L’eventuale acquisizione di Hugging Face da parte di Nvidia per circa 12,9 miliardi di dollari rappresenterebbe una delle operazioni più significative nel mercato dell’intelligenza artificiale degli ultimi anni. Secondo quanto riportato da The Information, l’accordo sarebbe stato raggiunto, anche se altre indiscrezioni precisano che al momento non esisterebbe un’intesa formalmente firmata e che le trattative potrebbero quindi saltare.

La cautela è d’obbligo, soprattutto considerando la portata economica dell’operazione. Nvidia e Hugging Face, interpellate sulla vicenda, non hanno fornito commenti. Il silenzio di Nvidia è interessante, perché in precedenti occasioni l’azienda ha reagito rapidamente alle indiscrezioni che riteneva inesatte. In questo caso, dunque, il quadro resta ancora aperto.

Per capire perché Nvidia sia interessata a Hugging Face, bisogna guardare oltre il semplice valore finanziario della startup. Fondata nel 2016, Hugging Face è diventata una delle infrastrutture di riferimento per la comunità che sviluppa intelligenza artificiale open source. La sua piattaforma ospita modelli, dataset e strumenti utilizzati quotidianamente da sviluppatori e aziende, creando una sorta di punto d’incontro per l’intero ecosistema dei modelli a pesi aperti.

Per Nvidia sarebbe un ingresso diretto e particolarmente potente in un segmento destinato ad assumere un peso crescente. L’azienda domina da anni il mercato dell’hardware per l’AI, ma la sua posizione non può essere considerata inattaccabile. I grandi laboratori che oggi acquistano enormi quantità di GPU Nvidia stanno infatti investendo nello sviluppo di acceleratori proprietari.

Le stesse OpenAI, Google, Amazon e Anthropic stanno lavorando su chip progettati internamente con l’obiettivo di ridurre, almeno in prospettiva, la dipendenza dall’hardware Nvidia. Inoltre, l’IA open source assume un valore strategico, visto che un mercato composto da numerosi modelli e fornitori diversi può mantenere elevata la domanda di infrastruttura Nvidia, evitando che il settore venga progressivamente concentrato nelle mani di pochi grandi laboratori dotati di hardware dedicato.

L’ipotesi di acquisizione non arriva quindi dal nulla. Negli ultimi mesi Clem Delangue, CEO di Hugging Face, ha sostenuto apertamente l’importanza dei modelli open source nel confronto tecnologico tra Stati Uniti e Cina, assumendo posizioni che si sono spesso sovrapposte alla strategia di Nvidia. Il tema è diventato particolarmente delicato anche sul piano politico.

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A Washington si discute infatti da tempo dell’opportunità di introdurre restrizioni sui modelli open-weight, mentre diversi sistemi sviluppati da aziende cinesi hanno dimostrato di poter competere con soluzioni occidentali di fascia alta con costi operativi inferiori. Lo stesso Delangue ha sostenuto pubblicamente la necessità di favorire i modelli aperti e ha ricordato come la Cina stia acquisendo una posizione particolarmente forte proprio in questo settore.

Hugging Face ha inoltre già avuto rapporti finanziari con Nvidia. Nel 2023 la startup aveva raccolto 235 milioni di dollari, arrivando a una valutazione di 4,5 miliardi di dollari con Nvidia tra gli investitori. Alla fine dello scorso anno, inoltre, avrebbe respinto una proposta di investimento da 500 milioni di dollari che avrebbe portato la sua valutazione a circa 7 miliardi. All’epoca la società avrebbe espresso il timore di concedere troppo peso a un singolo investitore.

Un’acquisizione completa cambia però radicalmente la prospettiva. Invece di mantenere un rapporto di dipendenza con un azionista dominante, Hugging Face entrerebbe direttamente nell’orbita Nvidia, beneficiando di risorse finanziarie e infrastrutturali incomparabilmente superiori.

C’è poi un secondo elemento strategico ed è il cloud. Nvidia aveva ridimensionato il proprio progetto DGX Cloud, ma Hugging Face dispone già di strumenti attraverso cui gli sviluppatori possono eseguire e distribuire modelli utilizzando capacità di calcolo a noleggio. L’acquisizione consentirebbe quindi a Nvidia di rientrare più profondamente nel mercato cloud sfruttando una piattaforma già conosciuta dagli sviluppatori, anziché costruire da zero un ecosistema concorrente.

Questo aspetto potrebbe diventare particolarmente importante anche sul fronte della capacità computazionale. Nvidia ha sottoscritto accordi cloud per decine di miliardi di dollari destinati a supportare i propri clienti. Se parte della capacità acquistata dovesse rimanere inutilizzata, Hugging Face potrebbe diventare uno dei canali attraverso cui riallocarla verso una platea molto più ampia di utenti.

La valutazione prevista rende comunque evidente quanto il mercato attribuisca valore strategico alla startup. Hugging Face genererebbe oggi circa 150 milioni di dollari di ricavi annuali, in crescita rispetto ai 100 milioni di appena due mesi prima, ed è vicina alla redditività. Arrivare a quasi 13 miliardi significa però riconoscere un multiplo estremamente elevato rispetto al fatturato attuale.

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Sempre nelle scorse ore, Nvidia ha annunciato di prevedere per il prossimo anno fiscale un incremento dei ricavi del 70%, una stima particolarmente significativa perché l’azienda raramente si spinge a fornire indicazioni con un orizzonte così ampio (gli analisti si aspettavano una crescita intorno al 44%).

La previsione ha immediatamente sostenuto il titolo, salito di quasi il 5% nelle contrattazioni after-hours. Nel trimestre fiscale chiuso il 26 luglio, Nvidia ha registrato ricavi per 96,22 miliardi di dollari, oltre i 92,17 miliardi previsti dal mercato, mentre l’utile rettificato per azione ha raggiunto 2,22 dollari contro una stima di 2,10 dollari. Il comparto Data Center rimane il principale motore. I ricavi hanno superato gli 89 miliardi di dollari, più che raddoppiando rispetto all’anno precedente. Nvidia prevede inoltre che la nuova piattaforma Vera Rubin, già in fase di consegna ai clienti, rappresenti circa un quinto dei ricavi Data Center nel trimestre in corso.

Il limite, questa volta, non sembra essere la domanda ma la capacità produttiva. La scarsità di memorie e l’aumento dei costi dei componenti stanno infatti rallentando l’espansione e comprimendo i margini, attesi intorno al 71-72% nel quarto trimestre. Nvidia prevede comunque 108 miliardi di dollari di ricavi nel prossimo trimestre.

A sostenere la visione dell’azienda contribuisce l’ampliamento della base clienti. I laboratori AI dovrebbero rappresentare circa un quarto del business nel prossimo anno, mentre i cosiddetti neo-cloud stanno aumentando rapidamente la capacità basata su GPU Nvidia. Particolarmente rilevante è infine l’accordo con AWS, che porterà all’installazione di altri 2 milioni di GPU Nvidia nel 2027 e 2028.