Tensioni geopolitiche: per Bank of England aumentano il rischio bolla AI

Bank of England (BoE) ha lanciato un monito sulla stabilità finanziaria globale, evidenziando come i rischi di una correzione sistemica stiano crescendo a causa di vulnerabilità strettamente interconnesse.
Nel verbale della riunione trimestrale del Comitato per la Politica Finanziaria (FPC), la banca centrale britannica ha puntato il dito in particolare sulla riacutizzazione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e sulla vertiginosa crescita delle emissioni di debito societario legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Secondo i dati citati dall’istituto e raccolti da Morgan Stanley, il debito globale contratto per finanziare l’infrastruttura tecnologica e i semiconduttori ha raggiunto la cifra record di 450 miliardi di dollari, raddoppiando rispetto ai livelli registrati nel 2025.
I timori del governatore BoE
Questo massiccio ricorso alla leva finanziaria da parte delle aziende del settore tech preoccupa l’autorità di vigilanza, poiché espone in misura senza precedenti i mercati dei capitali e le istituzioni creditizie all’evoluzione di una singola tecnologia. Il Governatore della BoE, Andrew Bailey, è intervenuto direttamente sulla questione esprimendo forti timori sia per la governance dei modelli di IA di frontiera, sia per la speculazione finanziaria che ne deriva. Bailey ha sottolineato la necessità impellente di condurre test rigorosi sui modelli informatici, sia prima che dopo il loro rilascio sul mercato, frenando l’entusiasmo per un’introduzione affrettata di quadri normativi rigidi che rischierebbero di non intercettare i reali punti di vulnerabilità del sistema.
A pesare sullo scenario macroeconomico sono anche i rincari di petrolio e gas che, agendo come uno shock negativo e prolungato sul lato dell’offerta, hanno spinto i rendimenti obbligazionari mondiali a livelli che non si registravano dalla crisi finanziaria del 2008.
L’FPC ha avvertito che, sebbene i mercati azionari abbiano finora mostrato una buona capacità di tenuta complessiva, le attuali valutazioni dei titoli tecnologici rimangono eccezionalmente elevate e riflettono un ottimismo forse eccessivo da parte degli investitori. In questo contesto di forte vulnerabilità, l’insorgere di un ulteriore shock geopolitico o inflazionistico potrebbe agire da innesco per un “riprezzamento netto” degli asset, traducendosi in un crollo repentino e generalizzato del valore delle azioni in borsa.
Le misure adottate
Per arginare potenziali contagi al sistema bancario reale, la BoE ha deciso di mantenere al 2% il Countercyclical Capital Buffer, la riserva di capitale obbligatoria che gli istituti di credito devono accantonare nei periodi di crescita per assorbire eventuali perdite future.
Parallelamente, la banca centrale ha fissato una precisa tabella di marcia all’inizio del 2027 per riformare le regole sulla leva finanziaria bancaria e aumentare la resilienza del delicato mercato dei “gilt repo”. Quest’area, che muove circa 200 miliardi di sterline di prestiti netti, preoccupa la Vice Governatrice Sarah Breeden, la quale ha ribadito che un intervento normativo sui pronti contro termine è ormai inevitabile per evitare che gli scambi di obbligazioni statali si congelino improvvisamente in caso di una nuova crisi di liquidità.
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