Dopo l’iPhone 17e e i nuovi MacBook Pro e Air M5, Apple ha svelato a sorpresa il MacBook Neo, un laptop da 13 pollici disponibile in Italia dall’11 marzo che parte da 699 euro e che porta l’ecosistema macOS in una fascia di prezzo tradizionalmente appannaggio dei PC Windows di fascia medio-bassa.

Un prezzo simile (che negli USA diventa 599 dollari) costituisce anche un punto di rottura rispetto alla tradizionale politica dei prezzi Apple, storicamente attestata sopra i 1000 euro per l’ingresso nella gamma MacBook. Una scelta strategica che arriva in un momento particolarmente delicato per l’industria dei personal computer, con le previsioni di IDC che indicano una contrazione dell’11% del mercato PC nel 2026 come conseguenza diretta dell’impennata dei prezzi della memoria che sta colpendo duramente i produttori di dispositivi entry-level.

Dal punto di vista estetico, il MacBook Neo riprende il linguaggio progettuale della famiglia Air, mantenendo però dimensioni leggermente inferiori e uno spessore maggiore di 0,5 pollici. La vera novità risiede nella palette cromatica, grazie a quattro varianti di alluminio anodizzato (rosa, blu scuro, giallo e argento) che strizzano l’occhio a un pubblico più giovane e meno tradizionale rispetto alla clientela abituale dei MacBook.

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L’hardware del Neo rappresenta la scelta più significativa dell’intero progetto. Invece di utilizzare un recente SoC della serie M che avrebbe impattato non poco sul prezzo finale, Apple ha infatti optato per l’A18 Pro, lo stesso system-on-chip che equipaggia l’iPhone 16 Pro dal 2024 e che ha comunque prestazioni migliori rispetto al M1 del MacBook Air del 2020.

Realizzato con processo produttivo a 3 nanometri di TSMC, questo SoC integra due core ad alte prestazioni e quattro core ad alta efficienza energetica, affiancati da una GPU a cinque core e da un neural engine a 16 core dedicato alle funzionalità di Apple Intelligence. Questa architettura a basso consumo consente inoltre al MacBook Neo di operare senza ventole di raffreddamento, garantendo silenziosità assoluta.

Apple sostiene che l’A18 Pro offra prestazioni superiori del 50% rispetto ai PC più venduti equipaggiati con Intel Core Ultra 5, anche se l’assenza di dati dettagliati nelle note tecniche invita alla cautela nell’interpretazione di queste affermazioni. Ciò che risulta inequivocabile sono invece le limitazioni imposte dalla strategia di contenimento dei costi.

La memoria unificata è fissata a 8 GB senza possibilità di upgrade, nemmeno in fase di acquisto, mentre lo storage parte da 256 GB e arriva al massimo a 512 GB pagando 100 euro in più. Chi necessita di capacità superiori, dovrà quindi orientarsi verso modelli più costosi della gamma.

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La connettività rappresenta forse il compromesso più evidente. Il Neo dispone infatti di sole due porte USB-C, delle quali soltanto una supporta lo standard USB 3 con velocità di 10 Gbps, mentre l’altra rimane confinata alle specifiche USB 2.0 con i suoi 480 Mbps. L’assenza del connettore MagSafe comporta che durante la ricarica rimanga disponibile una sola porta per le periferiche. L’autonomia dichiarata di 16 ore, sebbene rispettabile, risulta inferiore rispetto ai modelli Air e Pro.

Il display IPS da 13 pollici raggiunge una risoluzione di 2408 per 1506 pixel con luminosità massima di 500 nit, equiparando l’Air sotto questo aspetto. Mancano però la copertura dello spazio colore P3 e la tecnologia True Tone per l’adattamento automatico della temperatura cromatica. Analogamente, la webcam si ferma alla risoluzione 1080p contro i 12 megapixel dei modelli superiori.

Particolarmente controversa appare inoltre la decisione di riservare il Touch ID esclusivamente alla configurazione più costosa da 512 GB, relegando la versione base a metodi di autenticazione tradizionali. Anche il comparto wireless accusa il taglio dei costi: niente chip N1 di nuova generazione, ma Wi-Fi 6E e Bluetooth 6.