Il quarto trimestre 2015 del mercato delle infrastrutture cloud, composto da server, sistemi operativi, storage, networking, piattaforme di virtualizzazione e sistemi per la sicurezza e la gestione delle infrastrutture, ha visto essenzialmente un dominio di HPE e Cisco, con la prima che mantiene saldamente il primo posto ma con Cisco che, nel corso del trimestre, è riuscita a diminuire (e non si poco) il distacco. Per entrambe le compagnie si è inoltre trattato di un trimestre molto positivo, anche perché il mercato delle infrastrutture cloud sta crescendo del 20% all’anno, con un giro d’affari annuo di 60 miliardi di dollari.

In terza posizione, con percentuali praticamente identiche e con un testa a testa che va avanti da quasi due anni, ci sono Dell e Microsoft, mentre IBM, che dopo la vendita del comparto server a Lenovo ha perso molto terreno, deve accontentarsi del quarto posto, anche se per Big Blue l’ultimo trimestre del 2015 si è rivelato molto positivo a livello di infrastrutture cloud.

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Scendendo più in profondità in questa analisi di Synergy Research Group, si scopre che HPE è prima sia per quanto riguarda le vendite di server, sia per le infrastrutture per il cloud pubblico, mentre Cisco primeggia nel cloud privato e nel networking, sebbene nell’ultimo trimestre abbia guadagnato terreno anche nel settore dei server. Il terzo posto di Microsoft si deve per lo più ai sistemi operativi e di virtualizzazione, con Dell e IBM che puntano invece su un’offerta più differenziata e meno settoriale.

La cosa certa, come spiegato dal fondatore di Synergy Research Group Jeremy Duke, è che il futuro per le infrastrutture del cloud pubblico e privato si preannuncia molto positivo. Nel primo caso infatti Duke è convinto che AWS e gli altri grandi operatori cloud stanno avendo un grande successo nell’attrarre le aziende verso una gamma di servizi sempre in espansione, mentre per il cloud privato si assiste a una crescita continua perché il management delle aziende vuole allontanarsi dal modello tradizionale, in cui i carichi di lavoro vengono eseguiti da una infrastruttura IT non flessibile.