CyrusOne posa la prima pietra del suo data center italiano da 27 MW

CyrusOne ha ufficialmente avviato i lavori per il suo primo data center in Italia. La struttura MIL1, il primo di due nuovi data center CyrusOne previsti a Milano, fornirà 27 megawatt di capacità IT su 7.000 metri quadrati di spazi tecnici all’avanguardia all’interno di un edificio di tre piani, composto da tre sale dati da 9 megawatt ciascuna.
“Milano è un mercato sempre più importante per le infrastrutture digitali nel Sud Europa e questo sviluppo rappresenta una tappa chiave nella nostra strategia di crescita in Europa” ha dichiarato Andreas Paduch, Managing Director Europe di CyrusOne.
CyrusOne sta lavorando a stretto contatto con il Comune di Segrate per generare benefici duraturi per la comunità e, nell’ambito di questo impegno, l’azienda sta investendo oltre 6 milioni di euro nel miglioramento delle infrastrutture locali. Tra gli interventi, la riqualificazione di Via delle Regioni, che sarà trasformata in un moderno boulevard urbano con collegamenti migliorati verso scuole, biblioteca e altri edifici pubblici.
Con l’avvio dei lavori, la costruzione di MIL1 porterà benefici economici e occupazionali diretti alla comunità, impiegando fino a 300 lavoratori durante il picco della costruzione e 25 dipendenti a tempo pieno una volta che il data center sarà operativo, con priorità all’impiego locale e ai fornitori del territorio. “L’avvio dei lavori del data center CyrusOne segna un passaggio significativo per lo sviluppo di Segrate e rafforza il ruolo della nostra città come polo di rilievo per l’innovazione e le infrastrutture digitali” ha commentato Paolo Micheli, Sindaco del Comune di Segrate.
Il nuovo data center funzionerà al 100% con energia rinnovabile, in linea con il portafoglio europeo di CyrusOne, e punta a ottenere la prestigiosa certificazione BREEAM “Very Good” per le prestazioni ambientali. MIL1 è inoltre progettato per recuperare e riutilizzare il calore residuo, inizialmente per l’uso negli spazi ausiliari del sito, con in più la possibilità di alimentare reti di teleriscaldamento. Nell’ambito del progetto, saranno piantate oltre 15.000 piante e 170 alberi, contribuendo a supportare la biodiversità a favore di impollinatori e avifauna.
Il progetto ha inoltre riqualificato un sito precedentemente sede di uno storico centro di ricerca industriale, garantendo che tutti i rifiuti derivanti dalla demolizione fossero destinati al recupero anziché alla discarica, con il riciclo o il riutilizzo di materiali come legno, plastica e cemento. Circa il 60% di questo materiale è stato riutilizzato direttamente in loco, mentre la parte restante è stata impiegata in altri progetti nell’area di Milano.
La cerimonia di posa della prima pietra ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, partner di progetto e stakeholder, tra cui Paolo Micheli e Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia.
(Immagine in apertura: Shutterstock)

