Dopo trent’anni Achab, il distributore milanese di software per gli operatori ICT (VAR, ISV, MSP), cambia nome e diventa Elovade Italia. Il nuovo marchio rientra nella strategia generale di rebranding decisa per l’intero gruppo, che comprende il distributore tedesco Ebertlang, una filiale in Svizzera, e due distributori acquisiti da Ebertlang nel 2022 in Svezia (Innosoft) e appunto in Italia (Achab).

Il nome Elovade, spiega una nota, deriva dalla parola “elevate” (elevare) – che rappresenta il fondamento della filosofia aziendale: supportare proattivamente i partner, i servizi IT e i fornitori – unito al termine VAD (Value Added Distributor), e vuole segnare l’inizio di una nuova fase di crescita del gruppo, dopo l’entrata della società di investimenti HQ Equita nel 2019 e l’inizio dell’espansione internazionale varato appunto due anni fa.

Del 2019 il fatturato del gruppo è più che triplicato, e il numero di dipendenti è più che raddoppiato. Attualmente il gruppo impiega circa 150 persone, e all’inizio del 2024 nella compagine azionaria è entrato anche Verdane, un altro investitore di private equity.

Continuità del management e della direzione strategica

A questo punto l’obiettivo è di posizionare Elovade come una realtà di distribuzione a valore aggiunto di dimensioni europee, guadagnando quote di mercato attraverso la crescita organica e ulteriori acquisizioni.

Un primo passo, annunciato in concomitanza con il nuovo brand, è la nuova immagine aziendale promossa con la completa riprogettazione e unificazione dei siti web.

Per quanto riguarda Achab, ora Elovade Italia, le prospettive più immediate sono di espansione dell’offerta, e di ulteriore focalizzazione sui fornitori di servizi gestiti (MSP), mantenendo la continuità nella leadership e nella direzione strategica, con il fondatore Andrea Veca che rimane alla guida dell’azienda con la carica di Managing Director assunta già due anni fa al momento dell’acquisizione.

Fondata nel 1994 come software house, dal 2006 Achab si è specializzata nella distribuzione di software a valore per operatori ICT (VAR, ISV, MSP) e indirizzato alle PMI, in particolare negli ambiti sicurezza, disaster recovery e business continuity, gestione della rete e backup, documentazione e assessment IT, e messaggistica. Attualmente occupa una trentina di dipendenti nella sede di Milano, e conta circa 1800 rivenditori qualificati.

Corporate image unificata, approcci specifici per mercati

Con Philip Weber, CEO di Elovade, e Andrea Veca, abbiamo approfondito le motivazioni del rebranding e gli obiettivi strategici di questa nuova fase del gruppo.

Philip Weber, CEO di Elovade

Philip Weber, CEO di Elovade

“Decidere di cambiare brand è difficile, migliaia di clienti da decenni ci conoscevano con il nome Ebertlang, e lo stesso vale per Achab”, ci ha detto Weber, “ma d’altra parte dopo cinque anni di forte crescita, e in vista di un ulteriore cambio di marcia per raggiungere una massa critica europea, avevamo bisogno di una corporate image unica per le diverse realtà del gruppo”.

Una volta deciso questo, anche trovare un nuovo brand che esprimesse i valori dell’azienda è stato difficile. “Alla fine abbiamo trovato questo nome che mette insieme due concetti fondamentali per noi, elevare e VAD, e anche il prefisso “El” che contraddistingue molti dei servizi di Ebertlang, come EL Storage o EL Cloud, e che dà un senso di continuità nel cambiamento”.

Il brand e l’immagine corporate unificata però non porteranno a una centralizzazione anche degli approcci ai singoli mercati. “È importante mantenere delle specificità delle offerte di software e servizi nei diversi paesi: non ci sarà una sovrapposizione al 100%”, sottolinea Weber. “Elovade Italia per esempio è molto forte sull’organizzazione di eventi, il loro MSP Day 2024 si è appena tenuto a Riccione, mentre in Germania difficilmente facciamo eventi di quella portata”.

“Quella di quest’anno è stata l’edizione più grande di sempre dell’MSP Day, con oltre 600 partecipanti, di cui 450 MSP, e 34 espositori”, sottolinea Veca. “L’idea in generale è di mettere insieme le rispettive eccellenze e costruire una strategia di offerta e di marketing efficace su scala europea”.

Acquisizioni, trattative in 4 paesi

Per esempio uno degli obiettivi, anche se non nel breve termine, è unificare i partner portal per costruire una “cloud platform” con una base comune di servizi per tutti i partner dei vari paesi, tra cui license management, subscription management, billing.

Andrea Veca, Managing Director Elovade Italia

Andrea Veca, Managing Director Elovade Italia

“Ma non vogliamo diventare un mero platform distributor: per differenziarci dobbiamo mantenere uno “human touch”, un valore aggiunto di interazione che vada oltre la transazione sul marketplace”, continua Veca.

Altra linea di crescita è come accennato quella delle acquisizioni. “Vogliamo espanderci in altri paesi, e rafforzarci in quelli in cui siamo già”, spiega Weber. “Stiamo lavorando su alcune trattative in Svezia, in Italia, in Francia e nel Regno Unito”.

I target su cui punta Elovade, conclude il CEO, sono realtà delle dimensioni di Achab, con business omogenei quelli del gruppo, cioè con reti di piccoli partner che si rivolgono alle PMI, fidelizzati grazie a rapporti di forte fiducia. “Alla fine la fiducia è la base del nostro business: non distribuiamo solo software ma anche consulenza e servizi, negli anni ci siamo guadagnati la fiducia dei partner con le competenze, il know-how e il supporto tecnico, oltre che con l’enablement, la chiarezza nei commerciali e il supporto nel marketing”.