Poste Italiane ha compiuto un passo decisivo verso l’acquisizione di Telecom Italia. La Consob ha infatti approvato il documento di offerta relativo all’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di TIM, consentendo così l’avvio ufficiale dell’operazione. Con il via libera dell’autorità di vigilanza, prende così forma una delle operazioni finanziarie più rilevanti del mercato italiano delle telecomunicazioni, destinata a ridefinire gli equilibri del settore.

Il calendario è ormai definito. Il periodo di adesione partirà alle 8:30 del 20 luglio e terminerà alle 17:30 dell’11 settembre, salvo eventuali proroghe autorizzate dalla Consob. Gli azionisti che decideranno di aderire all’offerta riceveranno il corrispettivo il quinto giorno di Borsa aperta successivo alla chiusura del periodo di adesione, attualmente previsto per il 18 settembre 2026.

L’offerta predisposta da Poste Italiane combina una componente monetaria con una componente azionaria. Per ogni azione TIM conferita saranno riconosciuti 1,67 euro in contanti, ai quali si aggiungeranno 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. I nuovi titoli avranno gli stessi diritti delle azioni già quotate e saranno ammessi alle negoziazioni su Euronext Milan.

Questa struttura consente agli azionisti di TIM di ottenere un pagamento immediato in denaro mantenendo, allo stesso tempo, un’esposizione al futuro del gruppo risultante dall’operazione attraverso la partecipazione al capitale di Poste Italiane. Si tratta di una soluzione frequentemente adottata nelle operazioni di fusione e acquisizione di grandi dimensioni, perché permette di condividere con gli azionisti della società acquisita parte del potenziale valore creato dall’integrazione.

Sul fronte TIM, nel frattempo, prosegue il lavoro del consiglio di amministrazione. L’organo di governo della società è infatti chiamato a esprimere il proprio giudizio sull’offerta attraverso la cosiddetta fairness opinion, ovvero una valutazione indipendente della congruità finanziaria del corrispettivo proposto agli azionisti.

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Per predisporre questa analisi, TIM si è affidata a un gruppo di consulenti di primo piano composto da Evercore, Goldman Sachs, BonelliErede e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. Il loro compito consiste nell’analizzare il valore industriale e finanziario della società, confrontando il prezzo offerto da Poste Italiane con le valutazioni elaborate attraverso diverse metodologie finanziarie.

Secondo le indiscrezioni, il consiglio di amministrazione dovrebbe riunirsi entro pochi giorni per approvare la fairness opinion e formulare la raccomandazione ufficiale destinata agli azionisti. Si tratta di un documento particolarmente importante perché, pur non avendo carattere vincolante, rappresenta uno degli elementi principali che gli investitori utilizzano per decidere se aderire o meno all’offerta.

L’avvio dell’OPAS potrebbe inoltre influenzare il calendario strategico di TIM. Alcune fonti indicano infatti un possibile rinvio della presentazione del nuovo piano industriale, così da evitare sovrapposizioni con una fase particolarmente delicata della vita societaria. Una scelta comprensibile, considerando che l’esito dell’offerta potrebbe modificare profondamente la governance, la struttura dell’azionariato e le future strategie del gruppo.

Per Poste Italiane l’operazione rappresenta un tassello fondamentale della propria strategia di diversificazione. Negli ultimi anni il gruppo ha progressivamente ampliato la propria presenza nei servizi finanziari, assicurativi, logistici e digitali. L’eventuale acquisizione del controllo di TIM consentirebbe di rafforzare ulteriormente il posizionamento nei servizi di connettività, nelle infrastrutture digitali e nelle piattaforme dedicate ai cittadini e alle imprese.

L’integrazione tra i due gruppi potrebbe generare sinergie rilevanti in diversi ambiti, dalla distribuzione dei servizi digitali all’offerta di soluzioni integrate per la Pubblica Amministrazione, passando per i servizi cloud, la cybersecurity e le infrastrutture di telecomunicazione. Si tratta di segmenti destinati a crescere nei prossimi anni, anche grazie ai programmi di digitalizzazione sostenuti dal PNRR e dagli investimenti europei.

Naturalmente il successo dell’operazione dipenderà dal livello di adesione degli azionisti di TIM e dall’evoluzione del quadro regolatorio. Le prossime settimane saranno quindi decisive per comprendere quale sarà il futuro dell’ex monopolista delle telecomunicazioni italiane e quale ruolo assumerà Poste Italiane nel mercato nazionale delle infrastrutture digitali.