AWS, Microsoft e Google puntano sull’open source di DocumentDB come alternativa a MongoDB

DocumentDB è un database documentale NoSQL open source nato da un’iniziativa di Microsoft nel 2024. Originariamente progettato come un’estensione di PostgreSQL per supportare modelli dati BSON e query documentali, si è rapidamente evoluto in una soluzione completa, user-friendly, con licenza permissiva MIT, compatibile con i driver MongoDB open source più diffusi. Questo permette agli sviluppatori di utilizzare DocumentDB sfruttando la loro esperienza MongoDB esistente e di beneficiare dell’ecosistema maturo e consolidato di PostgreSQL.
La crescita del progetto è stata molto rapida, con quasi 2.000 stelle su GitHub, numerosi contributi, discussioni e richieste di funzionalità. DocumentDB consente un’interazione nativa con PostgreSQL con un supporto esteso per JSON/BSON e query orientate ai documenti, pensato per offrire alta disponibilità, prestazioni elevate e facilità di deploy anche in ambienti Kubernetes. La sua architettura è quindi pensata per applicazioni mission critical che richiedono sia flessibilità NoSQL che la robustezza di un database relazionale.
L’ingresso nella Linux Foundation
Microsoft ha annunciato il trasferimento della governance di DocumentDB alla Linux Foundation, un importante organismo no-profit dedicato alla promozione di progetti open source e standard aperti. Questo passaggio rappresenta un momento cruciale per DocumentDB, che abbandona la gestione centralizzata da parte di Microsoft per diventare un progetto comunitario governato in modo neutrale dai fornitori, incentivando una più ampia collaborazione a livello globale.
La Linux Foundation garantirà la neutralità del progetto, mantenendo DocumentDB “PostgreSQL-first”, quindi basato sulla versione open source ufficiale di PostgreSQL e non su fork, assicurando così compatibilità e continuità. La governance aperta mira a promuovere la trasparenza, l’innovazione guidata dalla comunità e a stabilire un standard aperto per i database NoSQL, simile a quanto SQL ha rappresentato per i database relazionali.
Sono stati istituiti organi tecnici come il Technical Steering Committee e un gruppo di maintainer per supervisionare e guidare la direzione del progetto, favorendo la partecipazione di diversi operatori del settore. Con il passaggio alla Linux Foundation, è stato inoltre creato un nuovo spazio GitHub dedicato al progetto per facilitare la collaborazione comunitaria.
Collaborazione industriale e supporto di AWS e Google
Il progetto ha fin da subito raccolto notevole interesse e supporto da parte di grandi attori del mondo IT come Amazon Web Services (AWS), Google, Cockroach Labs, SingleStore, Snowflake, Supabase, Ubicloud, Rippling e Yugabyte. AWS in particolare ha annunciato il proprio impegno come membro del comitato tecnico del progetto, contribuendo allo sviluppo e all’innovazione di DocumentDB.
Questa collaborazione tra giganti del cloud computing nasce dalla volontà condivisa di offrire ai clienti un database documentale open source, vendor-neutral e interoperabile, capace di ridurre i costi aziendali e limitare il rischio di vendor lock-in, ossia la dipendenza esclusiva da un unico fornitore proprietario. AWS ha evidenziato come DocumentDB si distingua dal suo servizio Amazon DocumentDB (compatibile con MongoDB ma con architettura differente) e come intenda integrare progressivamente innovazioni comuni per spingere avanti sia il progetto open source sia la propria offerta gestita.
Google, da parte sua, sottolinea l’importanza di garantire varietà e scelta nei database documentali per i clienti, apprezzando la trasparenza e la governance aperta che la Linux Foundation garantisce a DocumentDB. Anche altri partner vedono nel progetto un’importante opportunità di ampliamento e miglioramento degli ecosistemi Postgres e MongoDB.
Vantaggi tecnologici e strategici
DocumentDB coniuga la flessibilità dei database NoSQL documentali con le garanzie di stabilità e performance di PostgreSQL, valorizzando tutte le funzionalità avanzate offerte da quest’ultimo come indexing, gestione di dati semi-strutturati in JSON/BSON, query full-text, geospaziali e vettoriali. Questa combinazione consente di soddisfare le esigenze moderne di archiviazione e interrogazione dati per applicazioni che richiedono scalabilità, affidabilità e rapidità d’accesso, in particolare nei settori AI e Big Data.
Dal punto di vista della gestione dei costi, DocumentDB offre una proposta interessante soprattutto per le imprese che vogliono appoggiarsi a tecnologie open source per evitare spese e vincoli derivanti dalle licenze dei database proprietari. L’obiettivo è facilitare la migrazione verso questa soluzione aperta, adottandola anche per nuovi sviluppi di applicazioni AI e di machine learning, che richiedono sempre più l’uso di dati semi-strutturati in modo efficiente.
L’adozione di una licenza permissiva come MIT, inoltre, consente a sviluppatori e organizzazioni ampia libertà di utilizzo, modifica e distribuzione, creando un contesto ideale per la proliferazione di applicazioni e contributi innovativi. DocumentDB viene quindi visto come una piattaforma aperta, estensibile e interoperabile che non vincola gli utenti in ecosistemi chiusi.