Microsoft sta ridisegnando Copilot smettendo di distribuire l’AI in contenitori distinti per trasformarla nel punto d’accesso centrale all’intero ecosistema Microsoft 365. L’app Copilot rivolta all’utenza consumer e Microsoft 365 Copilot, finora percepite come prodotti vicini ma separati, confluiscono in un’unica esperienza che combina conversazione con il modello linguistico, file cloud, applicazioni Office e profili personali, aziendali o scolastici.

È un’operazione che porta con sé un cambio di priorità piuttosto netto. Microsoft infatti non vuole più che Copilot sia una chat AI affiancata alle app di produttività, ma che diventi l’interfaccia attraverso cui si passa per cercare documenti, interrogare informazioni, creare contenuti e avviare il lavoro in Word, Excel, PowerPoint o Outlook. La precedente app Microsoft 365 aveva già intrapreso questa traiettoria nel gennaio 2025 quando ha assunto il nome Microsoft 365 Copilot; ora quel processo viene portato a un livello superiore, con una struttura più omogenea fra web, dispositivi mobili e desktop.

Per l’utente finale la promessa è quella di ridurre attriti e duplicazioni. Chi dispone di più identità, per esempio un account Microsoft privato e un profilo aziendale gestito con Entra ID, potrà passare dall’uno all’altro dentro la stessa app anziché installare o aprire esperienze differenti. Resta comunque una separazione importante, visto che chat, documenti e dati dei vari profili non vengono mescolati. Una scelta necessaria sul piano della sicurezza e della compliance, soprattutto nei contesti professionali dove file e conversazioni possono ricadere sotto policy aziendali, retention e protezioni DLP.

La fusione non va letta però come un’estensione uniforme delle funzionalità. L’accesso gratuito a Copilot continuerà a consentire chat, caricamento di file e generazione di immagini, nei limiti di capacità previsti dalla piattaforma. Le soglie più alte, gli agenti e l’esecuzione di compiti articolati in più passaggi restano invece elementi di differenziazione commerciale per gli abbonamenti Microsoft 365. In altre parole, l’app è unica, ma il Copilot che si ottiene cambia in base alla licenza, all’account e al dispositivo utilizzato.

Microsoft Copilot

Questa distinzione è particolarmente rilevante per chi usa Copilot come strumento di ricerca, scrittura o sintesi documentale. Microsoft eliminerà infatti Deep Research dall’app consumer a partire dal 18 agosto 2026. La funzione permetteva di effettuare ricerche sul Web e produrre report strutturati direttamente attraverso il chatbot. I contenuti già creati resteranno nella cronologia delle chat per gli abbonati Microsoft 365 Personal e Family, ma non sarà più possibile generare nuove ricerche in quel modo. L’alternativa individuata da Microsoft è Researcher, una funzione affine riservata agli abbonati Microsoft 365 Premium.

L’altro costo della razionalizzazione riguarda Copilot Podcasts, funzione sperimentale che generava conversazioni audio artificiali a partire da pagine Web o documenti caricati. Sempre dal 18 agosto non sarà più possibile né crearle né accedere a quelle conservate nella libreria e chi desidera mantenerne una copia deve scaricarle singolarmente prima della scadenza. Anche eventuali link condivisi smetteranno di funzionare.

Più delicato il caso di Group Chat, perché qui entrano in gioco contenuti condivisi. Microsoft chiarisce che le conversazioni di gruppo verranno ricondotte a chat individuali con Copilot, mentre la la cronologia personale rimarrà consultabile, sebbene non sarà possibile proseguire il dialogo nella forma collaborativa originaria. Anche prompt, immagini e altri artefatti pubblicati o generati dagli altri partecipanti non resteranno accessibili. A chi aveva utilizzato queste stanze come spazio di brainstorming con colleghi o amici, conviene quindi esportare o archiviare manualmente ciò che ha un valore operativo.

L’elemento curioso in questa trasformazione è che Microsoft presenta Copilot come una super-app, più completa e integrata, ma la fase iniziale comporta anche la rimozione di alcune delle sue idee più sperimentali e orientate al consumo. È un segnale di maturazione del prodotto, con meno funzioni laterali e più enfasi su documenti, identità, produttività e servizi a pagamento.

Il rollout parte da Web e mobile, mentre su Windows e macOS l’accesso iniziale viene gestito in forma anticipata prima di una diffusione desktop più ampia. Anche il dominio commerciale è destinato a spostarsi da m365.cloud.microsoft a copilot.cloud.microsoft, con reindirizzamenti automatici previsti verso la fine di agosto.

(Immagine in apertura: Shutterstock)