La necessità di adattare la governance di Internet agli ultimi sviluppi del mercato, e le nuove frontiere delle tecnologie di comunicazione sono stati i due temi principali del Meeting 2024 di Namex, l’IXP di Roma, tenutosi pochi giorni fa a Napoli con oltre 500 partecipanti in rappresentanza di tutti i principali operatori italiani dei settori tlc e internet – tra gli speaker c’è stato anche il CEO di TIM, Pietro Labriola – e anche di molti operatori internazionali.

Namex 2024 Napoli 2“Questo mercato è in un momento di grande trasformazione, con operazioni come la separazione della rete di TIM e la fusione Fastweb-Vodafone, ma anche fortissime innovazioni tecnologiche che cambieranno l’offerta”, ha detto Renato Brunetti, presidente di Namex, aprendo l’evento, che si è tenuto al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (nella foto). “Per ora c’è una crisi finanziaria e di margini, le società di servizi dopo aver scorporato le infrastrutture dovranno allargare il loro raggio di azione e diventare società ICT vere e proprie, rivolgendosi soprattutto al mercato business”.

L’evento si è tenuto sull’intera giornata, con diversi workshop specialistici nel pomeriggio mentre i due temi principali sono stati trattati in altrettanti panel in mattinata. Il primo sul futuro dell’Internet Governance ha visto protagonisti Andrew Sullivan, President & CEO di Isoc, Chris Mondini, VP Europe di Icann, Hans Petter Holen, CEO di RIPE NCC, e Davide Gallino di Agcom.

Il secondo sui prossimi sviluppi delle tecnologie e del settore comunicazione è stato introdotto da Maurizio Decina, Professore emerito del Politecnico di Milano, e discusso poi con Stefano Pileri, COO di Maticmind, e Giorgio Ventre, direttore scientifico della Apple Academy di Napoli.

Labriola (TIM): retail e infrastruttura in una stessa azienda non si riescono a gestire

Il keynote della giornata però come anticipato è stato quello di Pietro Labriola, recentemente confermato alla guida di TIM.  “Nel nostro mercato si è creata una situazione per cui all’interno della stessa azienda si trovano due attività di business con dinamiche ormai completamente diverse, che non si riescono a gestire insieme: una retail, in un contesto di ipercompetizione, e una infrastrutturale wholesale, con capex upfront elevati e ritorno d’investimento nel lungo periodo”, ha detto Labriola. “È uno scenario in cui non si riesce più a garantire un ritorno positivo agli investitori. Si è creato un circolo vizioso in cui senza redditività si investe sempre meno nell’innovazione della rete e dei servizi, e la separazione della rete è una risposta a questa situazione: va ricostruita la filiera per garantire un ritorno dell’investimento”.

 

TIM Pietro Labriola Namex Napoli 2024

Pietro Labriola, CEO di TIM, al Namex Meeting 2024 (fonte: Youtube/Namex Roma IXP)

NetCo e ServiceCo saranno operative entro l’estate, continua il CEO di TIM. “Io mi occuperò di ServiceCo, che ha un portafoglio di attività: il Brasile è l’attività “cash cow” che genera più reddito, i servizi ICT al mercato enterprise sono l’attività “star” a crescita più rapida, mentre il segmento consumer è sottoposto a una concorrenza ai massimi livelli, insostenibile senza un consolidamento degli operatori”.

In questo senso l’operazione Fastweb-Vodafone secondo Labriola è un primo passo positivo: “Negli USA ci sono 3-4 operatori, in Brasile 3, in Cina 3 o 4, e in Europa ne abbiamo oltre 100”. E anche nel mercato delle infrastrutture, NetCo e Open Fiber dovrebbero fondersi: “La mia opinione personale è che non c’è spazio in Italia per due business di rete FTTH finanziariamente sostenibili”.

