Nvidia svela i dettagli della sua CPU Vera: sfida a Intel e AMD nel data center

Nvidia ha costruito il proprio dominio nel settore dell’AI grazie alle GPU, diventate il motore dell’addestramento e dell’inferenza dei modelli generativi. Oggi, però, l’azienda guidata da Jensen Huang vuole conquistare anche il settore delle CPU, altro componente fondamentale dei server AI. Con il debutto di Vera, il gruppo californiano apre così un nuovo fronte competitivo contro AMD e Intel, due aziende che da decenni dominano questo mercato e che continuano a rappresentare il punto di riferimento per hyperscaler e grandi cloud provider.
La nuova CPU di Nvidia rappresenta un tassello fondamentale di una strategia molto più ampia improntata a offrire rack completi e ottimizzati in ogni componente hardware e software, riducendo al minimo le incompatibilità e massimizzando le prestazioni complessive dei sistemi AI.
Nvidia ha fornito nelle scorse ore nuovi dettagli tecnici su Vera, comunicando che i primi esemplari sono stati consegnati già a giugno ad alcuni dei principali protagonisti del settore, tra cui OpenAI, Anthropic e SpaceX. Si tratta ancora di una fase iniziale, ma dimostra come il progetto sia ormai uscito dai laboratori di sviluppo e stia entrando nelle mani dei clienti destinati a utilizzarlo nei propri data center.
Nvidia ci tiene a sottolinea un elemento che distingue Vera dalla concorrenza. A differenza infatti delle precedenti CPU sviluppate utilizzando progetti standard forniti da Arm, questo processore è stato realizzato partendo da un’architettura proprietaria sviluppata internamente per rispondere alle esigenze specifiche dell’intelligenza artificiale.
La progettazione custom ha consentito di ottimizzare aspetti che stanno diventando sempre più importanti nell’era degli agenti AI, che eseguono continuamente operazioni di coordinamento, recuperano dati, pianificano attività e interagiscono con numerosi servizi esterni. Tutte queste operazioni dipendono fortemente dal processore centrale, che deve alimentare costantemente le GPU con nuovi dati e gestire la logica dell’intero sistema. Più rapidamente la CPU completa questi passaggi, maggiore è il tempo durante il quale le GPU possono dedicarsi all’elaborazione vera e propria, evitando costosi periodi di inattività.
È proprio su questo aspetto che Nvidia sostiene di aver costruito Vera. L’azienda dichiara infatti prestazioni superiori del 50% negli scenari che coinvolgono agenti AI rispetto alle tradizionali CPU x86 prodotte da Intel e AMD. Il merito, secondo gli ingegneri della società, deriva da una filosofia progettuale completamente diversa. Negli ultimi anni Intel e AMD hanno privilegiato l’aumento del numero di core per incrementare le prestazioni complessive dei server. Vera, invece, concentra gran parte degli sforzi sull’incremento delle prestazioni del singolo core, sulla riduzione della latenza e sull’aumento della banda memoria. L’obiettivo è accelerare le operazioni sequenziali che caratterizzano molti flussi di lavoro dell’intelligenza artificiale, permettendo alle GPU di ricevere dati con maggiore continuità.
Dal punto di vista hardware, Vera si presenta come una CPU decisamente fuori dagli schemi tradizionali. Il consumo energetico oscilla tra 250 e 450 watt, valori molto elevati per un processore centrale, mentre il supporto alla memoria raggiunge fino a 1,5 terabyte di RAM LPDDR, la stessa tecnologia a basso consumo impiegata negli smartphone e nei notebook di ultima generazione.
Nvidia prevede diverse configurazioni commerciali. Vera potrà essere acquistata come processore standalone oppure integrata nelle piattaforme AI dell’azienda e sarà disponibile in server dotati di due CPU, oltre che all’interno di rack completamente raffreddati a liquido che arriveranno a ospitare ben 256 processori collegati tra loro. Naturalmente, la CPU sarà anche uno degli elementi chiave delle future piattaforme Vera Rubin, dove lavorerà in stretta sinergia con le GPU della nuova generazione.
Attualmente, Intel mantiene ancora una posizione dominante nei server enterprise con una quota vicina al 67%, mentre AMD è salita intorno al 33%, continuando a guadagnare terreno grazie alla famiglia EPYC e agli stretti rapporti costruiti negli anni con i principali hyperscaler. Proprio questa consolidata presenza rappresenta uno degli ostacoli principali che NVIDIA dovrà affrontare.
Anche gli analisti ritengono che la sfida non sarà semplice. Kevin Knox di Gartner considera AMD il principale riferimento tecnologico nel segmento delle CPU per server AI, grazie a un ecosistema ormai molto maturo. Karl Freund, fondatore di Cambrian AI Research, osserva invece come Vera non voglia sostituire le CPU tradizionali nei server general purpose, ma creare una categoria completamente nuova dedicata esclusivamente ai carichi di lavoro AI. Secondo questa interpretazione, Nvidia starebbe cercando di svincolare progressivamente i propri clienti dalla necessità di acquistare CPU da produttori esterni, aumentando il valore economico dell’intera piattaforma. Del resto, il modello di business dell’azienda punta sempre più alla vendita di sistemi completi piuttosto che di singoli componenti.
La diffusione della nuova CPU è comunque ancora nelle fasi iniziali. Tra i partner annunciati figura Oracle, mentre OpenAI dovrebbe iniziare a distribuire Vera su larga scala già nel corso di questo trimestre. Saranno proprio i grandi operatori cloud a determinare il successo del progetto. Se hyperscaler e laboratori AI sceglieranno di adottare la piattaforma Nvidia in maniera sempre più estesa, il mercato delle CPU per data center potrebbe entrare in una fase di trasformazione profonda, con equilibri che fino a pochi anni fa sembravano praticamente impossibili da mettere in discussione.


