Nextcloud ha presentato Hub 26 Summer, la nuova versione della propria piattaforma di collaborazione open source. La novità più rilevante è l’arrivo della versione desktop di Euro-Office, la suite per ufficio sviluppata insieme a Ionos e ad altri partner europei come fork di OnlyOffice e in alternativa a Microsoft Office e Google Workspace. Accanto a questa, l’azienda ha formalizzato l’ISV Partner Program rivolto ai fornitori di software indipendenti e ha introdotto in Teams un modello di governance dei dati che non dipende più dall’account del singolo dipendente, in modo da garantire accesso ai dati e audit trail anche se l’impiegato lascia l’azienda.

Euro-Office lascia il browser e arriva su desktop e cellulari

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Fino a oggi Nextcloud Office, basato su Euro-Office, era utilizzabile solo via browser. Con Hub 26 Summer arriva un’applicazione desktop standalone. Jos Poortvliet, co-fondatore e responsabile della comunicazione di Nextcloud, l’ha definita così: “La notizia più importante di questa release è che portiamo Euro-Office sul desktop: sarà disponibile come applicazione standalone”. Si tratta di un enorme passo in avanti, che chiude un gap di funzionalità con Mictosoft 365, e supera addirittura Google Workspace, che permette sì di lavorare anche offline, ma comunque all’interno di un browser e specifiche impostazioni preliminari.

Le app Nextcloud Office saranno disponibili per Windows, macOS e Linux e distribuiti – oltre che come codice sorgente su GitHub – anche come applicazioni compilate e negli store dei sistemi operativi, nelle prossime settimane. Parallelamente, Euro-Office mobile arriverà anche su iOS e Android.

L’applicazione funziona anche senza un server Nextcloud, come un normale software da scrivania. Collegandola a un’istanza Nextcloud si aggiungono editing collaborativo in tempo reale, integrazione con l’assistente AI e blocco dei file per evitare conflitti di modifica. Nextcloud la descrive come una versione “1.0”, pienamente utilizzabile ma non definitiva: gli investimenti sullo sviluppo continueranno.

Tra i primi utilizzatori, Nextcloud cita Deutsche Telekom Security GmbH in Germania e altri clienti in fase di adozione in Francia, Svizzera, Filippine e Kazakistan. Lo sviluppo, sottolinea l’azienda, non è un’iniziativa isolata: oltre quaranta persone esterne al team interno hanno contribuito con codice, per circa il 15% delle pull request confluite in questa release.

L’ISV Partner Program: mettere ordine nell’era del codice scritto dall’AI

Il secondo asse della conferenza riguarda il programma per i fornitori di software indipendenti (ISV), lanciato ufficialmente in estate e ora illustrato nel dettaglio. La motivazione, secondo Poortvliet, nasce da un problema di fiducia sempre più concreto: “È difficile distinguere un’applicazione enterprise collaudata da un’app scritta in una settimana da due persone con l’AI”. Non che l’AI sia di per sé un problema nello sviluppo software, ha precisato, ma l’esperienza accumulata su una base di codice enterprise nel tempo non si replica altrettanto in fretta.

Il programma è partito con quattro partner di lancio; Nextcloud dichiara ora conversazioni aperte con oltre cinquanta fornitori. Tra i primi aderenti, l’olandese VoxCloud lo ha usato per conquistare un cliente tedesco che serve 17.000 studenti.

Il supporto offerto agli ISV si concentra su due filoni: marketing e vendite da un lato, supporto tecnico e documentazione dall’altro. Non esiste ancora una certificazione formale; l’ingresso nel programma passa per una verifica caso per caso dell’applicazione e, quando possibile, un pilota presso un cliente reale.

Per quanto riguarda i partner “normali” che contribuiscono a espandere l’ecosistema, il ritmo di pubblicazione di nuove applicazioni sull’app store, secondo l’azienda, supera ormai le due al giorno: 29 nuove app nell’intero mese di agosto, già 23 nei soli primi dieci giorni di settembre, quando si è tenuta la conferenza stampa.

