare e gestire agenti AI enterprise, siglando accordi pluriennali con grandi società di consulenza per favorirne la diffusione. La partita si gioca insomma sulla velocità di esecuzione e sulla capacità di integrarsi nei workflow reali.
Resta tuttavia una componente di cautela. Secondo Jacob Bourne di eMarketer, le preoccupazioni su sicurezza e governance dei dati potrebbero rallentare un’adozione dell’AI enterprise su larga scala, che se da un lato non sembra ancora destinata a sostituire in blocco il software legacy, dall’altro ai fornitori storici un’accelerazione evolutiva in un mercato dove l’automazione cognitiva diventa progressivamente parte dell’infrastruttura operativa quotidiana.

