GitHub banna senza spiegazioni i progetti software di sex toys e videogame erotici

Un problema di moderazione delle piattaforme digitali torna a colpire in modo sproporzionato chi lavora nell’area dei contenuti per adulti. Questa volta lo scenario non è un social network o un marketplace di contenuti creativi, ma GitHub, la principale infrastruttura globale per lo sviluppo software collaborativo. Nelle ultime settimane, decine di account e repository legati alla creazione di mod per videogiochi erotici e plugin per sex toy sono stati sospesi o rimossi senza preavviso, spiegazioni puntuali o indicazioni chiare su come rientrare in conformità.
Secondo le stime interne alla community coinvolta, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre sarebbero diventati inaccessibili circa 80–90 repository appartenenti a 40–50 sviluppatori. Molti di questi progetti ruotano attorno all’ecosistema di modding dei giochi prodotti dallo studio giapponese Illusion, oggi non più attivo ma ancora estremamente rilevante dal punto di vista culturale e tecnico. In almeno un caso, un singolo account rimosso ospitava il lavoro di oltre 30 collaboratori distribuiti su più di 40 repository, evidenziando come le azioni di moderazione abbiano avuto effetti sistemici ben oltre il singolo sviluppatore.
Il punto più critico, per chi è stato colpito, è stata la totale opacità con cui le regole di GitHub sono state applicate. Gli sviluppatori coinvolti sostengono infatti di aver operato consapevolmente entro i limiti delle policy di GitHub, evitando quindi di ospitare materiale pornografico diretto, immagini esplicite o testi apertamente sessuali. In molti casi, i repository contenevano esclusivamente codice, documentazione tecnica e riferimenti volutamente attenuati o allusivi, proprio per non violare le linee guida della piattaforma.
Danil Zverev, sviluppatore di plugin per il videogioco Koikatsu, racconta di aver trovato il proprio account completamente cancellato il 18 novembre, senza notifiche preventive né comunicazioni successive. L’accesso era semplicemente diventato impossibile, sostituito da un errore 404, con il blocco anche della possibilità di registrare un nuovo account con le stesse credenziali. Una situazione che, dal punto di vista operativo, equivale a una cancellazione totale dell’identità digitale dello sviluppatore.
Il contesto normativo rende la vicenda ancora più ambigua. Nell’ottobre 2025, GitHub ha aggiornato le proprie Acceptable Use Policies, introducendo un divieto più esplicito verso contenuti sessualmente suggestivi che abbiano come scopo principale la stimolazione erotica. Allo stesso tempo, le stesse policy riconoscono che non ogni riferimento alla sessualità è di per sé osceno, lasciando così spazio a contesti artistici, educativi o informativi. È proprio questa zona grigia, basata su interpretazioni e valutazioni caso per caso, a generare l’attuale clima di incertezza.
Anche chi ha provato a interagire con il supporto di GitHub si è scontrato con risposte generiche e tempi estremamente lunghi. VerDevin, sviluppatore di strumenti e guide di modding per Custom Order Maid 3D2, ha scoperto che il proprio account era stato “segnalato” solo dopo aver notato problemi di accesso ai repository. Nessuna email, nessun avviso, soltanto un’indicazione nascosta nella sezione di report. La richiesta di chiarimenti ha prodotto una risposta standard priva di riferimenti specifici ai contenuti contestati, seguita da settimane di silenzio.
Quando finalmente è arrivata una motivazione formale, GitHub ha parlato genericamente di “contenuti sessualmente espliciti” presenti in più repository, senza mai indicare quali file o quali elementi fossero considerati problematici. Anche dopo la rimozione volontaria di alcuni progetti, effettuata come gesto di buona fede, il ripristino dell’account è avvenuto solo molto tempo dopo e in coincidenza con richieste di chiarimento avanzate da giornalisti.
La dimensione del problema va comunque oltre il singolo settore. GitHub rappresenta un’infrastruttura centrale per la scoperta, la collaborazione e la distribuzione del software open source. Per sviluppatori che lavorano su contenuti per adulti, spesso esclusi da altri canali, questa centralità è ancora più cruciale e i recenti ban mettono in luce una tensione strutturale, con policy pensate per proteggere la piattaforma che, applicate in modo automatico e poco trasparente, finiscono per colpire intere comunità senza offrire strumenti chiari di difesa o adeguamento.
Non sorprende quindi che alcuni sviluppatori abbiano già iniziato a spostare i propri progetti verso alternative come GitGoon o Codeberg. Segnali che indicano come, se l’incertezza dovesse persistere, anche GitHub potrebbe iniziare a perdere quella fiducia di base che ne ha fatto, per anni, il punto di riferimento indiscusso per lo sviluppo collaborativo globale.
(Immagine in apertura: Shutterstock)

