Schneider Electric compra PTC per 22,6 miliardi di dollari e punta sempre più sul software

Schneider Electric ha firmato un accordo definitivo per acquisire PTC, società di Boston che sviluppa software per la progettazione e la gestione dei dati di prodotto. L’operazione, interamente in contanti, valuta il capitale di PTC 22,6 miliardi di dollari (20,1 miliardi di euro) ed è la più grande mai realizzata dal gruppo francese.
Gli azionisti di PTC riceveranno 205 dollari per azione, con un premio è del 42,3% sull’ultima chiusura e del 46,1% sulla media dei 30 giorni precedenti. Il valore d’impresa, che include anche il debito, sale quindi a 23,7 miliardi di dollari (21,1 miliardi di euro). Secondo il comunicato, equivale a 21 volte l’EBITA rettificato 2027 stimato.
La chiusura dell’operazione è attesa entro il terzo trimestre 2027. Servono il via libera degli azionisti di PTC e le autorizzazioni delle autorità di regolamentazione. I consigli di amministrazione di entrambe le società hanno approvato l’accordo all’unanimità. Il gruppo punta a mantenere un rating di categoria A, ma sospenderà nel 2027 e nel 2028 il programma di riacquisto di azioni proprie.
Che cosa porta PTC a Schneider
PTC conta più di 30.000 clienti e oltre 7.000 dipendenti. Il suo portafoglio copre il CAD (progettazione assistita), il PLM (product lifecycle management, la gestione dei dati di prodotto dalla progettazione all’assistenza), l’ALM (gestione del ciclo di vita delle applicazioni) e l’SLM (gestione del servizio). Nel 2025 ha realizzato ricavi per 2,4 miliardi di euro, con un margine EBITA rettificato di circa il 40%. (esclusi ThingWorx e Kepware).
Schneider ha già nel proprio portfolio Aveva, specializzata in software per la gestione delle operazioni industriali, e a luglio ha concordato l’acquisto di Cognite, piattaforma di dati e AI industriale, per 3,1 miliardi di dollari. Quest’ultima operazione non è ancora chiusa e resta soggetta alle autorizzazioni. PTC aggiunge ai dati di processo e sull’energia già presenti nel gruppo, anche quelli di prodotto e di ingegneria.
L’obiettivo è un quello di creare un collegamento tra i dati lungo tutto il ciclo di vita di prodotti e impianti, in modo che gli agenti AI abbiano il contesto necessario per operare. Per Olivier Blum, Chief Executive Officer di Schneider Electric, l’operazione serve a creare “un filo digitale unico per la prossima generazione di AI industriale”. Neil Barua, presidente e Chief Executive Officer di PTC, vede nell’accordo la scala e le risorse per accelerare l’innovazione e allargare la presenza geografica.
Le sinergie previste sono 250 milioni di euro di risparmi annui sui costi entro il terzo anno e circa 800 milioni di ricavi aggiuntivi, questi ultimi senza scadenza. Non è stato comunicato come saranno ottenuti i risparmi né con quali effetti sull’organico.
Che cosa cambia per i clienti
Per le aziende manifatturiere che usano le piattaforme PTC, come Windchill per il PLM e Creo per il CAD, il comunicato non fornisce al momento indicazioni su prodotti, licenze, assistenza o calendario di integrazione. Schneider dichiara di voler mantenere un approccio aperto e interoperabile verso fornitori e hardware di terzi, ma senza fornire ulteriori dettagli.
La reazione dei mercati e il contesto
Come riporta Bloomberg, il titolo Schneider – che veniva da un rialzo di quasi il 30% da inizio anno – è arrivato a perdere il 9,4% alla Borsa di Parigi, il calo maggiore da aprile. Un segno, probabilmente, che gli investitori non danno per scontato il ritorno di un’operazione pagata a 21 volte l’EBITA.
Anche Autodesk aveva puntato su PTC nel luglio 2025, con un’offerta in contanti e azioni, ma ha poi rinunciato a favore di acquisizioni più piccole. Nel frattempo ABB ha concordato a luglio l’acquisto di Rotork per 5,5 miliardi di dollari.
Il prossimo passaggio è il 16 ottobre, quando Schneider pubblicherà i ricavi del terzo trimestre.