Alla fine dello scorso anno, Microsoft ha introdotto una nuova classificazione per i partner che accompagnano le aziende dalla sperimentazione all’uso su scala dell’AI agentica: i “Frontier Partner”, che accanto alle competenze puramente tecnologiche abbinano capacità di change management, analisi dei processi e governance dei costi.

A quasi un anno di distanza, la Direttrice della Divisione Global Partner Solutions di Microsoft Italia Annamaria Bottero fa il punto sull’avanzamento del programma, e indica le priorità per il 2027. Tra le altre: il sostegno a piccoli consulenti “boutique” specializzati nei processi di singoli settori verticali, che – proprio grazie all’aumento di produttività offerto dall’AI – possono oggi fornire soluzioni complete e rivolgersi a un mercato più grande.

L’AI agentica accelera, in Italia e nel mondo

Il quadro di riferimento è quello di un’adozione che sta passando dalla sperimentazione all’uso su scala: secondo IDC, entro il 2029 saranno attivi nelle organizzazioni oltre un miliardo di agenti AI, mentre Gartner stima che il 40% delle applicazioni aziendali integrerà componenti agentiche già entro fine anno. Uno studio TEHA commissionato con Microsoft e Avanade stima inoltre che un’adozione pervasiva dell’AI agentica potrebbe generare un incremento del PIL italiano del 18% al 2040, pari a 336 miliardi di euro l’anno.

Annamaria Bottero, Direttrice della Divisione Global Partner Solutions di Microsoft Italia

Annamaria Bottero, Direttrice della Divisione Global Partner Solutions di Microsoft Italia

Il fulcro è la categoria delle aziende “Frontier”: quelle che, oltre le prime sperimentazioni, stanno mettendo gli agenti in produzione nei processi aziendali su larga scala. Microsoft applica la stessa logica anche ai propri partner, con la Frontier Partner Specialization per chi dimostra competenze avanzate nella progettazione, sicurezza e scalabilità di soluzioni AI enterprise. Il nuovo badge” Frontier Transformation Engineer dedicato a solution engineer e architect. Al momento, la specializzazione è stata raggiunta da circa 10 partner sui circa 15.000 dell’ecosistema italiano.

Al tema è dedicato anche il filone AI L.A.B. for Frontier, uno dei quattro del programma di formazione italiano, con circa 38 partner coinvolti quest’anno. L’obiettivo dichiarato è quello di “mandare in produzione use case che hanno le carte in regola per portare un beneficio oggettivo nei processi”, ha spiegato Bottero, per poi affrontare “il controllo dei costi, l’osservabilità e la governabilità”, temi che restano centrali e vanno gestiti e migliorati nel tempo.

Sul fronte tecnologico, Microsoft rivendica la copertura end-to-end dello stack, dall’infrastruttura cloud di Azure agli agenti, passando per Foundry, Fabric e la sicurezza: “Rappresentiamo un unicum sul mercato per questa piattaforma assolutamente integrata”, ha sintetizzato Bottero.

Microsoft Piattaforma AI

Quando l’AI potenzia il partner, non solo il cliente

Un passaggio interessante riguarda l’effetto dell’AI sui partner stessi, non solo sui loro clienti. Bottero descrive un ecosistema in cui i piccoli player, spesso realtà “boutique” con competenze verticali profonde su settori specifici, stanno guadagnando terreno rispetto ai grandi system integrator.

“Uno sviluppatore oggi può lavorare per 15”, ha detto, riferendosi alla produttività individuale moltiplicata dagli strumenti agentici. Questo permette a consulenti nati su una nicchia di processo di estendere il proprio raggio d’azione fino a coprire anche la realizzazione tecnica dei progetti, competendo per clienti e mercati prima appannaggio esclusivo dei grandi system integrator, chiamati a loro volta ad adeguare rapidamente il proprio mix di competenze per restare rilevanti.

Le competenze richieste cambiano: meno tecnologia, più processo

Il filo conduttore è che il valore aggiunto si sta spostando dalla componente tecnologica pura a competenze trasversali: change management, analisi dei processi, governance del dato e dei costi. Un tema quest’ultimo sollevato sempre più spesso dai CIO, dopo aver realizzato che gli agenti possono consumare molti token in modi difficilmente prevedibili, ma che molti partner tendano a evitare.

Bottero conferma che sono soprattutto i partner più grandi e strutturati ad aver già costruito modelli di governance dei costi da proporre ai clienti, mentre gran parte dell’ecosistema è ancora ai primi passi. Non tutti i modelli linguistici sono adatti a tutti i compiti, spiega, e parte del lavoro dei partner consiste oggi nel formare i clienti a scegliere lo strumento giusto e a costruire, attorno ad Agent 365, i meccanismi di accesso e controllo.

Il marketplace come acceleratore

Sul fronte commerciale, le transazioni sul Microsoft Marketplace in Italia sono cresciute del 150% anno su anno, con un obiettivo di crescita a tre cifre confermato anche per l’anno in corso. Ogni dollaro di software venduto sulla piattaforma genera, secondo dati Microsoft, 6,26 dollari di ricavi da servizi per i partner, in uno scenario che a livello globale l’azienda stima possa valere 300 miliardi di dollari entro il 2030. Tra gli esempi citati, ALCHEMIX, il formulatore di composti per miscele basato su AI e sviluppato da Brembo Solutions. Mato come strumento di ricerca interna per le miscele dei materiali frenanti, è stato brevettato e portato sul Marketplace come prodotto autonomo, con applicazioni già in corso nel settore food & beverage.

Il programma AI L.A.B., a tre anni dal lancio, coinvolge complessivamente 39 partner attivi, oltre 500 organizzazioni, 850 progetti e 230 use case realizzati, per 1,5 milioni di persone formate. Ai filoni Frontier e Italy (dedicato alle PMI) si affiancano AI L.A.B. for Good, con progetti come una piattaforma per i NEET sviluppata con Fondazione Cariplo ed EY, e AI L.A.B. for Startup, che ha portato 60 startup candidate a un percorso di affiancamento tecnico e commerciale, con 12 selezionate e 3 premiate nella prima edizione; la seconda riparte il 17 settembre.