Abbiamo venduto PagoPA alle Poste (49%) e alla Zecca dello Stato (51%)

Con una decisione deliberata dal consiglio di amministrazione il 12 novembre, Poste Italiane ha esercitato il diritto di opzione per acquisire il 49% di PagoPA, quota precedentemente detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il restante 51% sarà acquisito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, completando un’operazione che ridefinisce in modo sostanziale l’assetto proprietario di una delle piattaforme digitali più strategiche del Paese.
La chiusura dell’accordo resta subordinata al via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, alla quale la transazione sarà notificata secondo la normativa sul controllo delle concentrazioni. Si tratta di un passaggio formale ma tutt’altro che scontato, considerando il peso sistemico dei soggetti coinvolti e la rilevanza infrastrutturale delle attività svolte da PagoPA. La piattaforma, infatti, è sia un intermediario tecnologico, sua un tassello essenziale del funzionamento quotidiano della macchina pubblica digitale.
Nella comunicazione ufficiale, Poste Italiane ha chiarito che l’ingresso nel capitale di PagoPA risponde a una logica industriale di lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è creare valore per il gruppo e per il sistema Paese, accelerando la modernizzazione dei servizi pubblici e migliorando l’esperienza di cittadini e imprese nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. In questo senso, l’operazione si inserisce in continuità con il percorso di evoluzione avviato da Poste negli ultimi anni, sempre più orientato ai servizi digitali, finanziari e di piattaforma.
Il valore strategico di PagoPA risiede proprio nel suo ruolo di snodo centrale tra amministrazioni, cittadini e imprese. La società gestisce e sviluppa infrastrutture fondamentali per i pagamenti verso la PA e per l’interoperabilità dei sistemi pubblici, diventando un abilitatore chiave della digitalizzazione dei processi amministrativi. Negli ultimi anni, anche grazie alla spinta del PNRR, queste piattaforme sono passate dall’essere strumenti innovativi a componenti indispensabili per garantire efficienza, trasparenza e continuità operativa.
In questo contesto, Poste Italiane porta in dote una rete capillare sul territorio, una base utenti ampissima e competenze consolidate nei pagamenti, nei servizi finanziari e nell’inclusione digitale. Elementi che possono rafforzare la diffusione dei pagamenti elettronici e rendere più accessibili i servizi pubblici digitali anche a quelle fasce della popolazione che faticano ad adottare strumenti tecnologici avanzati.
Dal punto di vista strategico, l’operazione conferma la trasformazione di Poste Italiane da operatore tradizionale del recapito a piattaforma integrata di servizi, con l’ambizione di posizionarsi come partner strutturale delle istituzioni nei processi di identità digitale, pagamento e accesso ai servizi pubblici, riducendo progressivamente il digital divide e accompagnando cittadini e imprese nella transizione.
Anche per l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato l’acquisizione di PagoPA rappresenta un investimento di natura strategica, con l’obiettivo di efficientare e semplificare la gestione dei servizi digitali pubblici, dall’identità ai pagamenti e sviluppare il Sistema IT-Wallet coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale.
Come ha sottolineato il Presidente Paolo Perrone, “l’ingresso in PagoPA rafforza una scelta industriale chiara. Oggi ci candidiamo a essere una piattaforma di consolidamento delle attività digitali della PA, con l’obiettivo di rendere i servizi pubblici più semplici, efficienti e degni della fiducia di cittadini e imprese”.

