Mistral espande l’infrastruttura: data center in Svezia e acquisizione della startup Koyeb

In meno di una settimana, l’azienda IA francese Mistral AI ha compiuto due mosse importanti per una realtà europea fondata nemmeno tre anni fa, passando da laboratorio di LLM a potenziale alternativa europea ai grandi hyperscaler americani. Pochi giorni fa, c’è stato infatti l’annuncio un investimento da 1,2 miliardi di euro in infrastrutture digitali in Svezia e, poco dopo, l’azienda ha reso pubblica l’acquisizione della startup parigina Koyeb.
L’accordo con EcoDataCenter per costruire un data center nella città di Borlänge, nella Svezia centrale, è la prima incursione infrastrutturale di Mistral fuori dai confini francesi. La struttura, prevista per il 2027, ospiterà le GPU Nvidia Vera Rubin di ultima generazione e sarà progettata per supportare i modelli di nuova generazione dell’azienda.
La scelta della Svezia non è casuale, visto che i Paesi nordici offrono temperature più basse e tra i costi energetici più contenuti d’Europa, due variabili decisive quando si gestiscono carichi computazionali intensivi come quelli richiesti dall’intelligenza artificiale. Arthur Mensch, CEO e co-fondatore di Mistral AI, ha inquadrato l’operazione in termini esplicitamente geopolitici, parlando di un passo concreto verso la costruzione di capacità indipendenti in Europa e di un’offerta verticale con dati processati e conservati localmente.
L’acquisizione di Koyeb aggiunge un tassello tecnico a questa visione. Fondata nel 2020 da tre ex dipendenti di Scaleway, la startup francese ha costruito una piattaforma serverless pensata per aiutare gli sviluppatori a far girare applicazioni AI intensive senza preoccuparsi dell’infrastruttura sottostante. Un concept che ha guadagnato rilevanza man mano che i carichi di lavoro legati all’AI sono diventati sempre più esigenti. Il suo team di 13 persone, inclusi i tre co-fondatori, entrerà nell’organico di Mistral sotto la guida del CTO Timothée Lacroix.
La tecnologia acquisita permetterà a Mistral AI di migliorare i deployment on-premises, ottimizzare l’uso delle GPU e scalare l’inferenza AI, il processo che consente a un modello già addestrato di generare risposte in tempo reale per gli utenti finali. La piattaforma confluirà progressivamente in Mistral Compute, il servizio cloud lanciato a metà 2025 per offrire un’alternativa sovrana alle infrastrutture di AWS, Microsoft e Google.
Nel frattempo, Mistral punta a raggiungere un miliardo di dollari di ricavi nel 2026, partendo da un run rate attuale di circa 400 milioni. Un salto a dir poco ambizioso che richiede di presidiare non solo la qualità dei modelli, ma anche l’intera catena del valore, dalla GPU all’interfaccia utente. La logica è la stessa che ha spinto OpenAI a muoversi su acquisizioni miliardarie e che ha portato le big tech americane a investire decine di miliardi in infrastrutture europee. Mistral risponde con risorse più contenute ma con un posizionamento che i competitor d’oltreoceano difficilmente possono replicare: essere europei, costruire in Europa e tenere i dati in Europa.

