Microsoft apre lo sviluppo di app agentiche Fabric agli utenti Power BI
Microsoft sta cercando di trasformare la gigantesca base installata di Power BI nel principale canale di espansione per Fabric, con lo scopo diportare i clienti Power BI alcune delle funzionalità di database, sviluppo applicativo e gestione dei dati che oggi fanno capo alla piattaforma Microsoft Fabric.
Il bacino è enorme rispetto a quello attuale di Fabric. Arun Ulag, executive vice president di Microsoft, ha spiegato che Fabric conta oggi circa 40.000 clienti, mentre Power BI supera i 425.000 e viene utilizzato ogni mese da oltre 35 milioni di utenti aziendali. L’obiettivo è quindi sfruttare una piattaforma già profondamente radicata nelle imprese per accompagnare gli utenti verso un ambiente nel quale analisi dei dati, applicazioni e intelligenza artificiale convergono.
La prima mossa riguarda gli utenti che dispongono di Power BI Pro e Power BI Premium Per User. Microsoft offrirà loro senza costi aggiuntivi alcune funzionalità di Fabric Apps e Fabric Database, con un database fino a 1 GB per applicazione e i relativi strumenti di autenticazione e sicurezza. L’idea è ridurre drasticamente la distanza tra chi utilizza Power BI per analizzare informazioni e chi deve invece costruire un’applicazione capace di interagire con quei dati.
Dalla dashboard all’applicazione
È proprio questo il passaggio concettuale più importante. Power BI è nato principalmente come piattaforma di business intelligence per trasformare dati aziendali in report, dashboard e visualizzazioni interattive. Fabric, invece, rappresenta una piattaforma molto più ampia, che comprende data engineering, data warehousing, data lake, database e strumenti per lo sviluppo di applicazioni.
Microsoft vuole ora rendere meno evidente questa separazione. Le applicazioni create all’interno di Fabric possono infatti essere collegate ai dati utilizzati da Power BI e, secondo l’azienda, possono essere portate nell’ambiente Power BI senza richiedere una riprogettazione completa. Il risultato è un modello nel quale il report può diventare il punto di partenza di un’applicazione operativa. Un’azienda potrebbe, per esempio, partire da una dashboard dedicata alle vendite e costruire attorno a quei dati un’applicazione capace di ricevere input dagli utenti, modificare informazioni, mantenere uno stato condiviso e gestire veri e propri flussi operativi. Un’evoluzione significativa rispetto alla tradizionale separazione tra strumenti di analisi e software gestionale.
Rayfin porta il coding agentico dentro Fabric
A rendere ancora più interessante questa evoluzione è Rayfin, SDK open source che Microsoft sta mettendo a disposizione per consentire agli utenti di costruire applicazioni orientate ai dati senza dover necessariamente partire da un progetto software tradizionale. Ogni applicazione può disporre di un database Fabric SQL da 1 GB, autenticazione e sistemi di sicurezza integrati. L’applicazione può inoltre crescere nel tempo, in modo che quando il progetto diventa più complesso può essere trasferito agli sviluppatori o al reparto IT per un’evoluzione più strutturata, evitando di dover ricominciare da zero.
Rayfin è stato inoltre progettato per interagire con i nuovi strumenti di coding assistito dall’intelligenza artificiale. Microsoft cita GitHub Copilot, Claude Code e Codex, oltre agli altri coding agent compatibili. In pratica, l’utente può descrivere all’agente ciò che vuole realizzare e lasciare che sia quest’ultimo a generare il codice e predisporre il deployment nell’ambiente Fabric indicato. La funzionalità dovrebbe arrivare in preview nelle prossime settimane.
Fabric diventa il collante dei dati aziendali
Microsoft sta costruendo questa strategia da diversi anni. Presentato nel 2023, Fabric è nato come ambiente unificato per analytics, data warehouse e data lake, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione tipica delle infrastrutture dati enterprise. Successivamente, Microsoft ha aggiunto il data mirroring, consentendo di analizzare informazioni presenti in altri ambienti senza doverle necessariamente spostare.
Nel 2025 sono arrivati anche i database transazionali, compresi Cosmos DB e Fabric SQL, che hanno ampliato ulteriormente il perimetro della piattaforma. Il nuovo collegamento con Power BI rappresenta quindi un altro tassello di una strategia più ampia tesa a trasformare Fabric in un livello comune attraverso il quale le aziende possono gestire dati analitici, transazionali, applicazioni e agenti AI.
La stessa logica viene ora estesa a Salesforce. Microsoft sta infatti sperimentando un’integrazione bidirezionale con Salesforce Data Cloud 360, attraverso la quale i dati del CRM possono essere utilizzati nell’ecosistema Microsoft per analisi e applicazioni AI, senza dover necessariamente creare copie dei dati originali.
Questa integrazione diventa molto interessante per gli agenti AI di Fabric, che possono utilizzare le informazioni provenienti da Salesforce come contesto aziendale. Microsoft si trova però a competere direttamente con Salesforce anche su questo terreno, visto che il gruppo guidato da Marc Benioff sta costruendo a sua volta un ambiente dati integrato con strumenti per lo sviluppo e la gestione di agenti.


