Claude satura le sue risorse: l’errore 529 (Site is overloaded) blocca il lavoro di migliaia di sviluppatori

Un nuovo problema di affidabilità sta colpendo Claude e lasciando senza servizio migliaia di utenti in tutto il mondo. Nel corso del pomeriggio di ieri, la piattaforma ha iniziato a restituire errori sia agli utilizzatori dell’interfaccia web, sia agli sviluppatori che integrano il modello attraverso le API, interrompendo attività di programmazione, automazioni e flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale.
L’azienda ha confermato il disservizio (che continua anche oggi) attraverso la propria pagina dedicata allo stato dei servizi, spiegando di aver individuato un’anomalia che sta causando un numero elevato di errori su più modelli della famiglia Claude. I tecnici sono al lavoro per ripristinare il funzionamento, ma al momento della comunicazione non è stata fornita alcuna previsione sui tempi necessari per il completo ritorno alla normalità.
Chi prova ad accedere al servizio, visualizza un messaggio piuttosto esplicito: “Model Overloaded”, accompagnato dal codice “API Error: 529 Overloaded”. A differenza di altri errori che possono dipendere dall’account dell’utente o dal superamento dei limiti previsti dall’abbonamento, il codice 529 indica che è l’infrastruttura di Anthropic ad aver raggiunto il proprio limite operativo. Una situazione diversa dal più noto errore 429, utilizzato quando un singolo utente supera il numero massimo di richieste consentite. L’errore 529 segnala invece che i server non sono temporaneamente in grado di gestire il volume complessivo delle richieste ricevute. In pratica, la capacità di calcolo disponibile non basta a soddisfare la domanda in quel preciso momento.
La documentazione tecnica di Anthropic chiarisce che questo tipo di errore è temporaneo e non comporta alcun consumo delle quote API assegnate agli sviluppatori. L’azienda suggerisce di attendere il ripristino del servizio oppure, quando possibile, utilizzare modelli alternativi. Nella pratica, però, il problema può avere conseguenze ben più rilevanti, soprattutto per chi utilizza Claude Code dedicato allo sviluppo software. Se il sovraccarico si verifica durante un’elaborazione complessa, una revisione del codice o una lunga sessione di programmazione, il processo viene interrotto senza possibilità di riprendere automaticamente dal punto in cui era stato sospeso.
Diversi sviluppatori avevano già segnalato questa criticità anche in precedenza, evidenziando come gli errori temporanei potessero interrompere flussi di lavoro articolati e costringere a riavviare da zero attività che richiedono diversi minuti, se non ore, di elaborazione. L’interruzione assume un peso ancora maggiore considerando quanto Claude sia ormai diventato uno strumento centrale nelle attività quotidiane di molte aziende tecnologiche. Secondo una recente indagine condotta da Pragmatic Engineer su circa 15.000 sviluppatori, oltre il 70% di coloro che utilizzano abitualmente agenti AI considera Claude Code il proprio assistente di riferimento per la scrittura del software.
La stessa Anthropic ha più volte sottolineato come i propri ingegneri facciano largo uso dell’intelligenza artificiale durante lo sviluppo dei prodotti. Secondo dati diffusi dall’azienda, Claude contribuisce ormai alla realizzazione della maggior parte del nuovo codice destinato alla produzione, mentre ogni sviluppatore trascorrerebbe mediamente circa venti ore alla settimana lavorando insieme al sistema AI. Anche alcune ricerche indipendenti sembrano confermare i benefici in termini di produttività. Uno studio di Microsoft Research, ad esempio, avrebbe rilevato un incremento significativo del numero di modifiche software completate dagli sviluppatori che utilizzano Claude Code rispetto ai colleghi che non fanno ricorso agli strumenti AI.
Proprio questa crescente dipendenza evidenzia uno dei principali rischi associati all’adozione degli assistenti AI. Quando il servizio diventa indisponibile, non si interrompe semplicemente una conversazione con il chatbot, ma si bloccano pipeline di sviluppo, revisioni automatiche del codice, test software e numerosi processi aziendali ormai costruiti attorno all’intelligenza artificiale.
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato. Nel corso di quest’anno infatti Claude ha già registrato numerosi disservizi, alcuni dei quali hanno interessato contemporaneamente diversi modelli della piattaforma. In quelle occasioni Anthropic ha attribuito le interruzioni del servizio alla rapida crescita della domanda, trainata sia dalla diffusione di Claude Code nelle aziende, sia dall’aumento degli utenti consumer.
La situazione odierna conferma come la scalabilità dell’infrastruttura rappresenti ancora una delle principali sfide per i grandi fornitori di AI generativa. Le prestazioni dei modelli continuano infatti a crescere rapidamente, ma mantenere livelli di disponibilità compatibili con un utilizzo professionale richiede investimenti sempre maggiori in data center, capacità computazionale e sistemi di bilanciamento del carico.

