AMD ha deciso di spingersi molto più in profondità nella ricerca sull’intelligenza artificiale con l’acquisizione di World Labs, startup fondata dalla ricercatrice Fei-Fei Li e specializzata nei cosiddetti world model. L’operazione è una transazione interamente in azioni valutata circa 8,2 miliardi di dollari e dovrebbe concludersi entro la fine del 2026, previa approvazione delle autorità competenti.

World Labs porta nel colosso USA dei chip un team di ricerca che lavora su una direzione dell’IA diversa da quella dominata negli ultimi anni dai grandi modelli linguistici. La startup è infatti specializzata nello sviluppo di sistemi capaci di costruire una rappresentazione dello spazio fisico, comprenderne la struttura e prevedere come oggetti e ambienti possano evolvere nel tempo.

È la cosiddetta spatial intelligence, un paradigma particolarmente interessante per robotica, sistemi autonomi, simulazione e applicazioni industriali. I modelli di World Labs possono generare, ricostruire e simulare ambienti tridimensionali interattivi partendo da testo, immagini e video. In altre parole, il modello deve costruire una sorta di rappresentazione interna del mondo e ragionare sulle relazioni spaziali tra gli elementi. AMD stessa descrive World Labs come una realtà focalizzata su modelli capaci di percepire, generare, ragionare e interagire con ambienti 3D.

Fei-Fei Li entrerà in AMD come executive vice president e chief scientist riportando direttamente alla CEO Lisa Su, mentre il gruppo di World Labs continuerà a occuparsi di ricerca sui modelli di IA. La scelta è importante anche sul piano strategico, dal momento che AMD sta acquistando una competenza di ricerca che può contribuire a determinare come dovranno essere progettate le future piattaforme di calcolo.

amd world labs

È proprio questo il punto sul quale l’operazione può avere le conseguenze più interessanti. NVIDIA ha costruito una posizione dominante nell’IA non soltanto attraverso GPU molto potenti, ma sviluppando negli anni anche un ecosistema software, librerie, strumenti e framework che consentono agli sviluppatori di sfruttarne le capacità. AMD ha investito pesantemente in ROCm e nell’infrastruttura AI, ma deve ancora ridurre il divario nell’ecosistema rispetto a NVIDIA. Portare all’interno dell’azienda un gruppo abituato a sviluppare modelli avanzati può quindi servire anche a creare un rapporto più stretto tra ricerca sui modelli, software e progettazione dell’hardware.

L’acquisizione arriva inoltre dopo altre mosse che mostrano quanto AMD stia cercando di presidiare diversi livelli dello stack IA. A giugno l’azienda aveva rilevato MEXT per le tecnologie di ottimizzazione della memoria, mentre la strategia complessiva comprende CPU EPYC, acceleratori Instinct, piattaforme rack-scale e strumenti software destinati ai sistemi agentici. Solo pochi giorni fa AMD sottolineava inoltre come uno dei problemi centrali per chi costruisce infrastrutture AI sia proprio la necessità di progettare sistemi abbastanza flessibili da adattarsi all’evoluzione dei modelli.

Ovviamente, nessuno può sapere oggi quale architettura dominerà l’IA tra cinque anni, ma AMD può cercare di conoscere in anticipo quali caratteristiche avranno i modelli del futuro, così da progettare di conseguenza acceleratori, memoria, interconnessioni e software.

Bisogna infine considerare che i grandi modelli linguistici hanno alimentato l’attuale fase dell’IA, ma una parte della ricerca sta cercando sistemi maggiormente ancorati alla realtà fisica. Li sostiene da tempo che il linguaggio, da solo, non sia sufficiente per arrivare a una vera comprensione del mondo e del resto, per applicazioni come robotica e automazione industriale, il sistema deve capire dove si trova un oggetto, come può muoversi, cosa succede se viene spostato e quali conseguenze avrà una determinata azione.

AMD sta quindi pagando 8,2 miliardi di dollari per acquistare una posizione nella fase successiva dell’evoluzione dell’IA, in cui il confine tra modello, simulazione e macchina fisica potrebbe diventare molto più sottile.