Nutanix va oltre l’iperconvergenza e propone una piattaforma unificata, dal bare metal al database

Nutanix ha presentato al .NEXT 2026 di Chicago una serie di aggiornamenti alla propria piattaforma che puntano a coprire l’intero stack dell’infrastruttura AI enterprise: dagli agenti AI al Kubernetes su bare metal, dalla gestione dei database alla governance del dato. Albert Zammar, Country Manager Italy di Nutanix, ha sintetizzato gli annunci e fatto il punto sulla situazione locale in un incontro con la stampa.
Da piattaforma iperconvergente a infrastruttura per gli agenti AI
Nella presentazione, Zammar ha tracciato la traiettoria dell’azienda: da “data center in a box” a piattaforma unificata capace di gestire macchine virtuali, container e workload AI su architetture distribuite che spaziano dall’on-premise all’edge fino al cloud pubblico, il tutto attraverso un’unica console di gestione.
Un posizionamento che trova riscontro nella classifica Gartner: nel Magic Quadrant 2025 per la Distributed Hybrid Infrastructure, Nutanix figura tra i cinque leader, risultando terza per capacità di execution. “Un grande successo, considerando le dimensioni dell’azienda rispetto ai competitor”, ha commentato Zammar, citando anche un punteggio Net Promoter Score – principale indicatore della soddisfazione dei clienti – superiore al 90% da oltre dieci anni.
L’annuncio centrale del .NEXT 2026 in ambito AI è Nutanix Agentic AI, una piattaforma full-stack annunciata in anteprima al NVIDIA GTC 2026, in early access e con disponibilità generale prevista nella seconda metà del 2026. Fa da gateway tra gli agenti AI e l’infrastruttura sottostante, risolvendo il problema dell’over-provisioning: invece di allocare staticamente risorse GPU e CPU per ogni agente, la piattaforma monitora e distribuisce dinamicamente la capacità computazionale in funzione dei workload in esecuzione.
L’altro annuncio rilevante per i workload containerizzati è NKP Metal, estensione del Nutanix Kubernetes Platform che permette di eseguire Kubernetes direttamente su bare metal senza alcun hypervisor: pensato soprattutto per ambienti edge e per training AI su infrastruttura GPU ad alta densità, anch’esso in early access con disponibilità nella seconda metà del 2026.
MongoDB, Data Lens e lo smart tiering verso il cloud
Sul fronte dei database, Nutanix ha annunciato l’integrazione certificata tra il proprio Nutanix Database Service (NDB) e MongoDB Ops Manager, ora in disponibilità generale. L’integrazione automatizza il provisioning di cluster MongoDB, la gestione del ciclo di vita e le operazioni di backup e recovery, garantendo un RPO a livello di secondi e un RTO quasi in tempo reale. Si tratta di requisiti critici per ambienti enterprise che usano MongoDB come database vettoriale a cui attingono gli agenti AI. Zammar ha indicato questa integrazione come uno degli annunci più significativi del .NEXT.
Sul fronte dello storage, Nutanix Unified Storage ha ricevuto aggiornamenti che estendono le funzionalità di smart tiering verso Google Cloud e verso storage compatibile con AWS S3, permettendo alla piattaforma di spostare automaticamente i dati meno utilizzati su storage di tier inferiore senza intervento manuale, ottimizzando i costi.
Sempre in tema di governance e sicurezza del dato, Nutanix Data Lens si propone come strumento di visibilità su tutti i dati presenti nella piattaforma, strutturati e non strutturati. Oltre alla catalogazione, la soluzione analizza i log in tempo reale e segnala accessi anomali, funzionando in ambienti cloud, on-premise e air-gapped.
Zammar ha inquadrato Data Lens non solo come strumento operativo ma come risposta concreta alle pressioni normative: la capacità di dimostrare dove si trovano i dati sensibili e chi vi ha acceduto è un requisito sempre più esplicito nel settore bancario-assicurativo e nella PA italiana.
