Viene definito PELS ed è il mercato dei cosiddetti “personal and entry-level storage”, ovvero quei prodotti storage di basso livello destinati sia agli utenti singoli, sia alle piccole e medie imprese. IDC suddivide il PELS in due ulteriori categorie, ovvero il personal storage (unità a uno o due slot) e l’entry-level storage, che invece indica quei prodotti con tre o più slot (fino a 12) a cui sono più interessate le piccole aziende.

L’andamento di questo mercato nel 2015 ha mostrato un calo piuttosto preoccupante, ben visibile sia nei 68,5 milioni di unità vendute lo scorso anno contro i 75,3 milioni del 2014, sia nel valore di 5,4 miliardi di dollari, in calo del 15% rispetto al giro d’affari del 2014. Si tratta delle prime flessioni (per di più non di poco conto) che colpiscono i prodotti PELS dal 2011, segno che il cloud sta erodendo quote importanti di questo mercato.

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A pesare soprattutto sul calo dei pezzi venduti ha contribuito il settore del personal storage, mentre quello entry level dedicato alle piccole aziende è sì calato ma con percentuali anno su anno più basse (-2,5%). In entrambi i casi si assiste a una preferenza verso dischi di capacità maggiore sia nel formato da 2,5’’, sia in quello da 3,5’’. Nel primo caso le unità da 1 TB stanno lasciando il posto a quelle da 2-4 TB, mentre per i dischi da 3,5’’ si è osservata una leggera prevalenza dei modelli da 3-5 TB rispetto a quelli meno capienti da 1-2 TB.

A testimoniare il periodo difficile per i prodotti storage sono anche le percentuali negative (sempre anno su anno) dei primi quattro produttori mondiali. Western Digital perde quasi tre milioni di pezzi venduti dal 2014 al 2015 (-11,6%), mentre Seagate passa da un market share del 24,25% a uno del 25,96% lasciando però per strada circa 500.000 pezzi venduti rispetto al 2014. Chi fa peggio ancora è Toshiba (da 13,4 milioni di pezzi nel 2014 agli 11,7 milioni del 2015), mentre Buffalo perde circa 200.000 pezzi venduti e si attesta ora a un market share del 3,27%.