SAP rende più flessibili le sue licenze on-prem per evitare multe dall’antitrust UE

La Commissione Europea ha archiviato l’indagine antitrust avviata nei confronti di SAP dopo aver ottenuto una serie di impegni vincolanti destinati a modificare le politiche commerciali dell’azienda nel mercato dei servizi di manutenzione e supporto software. Il provvedimento segna un passaggio importante per migliaia di imprese europee che utilizzano ancora le piattaforme ERP on-premise di SAP e che, negli ultimi anni, hanno lamentato una libertà limitata nella scelta dei fornitori di assistenza.
Al centro dell’indagine vi erano le condizioni economiche applicate ai clienti che decidevano di interrompere il contratto di manutenzione ufficiale per affidarsi a operatori indipendenti, salvo poi tornare successivamente ai servizi SAP. Secondo Bruxelles, tali pratiche rischiavano di ostacolare la concorrenza, rendendo economicamente poco conveniente il passaggio verso provider alternativi e limitando di fatto le opzioni disponibili sul mercato.
Per chi utilizza sistemi ERP, il supporto tecnico rappresenta una componente essenziale del costo complessivo di esercizio. Aggiornamenti di sicurezza, correzioni di bug, assistenza normativa e manutenzione evolutiva incidono in maniera significativa sui budget IT delle grandi organizzazioni. In questo scenario, l’esistenza di fornitori indipendenti capaci di offrire servizi analoghi a costi inferiori costituisce un elemento competitivo che la Commissione Europea ha ritenuto necessario preservare.
Per chiudere il procedimento, SAP ha accettato di eliminare definitivamente le cosiddette reinstatement fee, ovvero le commissioni richieste alle aziende che decidevano di riattivare il contratto di manutenzione dopo un periodo trascorso con un diverso fornitore. Parallelamente, verranno ridotte anche le spese di back maintenance, applicate ai clienti che rientravano nell’ecosistema di assistenza ufficiale dopo aver sospeso il servizio.
La società tedesca si è inoltre impegnata a rendere più trasparenti le condizioni contrattuali relative alla scelta dei servizi di manutenzione. I clienti avranno indicazioni più chiare sulla possibilità di ricorrere a operatori terzi e potranno valutare con maggiore precisione differenti livelli di supporto senza dover affrontare interpretazioni contrattuali particolarmente complesse.
La decisione assume un peso ancora maggiore considerando la fase di transizione che sta attraversando l’intera base installata di SAP ERP Central Component (ECC). Il supporto standard della piattaforma terminerà infatti alla fine del 2027, mentre le aziende potranno estenderlo fino al dicembre 2030 pagando un sovrapprezzo rispetto agli attuali canoni di manutenzione. Si tratta di una scadenza che coinvolge decine di migliaia di organizzazioni nel mondo, molte delle quali stanno ancora valutando se migrare verso SAP S/4HANA oppure prolungare la vita operativa dei sistemi esistenti.
I dati più recenti evidenziano come questa trasformazione proceda con una velocità inferiore rispetto alle aspettative iniziali. Alla fine del 2024, meno del 40% dei circa 35.000 clienti globali di SAP ECC aveva già acquistato o sottoscritto le licenze necessarie per avviare il passaggio a S/4HANA. Ciò significa che una parte consistente delle imprese continua a fare affidamento sull’infrastruttura precedente e guarda con interesse alle offerte dei fornitori di supporto indipendenti per contenere costi e rischi operativi.
Secondo Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea responsabile per la concorrenza, gli impegni assunti da SAP restituiscono alle imprese una maggiore libertà nella scelta dei servizi di manutenzione, eliminando restrizioni che rischiavano di aumentare artificialmente i costi e ridurre la concorrenza. Bruxelles considera inoltre questo intervento un precedente importante anche per il mercato del cloud, dove dinamiche simili potrebbero riproporsi con l’espansione dei servizi gestiti direttamente dai grandi vendor.
SAP, dal canto suo, continua a sostenere che le proprie politiche siano sempre state in linea con gli standard del settore e ribadisce di offrire un’ampia gamma di opzioni in termini di licenze, distribuzione e assistenza sia per le installazioni locali, sia per quelle ospitate nel cloud. L’azienda sottolinea inoltre che l’accordo raggiunto riguarda esclusivamente le politiche di manutenzione dei prodotti on-premise e non modifica in alcun modo le condizioni applicate ai servizi cloud.
Secondo la software house, gli impegni concordati con la Commissione renderanno il quadro normativo più prevedibile, aumenteranno la trasparenza delle procedure e introdurranno una maggiore flessibilità nella gestione di situazioni particolari, come quelle legate alle licenze inutilizzate o temporaneamente sospese. SAP evidenzia inoltre che saranno rafforzati i meccanismi interni di controllo, la formazione del personale e le attività di supervisione indipendente per garantire un’applicazione uniforme delle nuove regole.
Gli impegni accettati dalla Commissione Europea avranno validità globale per i prossimi dieci anni, un orizzonte temporale sufficientemente lungo da influenzare le strategie di migrazione ERP di molte aziende e ridefinire gli equilibri competitivi nel mercato internazionale dei servizi di supporto software.
(Immagine in apertura: Shutterstock)

