Fusion Claw è l’agente AI autonomo di Oracle che usa l’LLM per ragionare e un motore deterministico per eseguire

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Oracle ha presentato Fusion Claw, un runtime di esecuzione agentica che permette alle applicazioni SaaS Fusion di affidare a un agente autonomo compiti complessi e di lunga durata. Il modello linguistico (LLM) ragiona e pianifica, mentre calcolo ed esecuzione passano a un motore deterministico. Le applicazioni basate su Claw sono 25 su un portafoglio di 75 applicazioni agentiche Fusion, e Oracle le lega a una fatturazione orientata al risultato, misurata in AI Units.
Il termine Claw è ormai entrato nel lessico IT per indicare agenti autonomi sempre attivi, eseguiti in un runtime separato dall’LLM. Deriva da OpenClaw, il progetto open source lanciato a fine 2025 precedentemente noto come Moltbot e ancora prima Clawdbot. Il significato che gli dà Oracle è però diverso: qui l’agente non è un assistente personale libero di agire, ma un esecutore governato all’interno delle applicazioni gestionali aziendali.
Da system of record a system of outcome
Fusion Claw estende le applicazioni agentiche Fusion, presentate da Oracle il 24 marzo a Oracle AI World a Londra. Quelle applicazioni eseguivano compiti anche complessi, ma che un dipendente doveva avviare manualmente. Secondo Natalia Rachelson, Senior Vice President of Application Development di Oracle, Fusion Claw permette di affrontare lavori più lunghi e complessi, in tre modalità: assistita, semi-automatica e automatica. Nell’ultima non c’è un umano nel loop: il sistema esegue in autonomia, e poi mostra poi il lavoro svolto.
Rachelson descrive Fusion come un sistema sempre più orientato al raggiungimento di un risultato. “È un cambio di paradigma: ridefinisce il contratto tra le persone e il software”, ha detto. Il processo passa al sistema, mentre le persone restano responsabili di policy e obiettivi di business. “Le persone stabiliscono anche l’autorità entro cui l’AI può operare, fissando dei confini”.
I casi citati riguardano lavori che oggi richiedono statistici e modellisti esperti o amministratori sanitari: pianificazione della supply chain, turni ospedalieri, territori di vendita, chiusura contabile. Sono situazioni in cui i vincoli cambiano di continuo, per esempio con un’assenza per malattia o un evento meteorologico che determina una variazione sui percorsi, e il piano va ricalcolato. Oracle elenca applicazioni come Ledger per la chiusura contabile e Workforce Staffing per i piani di personale, tutte disponibili da oggi e adatte alla modalità completamente automatica.
L’LLM per pianificare, il calcolo per eseguire

La pianificazione di una serie di spedizioni permette di ottimizzare la distribuzione del carico e delle rotte, segnalando le situazioni critiche che richiedono una revisione.
La scelta architetturale è forse il punto più importante dell’annuncio. Fusion Claw opera in un runtime privato sulla Oracle Cloud Infrastructure, separato sia dal modello sia dai system of record delle applicazioni Fusion. Ogni esecuzione parte da un LLM di frontiera che ragiona e pianifica. Poi Fusion Claw lo mette da parte e affida riconciliazione, simulazione, ottimizzazione e calcolo a una parte isolata del runtime che agisce sui sistemi aziendali. Questo ha vantaggi economici e in termini di governance dei dati. “I modelli di frontiera possono essere costosi – ricorda Rachelson – per cui usiamo l’LLM dove è assolutamente necessario e lavoriamo fuori dall’LLM per il calcolo preciso e deterministico”.
Sul fronte della governance, l’esecuzione è vincolata all’Enterprise Operating Envelope, l’insieme di policy, permessi, soglie di rischio e requisiti di approvazione dell’organizzazione, che un componente chiamato Outcome Trust Harness applica a ogni esecuzione. A lavoro concluso, l’Outcome Receipt registra le transazioni eseguite e le regole rispettate, con le marcature temporali. “È una traccia di audit e una funzione di tracciabilità”, dice Rachelson, che ne sottolinea il ruolo per l’adozione su larga scala e per i revisori esterni. Il lavoro di Claw può inoltre essere fermato a metà o annullato, riportando il sistema allo stato iniziale.
Il piano generato viene conservato e riutilizzato o adattato a nuove condizioni senza dover interrogare di nuovo il modello.
Fatturazione a risultato e AI Units
Sul fronte commerciale, anche Oracle parla di monetizzazione orientata ai risultati. “Non applichiamo un costo per utente: applichiamo un costo a utilizzo”, ha detto Rachelson, precisando che il cliente paga man mano che gli agenti completano il lavoro.
Il meccanismo è quello delle AI Units, introdotto con la release 26C delle applicazioni Fusion al posto del precedente pricing basato su token e sul tipo di agente. Secondo un post di Oracle sulla community Cloud Customer Connect, ogni azione AI consuma AI Units e un’unità costa un centesimo di dollaro. Ogni sottoscrizione Fusion includerebbe 20.000 AI Units al mese, mentre la pubblicazione di applicazioni agentiche in produzione richiederebbe un canone annuale separato.
