Con l’avvicinarsi delle prime scadenze operative dell’AI Act, l’Unione Europea sta cercando di tradurre i principi normativi della nuova regolamentazione in strumenti pratici per aziende e sviluppatori. In questo contesto, si inserisce la seconda bozza del codice di condotta dedicato alla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, un documento pensato per aiutare provider e utilizzatori di sistemi generativi a rispettare gli obblighi di marcatura e identificazione previsti dall’Articolo 50 della normativa.

Il testo è stato elaborato da un gruppo di esperti indipendenti incaricati dalla Commissione europea e rappresenta una versione significativamente aggiornata rispetto alla prima proposta circolata nei mesi precedenti. La revisione incorpora una grande quantità di contributi raccolti durante il processo consultivo, che ha coinvolto centinaia di soggetti provenienti da ambiti diversi tra aziende tecnologiche, università, organizzazioni della società civile e rappresentanti istituzionali. Il materiale utilizzato per perfezionare la bozza deriva da questionari pubblici promossi a livello europeo, incontri con stakeholder e una serie di workshop organizzati nel gennaio 2026.

Accanto alle osservazioni provenienti dal settore privato e dal mondo accademico, il documento tiene conto anche delle indicazioni degli Stati membri e del Parlamento europeo. In particolare, le posizioni nazionali sono state convogliate attraverso l’AI Board, mentre i parlamentari hanno partecipato al processo tramite il gruppo di lavoro IMCO-LIBE incaricato di monitorare l’implementazione dell’AI Act. Questo percorso multilivello riflette l’intenzione dell’UE di costruire un quadro operativo condiviso, capace di bilanciare esigenze regolatorie e sostenibilità tecnica per le imprese.

Una delle modifiche più evidenti della nuova versione riguarda la semplificazione della struttura complessiva del codice. Gli autori hanno infatti cercato di ridurre la complessità delle misure previste, alleggerendo il carico di conformità e introducendo maggiore flessibilità per le organizzazioni che decideranno di aderire volontariamente all’iniziativa. Parallelamente, sono stati integrati ulteriori elementi tecnici con l’obiettivo di migliorare la chiarezza giuridica e rendere le indicazioni più facilmente applicabili nei contesti reali.

AI Act Codice Condotta

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Il codice promuove inoltre l’adozione di standard aperti per l’identificazione dei contenuti generati dall’AI e propone l’introduzione di un’icona europea dedicata alla segnalazione di questo tipo di materiali. L’idea è creare un sistema riconoscibile e interoperabile che permetta alle piattaforme digitali e agli operatori dell’informazione di rispettare gli obblighi di trasparenza, senza dover sviluppare soluzioni proprietarie costose o difficili da integrare.

Il documento è suddiviso in due sezioni principali, ciascuna pensata per un diverso tipo di attore dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale. La prima parte è rivolta ai fornitori di sistemi generativi e si concentra sulle tecniche di marcatura e rilevamento dei contenuti prodotti dall’AI. Rispetto alla versione precedente, questa sezione è stata profondamente ristrutturata e introduce un approccio più flessibile alla gestione delle misure tecniche.

La proposta aggiornata prevede un modello di marcatura articolato su due livelli. Il primo riguarda l’inserimento di metadati protetti all’interno dei file generati, mentre il secondo introduce l’uso di watermark digitali pensati per rendere riconoscibile l’origine artificiale dei contenuti. A queste tecniche si affiancano strumenti opzionali come il fingerprinting e sistemi di registrazione delle attività, pensati per facilitare i processi di verifica e di individuazione automatica dei materiali generati dall’AI.

La seconda sezione del codice è invece destinata a chi utilizza concretamente i sistemi di intelligenza artificiale per produrre o diffondere contenuti. In questo caso, l’attenzione si concentra soprattutto sui deepfake e sui testi relativi a temi di interesse pubblico, ambiti in cui l’AI Act richiede una particolare attenzione alla trasparenza. Anche in questa parte del documento l’impostazione è stata resa più pragmatica rispetto alla prima bozza.

Anitec-Assinform AI Act

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Una modifica significativa riguarda l’eliminazione della precedente classificazione che distingueva rigidamente tra contenuti completamente generati dall’AI e contenuti assistiti dall’AI. Al suo posto viene introdotto un modello più semplice basato su requisiti di design e posizionamento per icone, etichette o avvisi informativi. L’obiettivo è garantire un livello minimo di uniformità visiva, lasciando comunque agli operatori la possibilità di adattare le soluzioni alle proprie piattaforme e ai propri flussi editoriali.

Il documento affronta anche casi particolari come opere artistiche, produzioni creative, contenuti satirici e testi sottoposti a revisione umana o controllo editoriale. In tali contesti, il codice riconosce l’esistenza di pratiche già consolidate e consente di fare riferimento a procedure esistenti, evitando di introdurre vincoli eccessivamente rigidi che potrebbero limitare la libertà espressiva o l’attività editoriale.

Tra gli elementi aggiuntivi della nuova bozza compare anche un allegato che presenta alcune possibili versioni dell’icona europea destinata a identificare i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Le proposte hanno carattere illustrativo e saranno discusse nei prossimi incontri con gli stakeholder, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione condivisa e facilmente riconoscibile dagli utenti.

Il processo di consultazione non è ancora concluso. La Commissione europea continuerà infatti a raccogliere osservazioni da parte dei partecipanti e degli osservatori coinvolti nel progetto fino al 30 marzo 2026, con l’obiettivo sia di finalizzare il codice di condotta entro l’inizio dell’estate, sia di offrire agli operatori del settore un quadro di riferimento prima dell’entrata in vigore delle norme sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI prevista per il 2 agosto 2026.

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