Anthropic avvierà un programma di scoperta farmacologica focalizzato sulle malattie rare, che le tradizionali aziende biofarmaceutiche non considerano obiettivi sufficientemente redditizi. L’annuncio è arrivato durante l’evento AI for Science del 30 giugno a San Francisco, contestualmente al lancio di Claude Science, una piattaforma AI pensata come vero e proprio “workbench” per la ricerca scientifica. Il sistema integra oltre 60 strumenti e connettori preconfigurati in un unico ambiente operativo dedicato alla ricerca e offre accesso a risorse di calcolo locali, remote e ad alte prestazioni.

Claude Science unifica database scientifici, risorse computazionali e strumenti specialistici dedicati a genomica, proteomica e drug discovery. La piattaforma è attualmente disponibile in beta per gli utenti Pro, Max, Team ed Enterprise su macOS e Linux, mentre il supporto a Windows non è ancora previsto. Il vero elemento distintivo è rappresentato proprio dai più di 60 strumenti preconfigurati, che vanno a comporre un ambiente progettato specificamente per la ricerca in cui tool specialistici, pipeline genomiche, connettori verso database scientifici e utility per l’analisi delle sequenze biologiche diventano componenti centrali tanto quanto il modello AI stesso.

Secondo il CEO di Novartis, Vas Narasimhan, i nuovi modelli di intelligenza artificiale potrebbero ridurre i tempi di sviluppo di un farmaco da circa dodici anni a sette o otto anni. Miglioramenti nelle capacità predittive legate alla sicurezza dei farmaci potrebbero inoltre raddoppiare il tasso di successo dei progetti, portandolo dall’attuale 8% fino al 16%.

Anthropic ha chiarito che il proprio programma interno di drug discovery non rappresenta un ingresso diretto nel settore farmaceutico. L’iniziativa viene piuttosto interpretata come una mossa strategica per rafforzare la propria credibilità nei confronti delle aziende biofarmaceutiche, che potrebbero adottare Claude Science come piattaforma di ricerca.

Anthropic Claude Science

La strategia dell’azienda USA è insomma utilizzare Claude Science internamente per sviluppare candidati farmaci destinati alle malattie rare, produrre risultati scientifici concreti e dimostrare ai potenziali clienti del settore pharma che la piattaforma è realmente efficace su problemi biologici reali e non soltanto su benchmark teorici.

La piattaforma consente inoltre l’accesso integrato a risorse di calcolo locali, server remoti e infrastrutture HPC ad alte prestazioni direttamente da un’unica interfaccia operativa. L’ambiente è stato progettato come un vero spazio di ricerca integrato in cui strumenti, dataset e intelligenza artificiale lavorano insieme nello stesso ecosistema.

Alla base tecnica di Claude Science c’è anche VirBench, un nuovo benchmark che contiene 120 query realistiche relative a sequenze virali che riguardano 40 agenti patogeni, ciascuna con un conteggio di riferimento verificato manualmente. Non può inoltre mancare un riferimento ad AlphaFold di Google DeepMind, il sistema di previsione delle strutture proteiche che rappresenta uno degli esempi più avanzati di applicazione dell’intelligenza artificiale alla biologia molecolare.

Un dettaglio particolarmente significativo riguarda John Jumper, co-autore di AlphaFold, che recentemente ha lasciato DeepMind per unirsi proprio ad Anthropic, che con Claude Science punta a posizionarsi come partner AI di riferimento per il settore life sciences nel corso dei prossimi cinque anni.