In Teams, i dati non appartengono più al singolo dipendente

Tra le funzionalità pensate per la clientela enterprise, Teams è quella su cui Nextcloud ha lavorato di più. Finora, quando un dipendente lasciava l’azienda e il suo account veniva disattivato, le risorse che aveva condiviso – cartelle, bacheche, documenti – rischiavano di sparire anche per chi avrebbe avuto bisogno di continuare a usarle. Con questa release, un team può avere direttamente il controllo sulle  proprie risorse: cartelle, pagine informative, bacheche di pianificazione, knowledge base…

I cambiamenti principali che abbiamo introdotto sono sostanzialmente tre: visibilità, proprietà e controllo”, ha riassunto Poortvliet. Chi entra in un team eredita l’accesso a tutto ciò che il team possiede; chi esce lo perde, ma il dato resta. Una nuova interfaccia di amministrazione dà ai responsabili IT una visione centralizzata di chi possiede cosa, con la possibilità di impostare quote e policy predefinite.

La funzionalità nasce dal lavoro con Dataport, il fornitore di servizi IT del settore pubblico che segue la regione tedesca dello Schleswig-Holstein, e riusa parte dell’infrastruttura delle già esistenti cartelle di gruppo, ma con un ambito più stretto: una cartella di team appartiene esclusivamente a quel team, non a un insieme più ampio di gruppi.

Audit trail: capire cosa fanno gli agenti AI sui dati aziendali

Lo stesso principio di governance non legata al singolo utente ritorna nel modo in cui Nextcloud tratta gli accessi degli agenti AI ai dati. L’assistente integrato registra quali dati vengono consultati e da quale strumento. Quando l’elaborazione passa a un provider AI esterno, verifica quali informazioni sono autorizzate a lasciare il perimetro aziendale. Funzionalità di questo tipo sono sempre più importanti, e una necessità in caso di aziende che operano in settori regolamentati e sottoposti ad audit periodici.

Lo stesso impianto di governance si estende, in una funzionalità separata destinata alle organizzazioni più regolamentate, a etichette di sensibilità e conservazione, al blocco dei documenti in caso di contenzioso (legal hold) e alla ricerca e-discovery, ovvero il reperimento trasversale di tutti i documenti rilevanti per una causa legale, estesa a tutto Nextcloud. Il contributo principale, secondo Poortvliet, è arrivato in questo caso dal governo federale olandese.

Il resto della release, in breve

Di seguito, alcune tra le altre novità di Hub 26 Summer.

In Tables è ora possibile modificare la struttura di una tabella – per esempio aggiungendo colonne o viste – senza doverla ricostruire, anche con processi già in corso; la funzione nasce dal lavoro con lo Schleswig-Holstein, dove le tabelle governano procedimenti amministrativi vincolati da scadenze di legge.

In Calendar arriva un’interfaccia di prenotazione sale più scalabile, con vista della disponibilità in tempo reale.

In Contacts, un flusso di invito che permette a utenti di istanze Nextcloud diverse di scambiarsi i contatti senza condividere l’intera rubrica. Entrambe le funzionalità nascono dal lavoro con SURF, il consorzio olandese per l’istruzione e la ricerca.

In Talk arrivano due nuovi tipi di conversazione – una versione “classificata”, che blocca ospiti, link pubblici, chiamate telefoniche in ingresso e registrazione, e un canale di sola comunicazione per gli amministratori – oltre a un lavoro sul backend per reggere chiamate con oltre mille partecipanti, atteso però con il prossimo rilascio, Hub 26 Winter.

L’app Foto guadagna una ricerca più efficace, la visualizzazione su mappa e il raggruppamento automatico dei viaggi.

Collabora Online, il motore di editing alternativo integrato in Nextcloud dal 2016, introduce la generazione di presentazioni tramite AI a partire da una semplice descrizione testuale.

Quello che resta da vedere

Restano alcuni nodi aperti. La stessa incertezza mostrata in diretta da Poortvliet sul supporto Linux del client desktop – risolta solo consultando il repository del progetto – dà la misura di quanto la release sia ancora work in progress su alcuni fronti: il cambio di istanza all’interno del client desktop e l’aggiornamento automatico del client Linux di Talk restano, per stessa ammissione dell’azienda, parzialmente funzionanti. E la richiesta più insistente arrivata dalla platea – formazione per amministratori e utenti finali, non solo materiale di marketing – suggerisce che l’adozione di Euro-Office e del programma ISV dipenderà meno dalle funzionalità annunciate e più dalla capacità di Nextcloud di accompagnare davvero la migrazione dei propri clienti.