Con vSphere Express, VMware torna a proporre una soluzione di virtualizzazione a portata di PMI, dopo anni abbandono

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Broadcom ha presentato ieri VMware vSphere Express, un’edizione ridotta della piattaforma di virtualizzazione dei server pensata per le infrastrutture di piccole dimensioni. Il prodotto è basato su vSphere 9, è limitato a 128 core complessivi ed è disponibile da subito in tutte le aree geografiche. È la prima offerta di fascia bassa che VMware lancia dopo l’acquisizione da parte di Broadcom, chiusa nel novembre 2023, e segna un cambio di strategia rispetto alla linea seguita finora dalla nuova proprietà.
L’annuncio è stato pubblicato sul blog di VMware Cloud Foundation in fondo a un post in cui si annunciano una serie di novità per la piattaforma VCF, dedicate soprattutto all’intelligenza artificiale privata, alla sicurezza e alla conformità normativa, ma siamo sicuri che per la maggior parte dei nostri lettori è questo il punto più importante.
Dopo l’acquisizione, Broadcom aveva infatti riorganizzato radicalmente il listino VMware, eliminando le licenze perpetue a favore degli abbonamenti, cambiando il metro delle licenze dal numero di processori a quello di core – con un minimo di 16 core per CPU, anche quando il processore ne ha meno – e ha ritirato i prodotti vSphere Essentials ed Essentials Plus, che erano il punto d’ingresso tradizionale per le piccole e medie imprese.
Anche chi aveva bisogno solo di virtualizzare pochi server, si ritrovava costretto a passare alle più costose soluzioni VMware vSphere Foundation e soprattutto su VMware Cloud Foundation, la suite completa che comprende virtualizzazione di calcolo, storage e rete.
Che cosa include vSphere Express
vSphere Express offre le funzioni di base della virtualizzazione dei server, e comprende:
- vMotion, per spostare le macchine virtuali in esecuzione da un server fisico all’altro senza interromperle;
- High Availability (HA), che riavvia automaticamente le macchine virtuali in caso di guasto;
- Distributed Switch, per la gestione centralizzata della rete virtuale e il monitoraggio del traffico;
- vCenter Quick Patch, per applicare gli aggiornamenti al sistema di gestione vCenter in tempi brevi e con un impatto limitato sulla continuità di servizio;
- il supporto a TPM 2.0 e vTPM 2.0, cioè al chip di sicurezza che custodisce le chiavi crittografiche e verifica l’integrità del sistema all’avvio, e alla sua versione virtuale per le singole VM.
Broadcom presenta quest’ultima voce come “sicurezza zero trust”, un’etichetta generosa per una funzione – il supporto ai moduli TPM – che è ormai un requisito di base di qualsiasi hypervisor moderno, necessaria anche per installare Windows 11 o Windows Server 2025 in una macchina virtuale.

Il confronto delle caratteristiche di VMware vSphere Express e Foundation, dal sito VMware
Ogni installazione di vSphere Express è indipendente e non può essere gestita in modo centralizzato insieme alle altre. “È stato testato per installazioni di piccole dimensioni”, ha spiegato Shenoy, aggiungendo che l’azienda non vuole che i clienti lo usino su migliaia di core. Per esigenze più complesse restano vSphere Foundation (VVF) e Cloud Foundation (VCF), con cui Express condividerà comunque il calendario dei rilasci.
Le limitazioni più rilevanti per le PMI al giorno d’oggi sono probabilmente l’assenza del Kubernetes Service e il tetto a 128 core, che sembra generoso ma ormai può essere raggiunto anche da un singolo server a due vie che monti processori a 64 core.
Prezzo e canale di vendita
Non è stato comunicato un prezzo di listino, e Broadcom ha indicato solo che sarà legato al numero di core e sarà sensibilmente inferiore rispetto a VVF e VCF, invitando i clienti interessati a rivolgersi ai rivenditori locali.
Anche la distribuzione cambia. Dopo aver ridotto drasticamente il numero di rivenditori del suo programma di canale, Broadcom venderà vSphere Express attraverso i distributori e i loro marketplace online, dove i rivenditori affiliati potranno acquistare le licenze, adottando quindi un modello di distribuzione su due livelli.
Il post contiene anche una novità specifica per lo Spazio economico europeo. vSphere Standard 8 e vSphere Enterprise Plus 8 resteranno in vendita fino al 31 ottobre 2027. Gli abbonamenti attivi a questi prodotti includeranno il supporto esteso fino alla scadenza dell’abbonamento o, al più tardi, fino al 31 ottobre 2028. Broadcom non spiega il motivo della scelta, ma ha probabilmente a che fare con il ricorso presentato dai cloud provider locali alla Commissione Europea.
