Red Hat Linux 9.8 e 10.2 migliorano automazione e sicurezza con crittografia post quantistica e immagini sigillate

Red Hat ha annunciato l’arrivo sul mercato di Red Hat Enterprise Linux 10.2 e 9.8. Le nuove versioni si basano sulle innovazioni introdotte in Red Hat Enterprise Linux 10 e sono pensate per affrontare le moderne minacce alla sicurezza, accelerare l’adozione dell’AI e ridurre al minimo la deriva operativa.
Red Hat Enterprise Linux 10.2 e 9.8 offrono una piattaforma progettata per unificare le operation IT nel cloud ibrido tenendo la sicurezza al centro. Le nuove versioni, infatti, si basano su un sistema operativo con funzionalità di confidential computing rafforzate che consentono di creare un ambiente ancora più affidabile per i workload AI, in grado di proteggere i dati sensibili durante l’elaborazione sia in memoria che in CPU.
Per rafforzare la sicurezza dei workload critici in produzione, Red Hat ha integrato la crittografia post-quantistica e le sealed images, funzionalità oggi disponibile in versione preview tramite image mode. Infine, l’automazione guidata dall’AI semplifica gli aggiornamenti più complessi, mentre i miglioramenti di image mode contribuiscono a rendere i workflow più immediati.
Una nuova base per l’innovazione IT
Il divario tra l’affidabilità dei sistemi tradizionali e le innovazioni IT come AI e quantum computing continua ad ampliarsi, mentre l’infrastruttura evolve verso sistemi autonomi e carichi di lavoro basati su immagini sempre più veloci e basati su container. Red Hat Enterprise Linux 10.2 e 9.8 offrono i meccanismi di controllo operativi e la precisione di gestione necessari per rispondere a queste esigenze, contribuendo a portare innovazione senza compromettere sicurezza o sovranità.
I clienti possono inoltre ottenere maggiore controllo sulla sicurezza dell’hardware grazie alle sealed images, che consentono di firmare le immagini container in fase di build, così che i sistemi avviino solo immagini verificate e affidabili, scelte dal cliente.
Di seguito riportiamo le principali novità delle nuove versioni:
- Red Hat Certificate System 11.0, disponibile insieme a Red Hat Enterprise Linux, introduce firme resistenti al quantum per aiutare le organizzazioni a soddisfare i nuovi standard NIST e a contrastare scenari del tipo “harvest now, decrypt later”
- I clienti Red Hat e CrowdStrike hanno accesso a oltre 2.300 nuove firme malware, migliorando il rilevamento delle minacce e consentendo un approccio più proattivo alla sicurezza
- I server Model Context Protocol (MCP) per Red Hat Satellite (technology preview), Red Hat Enterprise Linux (developer preview) e Red Hat Lightspeed (developer preview) offrono un approccio AI-ready alla gestione Linux. Gli agenti AI possono accedere in modo sicuro ai dati Linux in tempo reale, consentendo agli amministratori di gestire i sistemi Red Hat Enterprise Linux usando il linguaggio naturale e workflow automatizzati multi-step supportati da adeguati meccanismi di sicurezza
- Goose, un agente open source, è ora disponibile nell’extensions repository per collegare più server MCP in un unico assistente da riga di comando, aiutando i team IT a passare dal troubleshooting manuale a una gestione infrastrutturale automatizzata, rapida e affidabile
- Red Hat Satellite 6.19 rafforza il controllo sovrano con la disponibilità generale del local vulnerability triage per ambienti air-gapped e introduce il troubleshooting assistito dall’AI tramite il server MCP per Satellite, il tutto supportato da ulteriori 12 mesi opzionali di Extended Update Support (EUS) per rafforzare la sicurezza operativa nel lungo periodo
- L’adozione delle best practice di Red Hat Enterprise Linux per gli upgrade in-place del sistema operativo viene semplificata con l’introduzione sia di un nuovo Red Hat Enterprise Linux upgrade system role, disponibile come Red Hat Ansible Certified Content Collection, sia con upgrade self-service sicuri tramite Ansible Automation Platform per un’esperienza più fluida e affidabile

