Ekholm (Ericsson): tra iperconnettività per la IA e sicurezza, le telco hanno un ruolo strategico

Iperconnettività, espansione dell’intelligenza artificiale in applicazioni e dispositivi e ruolo delle telecomunicazioni nella sicurezza nazionale. Sono questi i temi al centro dell’intervento con cui il Presidente e CEO di Ericsson Börje Ekholm ha dato il via alla partecipazione dell’azienda al Mobile World Congress 2026.
La crescita dell’AI e l’aumento dei dispositivi connessi, ha spiegato Ekholm, spingeranno la domanda di connettività ad alte prestazioni, perché tutto sarà connesso. “Stiamo entrando in un’era completamente nuova che si baserà su reti 5G Standalone”, ha dichiarato il CEO durante il webcast di apertura dell’evento. “Finora il 5G è stato implementato prevalentemente in modalità non standalone. Con il passaggio al 5G Standalone, possiamo realizzare appieno la promessa di un’architettura basata su servizi e sempre più incentrata sul cloud”.
Ekholm ha sottolineato di guardare con entusiasmo a questa nuova fase, che comporterà però anche nuove responsabilità per Ericsson: “Dobbiamo assicurarci di fornire le migliori reti per l’AI, così da consentirne la scalabilità nelle imprese, nei servizi pubblici e in altre applicazioni mission critical”.
All’interno del padiglione Ericsson, particolare attenzione sarà dedicata anche ai casi d’uso della connettività differenziata come il fixed wireless access premium, il network slicing e le Network API. Lo spazio espositivo dell’azienda ospiterà collaborazioni con oltre 120 partner industriali, che rappresentano più della metà delle soluzioni presentate quest’anno a Barcellona.
Per Ekholm, è la dimostrazione di come il nuovo ecosistema stia crescendo: “La chiave per il successo, da ora in poi, è guardare all’intero ecosistema. Si tratta di generare ricavi per l’intero settore e per tutta la filiera digitale delle telecomunicazioni”. In quest’ottica il CEO ha citato Aduna, joint-venture focalizzata sulle Network API, come esempio concreto di collaborazione industriale per valorizzare l’ecosistema digitale.
Ekholm, inoltre, ha evidenziato che l’affermazione del 5G Standalone avrà un impatto anche sulla terza “forza fondamentale” che sta plasmando il settore telco: “Le telecomunicazioni stanno iniziando a diventare parte integrante della sicurezza nazionale, non solo nelle reti mission critical, ma anche in quelle per la difesa”.
Al webcast hanno partecipato anche il CEO di AT&T, John Stankey, e il CEO di Singtel, Yuen Kuan Moon, che hanno parlato dell’accordo siglato nel dicembre 2023 per la transizione dell’operatore statunitense verso un’architettura cloud-based e per creare nuove fonti di ricavo. “Abbiamo fatto un ottimo lavoro nel predisporre e mettere in opera l’infrastruttura”, ha affermato Stankey. “Entro la fine di quest’anno circa il 70% del traffico sulla nostra rete passerà su un’architettura aperta”.
Il CEO di AT&T ha evidenziato il forte slancio nella diffusione del fixed wireless access e nell’adozione del network slicing, concordando con Ekholm sul ruolo centrale del 5G Standalone per abilitare architetture cloud-based e service-based necessarie per sviluppare nuovi servizi e applicazioni di Physical AI.
Il confronto con Yuen Kuan Moon ha messo in luce i vantaggi del 5G Standalone. “Lo standalone (SA) era l’ingrediente segreto del 5G, ma purtroppo nel mondo finora è stato implementato soprattutto il modello non standalone (NSA)”, ha dichiarato il CEO di Singtel. “A Singapore siamo stati fortunati perché, come Paese, abbiamo deciso fin dal primo giorno di puntare sul 5G SA. Questa scelta, condivisa con il regolatore, ha posto Singapore davanti a molti altri Paesi in termini di capacità di beneficiare della rete SA”.
Infine, Yuen ha indicato nella possibilità di offrire network slice dedicate una nuova fonte per generare ricavi in ambiti come la sicurezza, l’industria, il settore aeroportuale e marittimo, oltre che in applicazioni più consumer come il gaming.
(Immagine in apertura: Shutterstock)

