Per i leader bancari, le truffe abilitate dagli agenti AI sono la principale vulnerabilità del settore

Le istituzioni finanziarie di tutto il mondo guardano con crescente preoccupazione al presente e al futuro delle truffe abilitate dall’intelligenza artificiale e, in modo particolare, dagli agenti AI. Secondo un sondaggio commissionato da BioCatch, azienda che previene frodi e crimini finanziari riconoscendo i pattern del comportamento umano, l’84% degli intervistati identifica proprio gli agenti AI come la principale vulnerabilità sfruttabile dal settore nel prossimo anno.
Inoltre, l’88% afferma che l’AI ha già aumentato la sofisticazione delle frodi e il 60% prevede che il banking mediato dall’AI ridurrà l’efficacia delle tradizionali difese antifrode, mentre il 72% ritiene che sarà molto difficile distinguere tra azioni legittime assistite dall’AI e attività malevole o manipolate in uno scenario in cui gli agenti AI inizieranno comunemente transazioni.
Il dato italiano risulta ancora più marcato. Il 97% degli intervistati ritiene che gli agenti AI possano rappresentare la maggiore vulnerabilità sfruttabile dai malintenzionati nel prossimo anno, il valore più alto tra tutti i mercati analizzati. Sempre in Italia, il 97% ritiene che l’AI abbia già aumentato la sofisticazione di frodi e scam, il 65% prevede che la diffusione del banking mediato dall’AI ridurrà l’efficacia dei segnali antifrode tradizionali e il 79% considera molto complesso distinguere tra attività legittime assistite dall’AI e attività malevole o manipolate.
“L’intelligenza artificiale sta iniziando a ridefinire il modo in cui i clienti interagiscono con i siti e-commerce e con le istituzioni finanziarie, e cambierà anche il modo in cui i criminali mettono in atto frodi e altri crimini finanziari” ha dichiarato Gadi Mazor, CEO di BioCatch. “Con interazioni digitali sempre più rapide, automatizzate e guidate da agenti, è necessario superare i controlli statici dell’identità e adottare una comprensione più profonda e immediata del comportamento, dell’intento e della fiducia”.
Il sondaggio evidenzia anche la forte crescita dei tentativi di frode a livello globale, salita all’81% con un aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2025. Quadro che appare particolarmente critico in Italia, dove il dato sale fino al 93%. Ancora più significativo è l’aumento degli intervistati globali che segnalano una crescita anno su anno delle perdite legate alle frodi presso la propria banca (dal 59% del 2025 al 76% di quest’anno).
In Italia, l’85% degli intervistati segnala da inizio anno un aumento delle perdite dovute alle frodi all’interno del proprio ente. Oltre il 40% degli intervistati in Italia (43%) afferma inoltre che la propria organizzazione subisce ogni anno perdite per frodi superiori a 10 milioni di dollari (il 17% supera i 25 milioni, il 5% i 50 milioni e il 3% i 100 milioni).
I dirigenti bancari italiani intervistati dimostrano inoltre una forte apertura alla collaborazione. L’88% degli intervistati in Italia (l’86% a livello globale) afferma infatti che poter accedere a informazioni condivise in tempo reale sul conto del destinatario in una transazione interbancaria migliorerebbe la capacità della banca di bloccare le truffe, mentre l’85% degli intervistati, sia a livello globale che in Italia, ritiene che la condivisione di intelligence in tempo reale tra le banche aiuterebbe a contrastare le frodi e i crimini finanziari.
Questi gli altri risultati chiave del sondaggio:
- Gli attacchi tramite agentic AI sono già una realtà: l’80% degli intervistati globali afferma che la propria istituzione ha già incontrato attacchi che utilizzano agentic AI
- La fiducia dei clienti è una priorità: oltre il 96% degli intervistati globali dichiara che la propria istituzione misura già l’abbandono dei clienti legato a esperienze di frode e scam, mentre il 39% afferma che questo aspetto rappresenta un driver primario nelle decisioni di investimento
- L’eccessiva frizione resta un problema: più di due terzi dei leader bancari nel mondo, pari al 68%, ritiene che l’approccio della propria organizzazione alla prevenzione e al rimborso di frodi e crimini finanziari abbia generato una perdita netta di clienti. Più della metà, il 56%, attribuisce questa perdita ai mancati rimborsi, mentre il restante 44% la collega a un eccesso di frizione nell’esperienza cliente
- Le frodi stanno accelerando: il 76% degli intervistati globali si dichiara molto preoccupato per l’aumento della velocità delle attività fraudolente nella propria region
In Italia emerge anche una maggiore propensione al rimborso dei clienti vittime di frodi o scam rispetto alla media globale. Solo il 5% dei dirigenti bancari italiani dichiara che la propria banca rimborsa meno del 30% delle perdite subite dalle vittime di frodi e truffe, contro il 23% a livello globale. Quasi due terzi (62%) degli intervistati in Italia affermano inoltre che il proprio istituto rimborsa più della metà delle perdite subite dalle vittime di frodi e truffe, rispetto al 47% a livello globale.
Le banche italiane sembrano infine aver già abbracciato l’utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, con l’82% dei rispondenti che ha già implementato su larga scala un’interfaccia guidata dall’AI (oppure la sta attualmente testando) rispetto al 73% a livello globale.
(Immagine in apertura: Shutterstock)

