Stancer, payment service provider europeo fondato in Francia nel 2018 e parte del gruppo iliad, ha scelto l’Italia come primo mercato della propria espansione continentale. La proposta è rivolta principalmente a professionisti e micro imprese che rappresentano il 99% del tessuto produttivo italiano, con un modello senza accessori da acquistare, senza canoni fissi, senza contratti a lungo termine e con commissioni ridotte.

Il lancio è guidato da Alberto Rescigno, General Manager Italia, primo dipendente del team locale che Stancer sta costruendo nel paese.

Il pubblico di riferimento: professionisti e artigiani

Il perimetro di utilizzo di Stancer, almeno nella fase di avvio, è definito in modo abbastanza netto. L’offerta è pensata per chi emette fattura o ricevuta fiscale – fisioterapisti, medici, personal trainer, idraulici, artigiani, freelance, commercianti online – ma al momento non per chi opera con registratore di cassa e obbligo di scontrino fiscale elettronico.

La normativa italiana richiede infatti che il POS utilizzato da questi esercenti sia registrato all’Agenzia delle Entrate come provider autorizzato. Stancer non è ancora in quella lista al momento del lancio, anche se Rescigno ha precisato che il processo di allineamento è in corso e dovrebbe concludersi nelle prossime settimane.

Per i professionisti che non emettono scontrino fiscale, invece, il prodotto è già operativo e utilizzabile.

Il prodotto: omnicanale senza hardware dedicato

La soluzione è omnicanale e si articola su tre modalità principali.

  • Per i pagamenti in presenza, Stancer sfrutta la tecnologia Tap to Pay su smartphone (iOS e Android), eliminando la necessità di acquistare un terminale fisico dedicato: il commerciante usa il proprio telefono come dispositivo di accettazione e il cliente avvicina carta, Apple Pay o Google Pay.
  • Per i pagamenti online, la piattaforma si integra con i principali CMS e gestisce sia transazioni con carta sia pagamenti tramite bonifico SEPA, anche ricorrenti.
  • Per chi non ha un e-commerce, è disponibile anche la generazione di link di pagamento, condivisibili via SMS, email o QR code.

Tra le integrazioni software già attive, quelle con gli ecommerce Magento, PrestaShop e Woocommerce, il CRM Odoo e con Microsoft Teams, per prestazioni online come lezioni e consulenze.

Le commissioni sono trasparenti e senza soglie minime: 0,7% dell’importo più 0,15 euro a transazione per i pagamenti fisici e online con carta; 0,25% più 0,10 euro per i pagamenti SEPA e in abbonamento. Su una transazione da 100 euro, il costo per il merchant è quindi di 0,85 euro.

L’onboarding è interamente digitale, con procedura di identificazione del cliente gestita generalmente entro due giorni dall’invio dei documenti.

Il modello operativo: iliad come primo cliente e BNL come partner bancario italiano

George Owen, Ceo di Stancer

George Owen, Ceo di Stancer

Stancer non parte da zero sul fronte operativo. Il suo primo e principale cliente è il gruppo iliad stesso: la società gestisce i pagamenti ricorrenti degli abbonamenti iliad e le transazioni sul sito dell’operatore, che conta oltre 10 milioni di clienti in Italia. È su questo volume che la piattaforma ha costruito la propria solidità tecnica prima di aprirsi al mercato esterno.

Sul fronte dell’infrastruttura finanziaria italiana, Stancer ha stretto una partnership con BNL (gruppo BNP Paribas) come banca di appoggio per i merchant italiani. In pratica, a fine giornata il commerciante riceve un bonifico unico da una banca italiana che aggrega tutte le transazioni del giorno. Questo semplifica la gestione contabile, evita i problemi legati a movimenti da istituti esteri e mantiene il flusso di denaro all’interno del sistema bancario italiano.

I dati di pagamento restano nei data center di proprietà di Stancer, fisicamente ubicati in Francia, soggetti esclusivamente alla normativa europea e al GDPR. George Owen, CEO di Stancer, ha sottolineato come la sovranità del dato sia un elemento distintivo rispetto a provider con infrastrutture fuori dall’Unione Europea: “I dati bancari sono critici. Se il tuo provider non è soggetto al GDPR, è un rischio aggiuntivo. La nostra convinzione è che sia importante essere indipendenti, possedere l’intero stack dal software all’hardware”.

Go-to-market e partnership

Alberto Rescigno, General Manager per l’Italia di Stancer

Alberto Rescigno, General Manager per l’Italia di Stancer

La strategia di acquisizione clienti si basa principalmente sul canale digitale, replicando il modello già validato in Francia. In parallelo, Stancer punta ad attivare partnership con banche, associazioni di categoria e software house che si rivolgono a professionisti e piccole imprese. In Francia i riferimenti sono BNP Paribas, Boursorama e accordi verticali come quello con SOS Médecins, il servizio di visite mediche a domicilio. In Italia si cercano accordi analoghi, anche se ancora non sono stati annunciati.

La prima uscita pubblica strutturata sarà al Netcomm Forum di maggio. Per il lancio è disponibile anche un’offerta promozionale: un mese di commissioni gratuite per chi si registra entro il 15 aprile 2026 usando il codice benvenuto.

Mercato affollato, ma con uno spazio preciso

Il mercato dei pagamenti digitali in Italia è in crescita ma competitivo. Secondo i dati del rapporto Community Cashless Society 2026 (Ambrosetti-TEHA Group), le transazioni cashless hanno superato i 500 miliardi di euro, pari al 46,5% dei consumi, con il 2024 che ha segnato per la prima volta il sorpasso del digitale sul contante. L’Italia rimane però al 21° posto in Europa per diffusione dei pagamenti cashless, a conferma dello spazio di crescita ancora disponibile.

La scommessa di Stancer è che esista un segmento – quello dei professionisti e delle micro imprese con volumi bassi e discontinui – non ben servito dall’offerta attuale, ancora spesso strutturata su canoni fissi e contratti pluriennali pensati per merchant di dimensioni maggiori. È un posizionamento plausibile, ma che si scontra con un mercato in cui operano già numerosi player, sia fintech specializzate sia i grandi circuiti bancari con le proprie soluzioni mobile. La differenza la faranno la semplicità di onboarding, la completezza dell’infrastruttura italiana – a partire dall’integrazione con i registratori di cassa, ancora da completare – e la capacità di costruire reti di distribuzione locale efficaci.