USA e Cina si incontrano a New York in cerca di un accordo sulla sicurezza dell’AI

Gli Stati Uniti vogliono trasformare la sicurezza dell’intelligenza artificiale in un nuovo terreno di dialogo con la Cina. È questa una delle proposte emerse dai colloqui di New York tra il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng, conclusi nelle scorse ore in vista del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping previsto per questa settimana a Washington.
L’idea americana consiste nell’istituire un nuovo canale di confronto bilaterale sull’IA, con un meccanismo di notifica destinato a gestire gli incidenti che dovessero raggiungere una soglia di rilevanza per la sicurezza nazionale. L’obiettivo, secondo Bessent, sarebbe creare maggiore trasparenza tra quelle che Washington considera le due principali potenze mondiali nel settore dell’intelligenza artificiale, individuando contemporaneamente minacce e obiettivi comuni.
Un sistema di notifica potrebbe servire, almeno nelle intenzioni americane, a evitare che un incidente informatico o un utilizzo particolarmente rischioso dell’IA venga interpretato come un’azione ostile prima che sia possibile chiarirne origine e portata. Si tratta di un meccanismo che potrebbe assumere particolare rilevanza nel caso di sistemi IA utilizzati in ambito militare, infrastrutturale o per operazioni cyber.
Washington e Pechino avevano già discusso in maggio della possibilità di creare un forum dedicato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma quell’iniziativa non era mai stata formalizzata. Questa volta la proposta appare inserita in un quadro negoziale più ampio, anche se la risposta cinese è rimasta prudente. Il resoconto pubblicato dall’agenzia statale Xinhua ha confermato che l’IA è stata affrontata durante gli incontri, senza però fornire dettagli sul meccanismo di sicurezza proposto dagli Stati Uniti.
Secondo George Chen, partner della società di consulenza Asia Group, i colloqui potranno proseguire affrontando temi ancora più sensibili, dalla possibile trasformazione dell’IA in uno strumento d’arma ai principi di sicurezza, dalla protezione delle infrastrutture critiche alla prevenzione degli attacchi informatici. La possibilità di arrivare rapidamente a un’intesa rimane però condizionata dal basso livello di fiducia reciproca e dalla percezione cinese secondo cui Washington starebbe cercando di limitare lo sviluppo tecnologico della Cina.
Non è casuale che durante questi colloqui non siano stati inseriti nell’agenda del nuovo meccanismo i controlli americani sulle esportazioni di chip IA avanzati e delle apparecchiature per produrre semiconduttori. Il tema resta infatti uno dei principali punti di frizione tecnologica tra i due Paesi. Il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer ha precisato che le discussioni di New York erano soprattutto finalizzate a preparare il terreno per il vertice Trump-Xi.
Parallelamente all’IA, Washington e Pechino hanno affrontato il dossier commerciale. I due governi stanno cercando di rendere operativo un processo concordato a maggio per individuare possibili riduzioni dei dazi su alcune categorie di prodotti considerati non strategici. L’ipotesi americana è concentrarsi su un gruppo relativamente ristretto di merci che possano essere scambiate secondo un modello ritenuto equilibrato. Tra le possibili esportazioni cinesi rientrerebbero beni di consumo e prodotti a basso contenuto tecnologico, mentre dagli Stati Uniti potrebbero arrivare maggiori quantità di energia, prodotti agricoli e dispositivi medicali.
Rimane invece aperto il problema delle terre rare e degli altri minerali critici. Washington sostiene che le forniture verso le aziende americane non siano ancora sufficienti, nonostante gli impegni assunti da Pechino nell’ambito della precedente tregua commerciale. Anche altri dossier rimangono irrisolti, compresi gli impegni cinesi relativi all’aumento degli acquisti di prodotti agricoli statunitensi e l’acquisto di oltre 200 aerei Boeing.
Sul fronte dell’IA, negli Stati Uniti il dibattito politico guarda intanto a ipotesi di sicurezza ancora più stringenti. Il deputato democratico Ro Khanna ha chiesto a Trump e Xi di considerare un accordo internazionale che impedisca lo sviluppo di sistemi di IA capaci di auto-migliorarsi in modo ricorsivo e che, al tempo stesso, introduca protezioni contro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per facilitare la realizzazione di armi biologiche o nucleari. Si tratta comunque di una proposta politica distinta dal meccanismo di notifica discusso nei colloqui di New York.
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