Cloud e AI spingono il mercato a livelli record: spesa oltre 143 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026

L’infrastruttura cloud sta vivendo il momento di maggiore espansione degli ultimi otto anni e, a trainare questa accelerazione, è soprattutto la diffusione dell’intelligenza artificiale, che sta modificando profondamente le strategie IT delle imprese e aumentando la domanda di risorse computazionali flessibili, scalabili e immediatamente disponibili. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Synergy Research Group, nel secondo trimestre del 2026 la spesa mondiale per i servizi di cloud infrastructure ha superato i 143 miliardi di dollari, registrando una crescita del 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Si tratta di un risultato che conferma una tendenza ormai consolidata, per la quale il mercato ha fatto segnare undici trimestri consecutivi di accelerazione raddoppiando il proprio valore nell’arco di circa tre anni. Su base annuale, considerando gli ultimi dodici mesi, il giro d’affari complessivo raggiunge ora i 500 miliardi di dollari, una soglia che certifica definitivamente il cloud come elemento centrale dell’infrastruttura digitale globale.
La componente che cresce più rapidamente è rappresentata dalle piattaforme pubbliche Infrastructure as a Service (IaaS) e Platform as a Service (PaaS), che da sole costituiscono la parte predominante del mercato. Nel secondo trimestre hanno registrato un incremento del 47%, dimostrando come le aziende continuino a preferire modelli operativi che consentono di espandere rapidamente la capacità elaborativa senza investimenti diretti in data center proprietari.
A fare la differenza, tuttavia, è soprattutto l’intelligenza artificiale. L’esplosione dei modelli generativi, delle applicazioni basate sui large language model e delle nuove piattaforme AI ha modificato radicalmente il fabbisogno infrastrutturale delle imprese. Addestrare modelli complessi, gestire inferenze su larga scala e sviluppare nuovi servizi richiede una disponibilità di GPU e risorse computazionali che soltanto i grandi provider cloud sono oggi in grado di offrire in maniera capillare.
John Dinsdale, Chief Analyst di Synergy Research, evidenzia come proprio i servizi cloud specificamente dedicati all’intelligenza artificiale abbiano raggiunto una crescita annuale del 165%, un dato che non trova precedenti nella storia recente del settore. Secondo l’analista, sono soprattutto i principali hyperscaler e i cosiddetti “neocloud” a beneficiare di questa nuova fase espansiva, grazie alla capacità di mettere rapidamente a disposizione infrastrutture ottimizzate per l’elaborazione AI.
La conseguenza è un ulteriore rafforzamento delle posizioni dei tre giganti del settore. Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud controllano insieme il 67% dell’intero mercato mondiale della cloud infrastructure, una quota superiore rispetto al 63% registrato soltanto un anno fa. La crescita dell’intelligenza artificiale, almeno per il momento, sembra quindi favorire i grandi operatori già dotati di enormi capacità infrastrutturali, piuttosto che riequilibrare il panorama competitivo.
Amazon Web Services conserva la leadership globale con una quota del 28%, ma il vantaggio nei confronti di Microsoft continua a ridursi. Azure infatti rappresenta ormai il 20% del mercato mondiale e mantiene uno dei ritmi di crescita più sostenuti tra i principali operatori. Google Cloud consolida invece il terzo posto con una quota del 15%, beneficiando della forte integrazione tra la propria piattaforma cloud e le tecnologie AI sviluppate internamente dal gruppo di Mountain View.
Al di fuori del podio emerge comunque un gruppo di aziende che sta crescendo a ritmi ancora più elevati. Tra queste figurano CoreWeave, Oracle, Crusoe, Nebius e Nscale, realtà che stanno costruendo gran parte della propria strategia commerciale proprio attorno ai carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Oracle è il player più rilevante di questo secondo gruppo con una quota di mercato pari al 4%, mentre CoreWeave, diventata uno dei nomi più discussi nel segmento delle GPU cloud, rappresenta già circa il 2% del mercato complessivo.
Accanto agli operatori storici stanno infatti acquisendo importanza le neocloud, aziende specializzate nell’affitto di potenza di calcolo basata su GPU di ultima generazione. Secondo Synergy Research, ben nove di questi fornitori rientrano ormai tra i quaranta principali operatori cloud del mondo in termini di ricavi da servizi. È un cambiamento significativo perché testimonia la nascita di un nuovo segmento di mercato costruito quasi esclusivamente per soddisfare le esigenze dell’intelligenza artificiale.
Anche altri operatori mantengono una presenza significativa, pur con quote più contenute. IBM, Akamai, Snowflake, SAP e numerosi provider cinesi come Baidu, Tencent, China Mobile, China Telecom e China Unicom continuano infatti a presidiare specifiche aree geografiche o segmenti verticali, contribuendo alla crescente diversificazione dell’offerta globale. Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti rafforzano ulteriormente la propria posizione dominante. Il mercato americano cresce infatti del 49% su base annua, un ritmo sensibilmente superiore alla media mondiale. La leadership statunitense appare sempre più legata alla concentrazione dei principali hyperscaler, dei produttori di semiconduttori per l’AI e delle aziende che stanno investendo miliardi di dollari nella costruzione di nuovi data center dedicati ai modelli generativi.
Anche l’Asia continua però a mostrare una notevole vitalità. India, Indonesia, Thailandia e Malesia figurano tra i Paesi con la crescita più sostenuta, confermando come il cloud stia diventando uno degli elementi fondamentali della trasformazione digitale nelle economie emergenti. In questi mercati la domanda proviene sia dalle grandi imprese, sia da un ecosistema di startup che vede nell’intelligenza artificiale un’opportunità per competere a livello internazionale.
L’Europa mantiene invece un andamento più articolato. Regno Unito e Germania restano i due mercati di riferimento per volume complessivo degli investimenti, ma i tassi di crescita più elevati vengono registrati in Irlanda, Norvegia, Danimarca e Finlandia. Non è un caso, visto che molti di questi Paesi stanno attirando nuovi investimenti nella realizzazione di data center grazie alla disponibilità di energia, a infrastrutture digitali mature e a politiche favorevoli allo sviluppo dell’economia digitale.
(Immagine in apertura: Shutterstock)