L’ecosistema si allarga: NetApp, AMD e il nodo dello shortage hardware
Zammar è tornato più volte sul tema dell’apertura dell’ecosistema Nutanix. L’annuncio di maggiore impatto è la partnership strategica con NetApp: le due aziende integreranno la NetApp Intelligent Data Infrastructure basata su NetApp ONTAP con la Nutanix Cloud Platform e l’hypervisor AHV, con disponibilità prevista entro fine 2026. Per Zammar, l’accordo è particolarmente rilevante in Italia, dove NetApp ha una presenza consolidata nel segmento delle medie imprese: “NetApp è un’azienda con grande penetrazione nel mid-market italiano. Sono molto contento di questa partnership proprio per arrivare su tanti clienti insieme”, ha dichiarato.
Tra le altre novità dell’ecosistema, Nutanix ha confermato la partnership con Everpure (il nuovo nome di Pure Storage) per le soluzioni di storage all-flash. AMD ha investito direttamente in Nutanix per sviluppare una piattaforma ad alto potere di calcolo per workload AI su GPU AMD.
Sul tema della carenza dei componenti hardware e conseguenti rincari di prezzo, Zammar ha escluso cancellazioni di progetti in Italia, ma ha riconosciuto che i tempi di consegna si sono allungati. La risposta di Nutanix è duplice: accelerare i processi di certificazione per allargare la compatibility list e supportare il mercato del refurbished, con un’estensione dei programmi di manutenzione sulle macchine NX.
Non abbiamo evidenza di progetti cancellati. Quello che vediamo è l’effetto opposto: ci si approvvigiona in anticipo perché i tempi di consegna si sono allungati
Alcuni vendor hardware hanno già definito configurazioni prioritarie con delivery time di 2-3 settimane: “Non abbiamo evidenza di progetti cancellati. Quello che vediamo è l’effetto opposto: ci si approvvigiona in anticipo perché i tempi di consegna si sono allungati”,
L’opportunità VMware: non solo una questione di prezzi
Il tema della migrazione da VMware è emerso più volte nelle domande. Zammar ha delineato una lettura articolata: l’incremento dei costi delle licenze e il cambiamento nella customer care successivi all’acquisizione di VMware da parte di Broadcom hanno creato un pool di clienti insoddisfatti, ma la vera spinta alla migrazione secondo Zammar non è il risparmio immediato: “Il driver fondamentale non è il fatto di pagare una licenza più cara, ma la consapevolezza di dover dotarsi di una piattaforma che guardi al futuro e che sia in grado di raccogliere tutti i workload moderni”.
Il fine vita di VMware vSphere, ESXI, vCenter e vSAN 8 a ottobre 2027 si sta avvicinando, e per chi finora aveva rimandato una decisione dolorosa è tempo di agire: aggiornare a VMware Cloud Foundation o programmare una migrazione altrove.
Nutanix è forse l’unico vendor in grado di rappresentare una dual vendor strategy per diversi tipi di esigenza
Nutanix ha risposto con un programma di migrazione assistita gratuita attraverso i propri servizi professionali, abbassando la barriera economica e organizzativa. Il posizionamento competitivo che Zammar ha enfatizzato è quello della dual vendor strategy, che propone alle organizzazioni di non rimpiazzare VMware in un solo colpo, ma di affiancarlo gradualmente, facendo coesistere i due ambienti finché la migrazione non è completata nei propri tempi e nei propri termini: “Nutanix è forse l’unico vendor in grado di rappresentare una dual vendor strategy per diversi tipi di esigenza. Su un’unica piattaforma si possono gestire container, macchine virtuali e database certificati”, spiega Zammar.
L’Italia: PA, finance e manifattura guidano la domanda
Sul fronte italiano, Zammar ha descritto un mercato in crescita senza verticali dominanti ma con concentrazioni significative: PA centrale e locale (trainata dai fondi PNRR), finance-assicurativo (sensibile al cloud sovrano e a DORA) e manifatturiero (direttamente interessato dalla partnership NetApp).
Organizzativamente, il team è strutturato su cinque territori con presidio della PA centrale da Roma e filiali a Milano e Roma. Gli obiettivi del mandato di Zammar: crescita del fatturato, redditività e completamento dell’organico.
La variabile critica rimane la disponibilità di competenze nell’ecosistema locale dei partner: una condizione che nessuna scadenza contrattuale può accelerare per decreto.