Il cambio di strategia è arrivato in tempo?
Il ritorno di soluzioni VMware per la fascia bassa del mercato è sicuramente benvenuto, ma resta da capire se sia arrivato in tempo utile.
Davanti alla possibilità di vedere quintuplicare i costi della propria fattura e, soprattutto, al comportamento di un vendor che modifica da un giorno all’altro e in modo radicale il proprio listino e le modalità di vendita senza preavviso, molte organizzazioni hanno avviato in questi anni una migrazione verso piattaforme concorrenti come Nutanix, Microsoft Hyper-V o la soluzione open source Proxmox.
Per gli attuali utenti di vSphere Standard, Express può rappresentare un percorso di aggiornamento più proporzionato alle proprie esigenze rispetto a VCF, senza dover cambiare piattaforma né dover aggiornare le competenze.
Chi ha già fatto la migrazione, però, difficilmente tornerà indietro. Come dicevamo, il problema non sta solo solo nel prezzo o nelle funzionalità, ma in un rapporto di fiducia verso il fornitore che si è incrinato causando problemi – anche personali – a responsabili IT che hanno dovuto giustificare al management un cambio di budget o tagliare altri costi per mantenere le macchine in funzione, e a rivenditori e consulenti che hanno dovuto gestire clienti arrabbiati per i cambiamenti imposti.
Le novità di VCF per l’AI privata e la sicurezza
Il resto dell’annuncio riguarda VCF, con funzioni già disponibili nella versione 9.1.1 – rilasciata il 3 settembre 2026 – e altre previste nella prossima versione, attesa nel primo trimestre dell’anno fiscale 2027 di Broadcom.
Tra le funzioni già disponibili c’è il Multi-tenant Model Sharing, che permette a più divisioni aziendali di usare lo stesso modello di AI installato una sola volta, mantenendo separati dati e contesti di ciascuna. L’obiettivo dichiarato è ridurre il numero di GPU necessarie. VCF 9.1.1 introduce anche il confidential computing su piattaforme AMD e Intel: una tecnologia che cifra i dati anche durante l’elaborazione, a livello di processore, proteggendoli da vulnerabilità delle CPU, dalla clonazione delle macchine virtuali e dalle fughe di dati tra clienti diversi sulla stessa infrastruttura.
Con la prossima versione arriveranno invece:
- AI Infrastructure Quickstart, un plugin di vCenter che automatizza la configurazione iniziale dell’infrastruttura per l’AI, dai cluster al servizio Kubernetes;
- uno storage a oggetti compatibile con S3 – il protocollo introdotto da Amazon Web Services e diventato uno standard di fatto – integrato in vSAN, utile per i dati non strutturati delle applicazioni AI e per i backup;
- la gestione della configurazione e della conformità dei componenti VCF, con il confronto continuo con standard come PCI DSS e la correzione delle configurazioni che si discostano da quelle previste;
- la connettività basata su policy per i Virtual Private Cloud, che consente di definire regole di isolamento e sicurezza applicate in modo uniforme;
- il disaster recovery nativo in VCF e VVF.
Secondo The Register, disaster recovery e connettività per i VPC erano finora venduti come componenti aggiuntivi. La loro inclusione nei pacchetti aumenta il valore di VVF e VCF, anche se non cancella gli aumenti di prezzo degli ultimi due anni.
Nuovi servizi a pagamento
Broadcom amplia anche il catalogo degli Advanced Services, i servizi acquistabili separatamente per VCF.
Il primo è VMware HyperArmor, già presentato a Explore on Tour di Francoforte, che protegge in tempo reale l’hypervisor ESX con correzioni virtuali delle vulnerabilità, applicate prima della patch vera e propria, e con l’autenticazione a più fattori integrata negli accessi SSH.
Si aggiungono VMware Live Recovery, per il ripristino dopo disastri e attacchi informatici con un ambiente isolato in cui verificare i sistemi prima di rimetterli in produzione, e VMware Compliance and Configuration Management, che controlla la conformità di macchine virtuali e container rispetto ai riferimenti del Center for Internet Security (CIS), dell’agenzia statunitense DISA o a standard definiti dal cliente.
vSphere Express è già ordinabile tramite i distributori, ma prezzi e condizioni di abbonamento vanno richiesti ai rivenditori.
