A confermare come le vendite di smartwatch fatichino ancora a decollare e a raggiungere cifre significative è anche l’ultimo report di IDC, secondo il quale a far segnare numeri incoraggianti (seppur non esplosivi) è solo l’Apple Watch.

L’orologio smart di Cupertino è infatti a quota 3.9 milioni di esemplari venduti nel terzo trimestre 2015, risultato che ha permesso ad Apple di issarsi al secondo posto nel mercato mondiale dei wearable con il 18,6% di market share. Merito sicuramente dell’uscita dell’orologio anche in nuovi mercati, ma anche di alcuni sconti applicati da diverse catene di negozi e delle nuove colorazioni che hanno interessato il modello Sport.

A guidare la classifica di IDC è però Fitbit, con una quota di mercato del 22,2% e con 4.7 milioni di pezzi venduti tra i vari Charge, Surge, Flex, One e altri modelli. Un aumento del 101,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando però Fitbit deteneva il 32,8% del mercato (ma non era ancora uscito l’Apple Watch).

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Xiaomi ha venduto 3.7 milioni di Mi-Band con oltre l’800% in più rispetto allo scorso anno e oggi occupa la terza posizione con un market share del 17,4%. Seguono, molto distanziati, Garmin (4,1% di market share) e BBK (3,1%), mentre Samsung risulta incredibilmente fuori dalla top 5. Il colosso sudcoreano potrebbe però ritornare tra i primi cinque a inizio 2016, visto che il suo nuovo smartwatch Gear S2 è uscito da pochissimo sul mercato e non rientra ancora nei dati forniti da IDC.

In generale gli acquisti natalizi dovrebbero favorire l’intero mercato dei wearable e quindi potremmo aspettarci un primo trimestre 2016 con numeri molto più incoraggianti. Eppure la sensazione è che le smartband e gli smartwatch fatichino a imporsi nel mercato di massa, un po’ per prezzi ancora piuttosto alti, un po’ per la percezione ancora avvertita da molti potenziali utenti di una scarsa utilità di questi device, considerati da molti semplici e costosi gadget.