Namex-Open Fiber insieme per l’interconnessione edge

A proposito di Open Fiber, all’evento di Napoli ha annunciato un accordo proprio con Namex per un servizio di connettività focalizzato sull’Interconnessione Edge tra operatori.

L’iniziativa, spiega un comunicato, rientra nel servizio Namex Enabled Site che, in collaborazione con gli ISP consorziati Namex, mira a creare punti di interconnessione distribuiti a livello regionale per avvicinare i contenuti all’utente finale, sfruttando i POP (Point of Presence) di Open Fiber distribuiti sul territorio nazionale.

Il servizio si concentrerà specificamente sull’interconnessione Edge tra ISP, creando punti IXP Edge nei POP di Open Fiber che permetteranno una comunicazione più efficace e veloce tra gli operatori al bordo della rete, con benefici di riduzione della latenza e miglioramento della qualità del servizio. In questi punti, i contenuti dei content provider (live streaming, edge cloud, ecc.) potranno essere distribuiti in modo capillare per una interconnessione con i provider proprietari dell’infrastruttura di accesso, rendendo la distribuzione dei contenuti verso gli utenti finali più capillare, bilanciata e robusta.

Un aggiornamento su Namex, e più in generale sullo sviluppo del mercato di internet e dei data center al Centro-Sud, è venuto infine dall’intervento del CEO Maurizio Goretti e del CTO Flavio Luciani.

“Namex è cresciuta ancora, arrivando a 174 consorziati e 240 reti, abbiamo aggiunto un quinto punto di presenza a Roma nel nuovo data center recentemente aperto da Aruba, e abbiamo acquisito il centro di via dei Tizii, con 400 mq di uffici, 800 di data center, sale corsi e riunioni”, ha detto Goretti, che ha ricordato anche i punti di presenza di Bari e soprattutto di Napoli, scelta appunto come sede del meeting 2024.

Roma e Napoli, cresce l’ecosistema dei data center

“A Roma ha appena aperto il nuovo data center di Aruba, e sono in arrivo quelli di Digital Realty, Data4 e Unidata, e poi i cavi sottomarini: Bluemed sarà pronto tra un mese, Unitirreno nel 2025. Ma anche in Campania l’ecosistema dei data center sta crescendo bene: nel 2025 sarà pronta a Caserta la struttura di Data for Med, la più grande del Sud Italia, dove trasferiremo le apparecchiature del nostro exchange point di Napoli, mentre proprio in questi giorni è stata inaugurato un altro data center neutrale, quello di Data Felix (ne abbiamo parlato qui, ndr)”.

Namex 2024 Napoli 3Goretti (nella foto) ha poi annunciato un accordo per la creazione di un IXP Edge ad Ancona nel datacenter Hypering di Fastnet (il primo IXP sviluppato da Namex presso un’azienda consorziata), e una convenzione con ACN, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, per avviare un programma di scambio di informazioni sulle minacce cyber e di sviluppo di linee guida in tema di sicurezza delle configurazioni BGP e più in generale di sicurezza degli operatori IXP nazionali.

Sul fronte tecnico, ha aggiunto il CTO Flavio Luciani, Namex sta lavorando sull’efficientamento del sistema di raffreddamento, sulla sensoristica e del controllo del data center proprietario, sul nuovo regolamento tecnico, e su una nuova infrastruttura hig capacity per il data center Tiberius. “Quest’anno abbiamo raggiunto un nuovo picco di traffico a 737 Gbps durante la semifinale di Champions League Dortmund-PSG, ma abbiamo avuto picchi molto alti anche per il concerto del primo maggio e gli aggiornamenti Fortnite e Call of Duty”.

Namex sta inoltre ristrutturando i software interni di gestione clienti, “e questo si rifletterà a breve in un nuovo customer portal e un nuovo sistema di statistiche di traffico, sul miglioramento del supporto per i nuovi membri, e sull’introduzione di automazione per fornire il prima possibile servizi di self provisioning”, ha aggiunto Luciani.