In Italia, la percentuale di pazienti oncologici che presenta mutazioni genetiche “actionable”, ovvero curabili con farmaci mirati già disponibili o in fase di sperimentazione, è stimata attorno al 45%, secondo i dati del RATIONAL (The Italian Register of Actionable Mutations). Questo significa che quasi un paziente su due presenta alterazioni molecolari che potrebbero essere bersagliate da farmaci specifici. In effetti, secondo quanto emerso dall’Italian Summit on Precision Medicine, tenutosi a Roma il 13 e il 14 aprile 2026, sono oltre 50.000 le nuove diagnosi oncologiche che potrebbero beneficiare di terapie mirate e personalizzate ogni anno solo in Italia.

Un dato che mette in luce i promettenti risultati della ricerca scientifica, ma che non risolve i ritardi e la difficoltà di accesso alle cure. Infatti, oggi ci accede solo una piccola parte che non supera il 12%, una minoranza di pazienti che ottiene una profilazione genomica approfondita e tempestiva, necessaria per accedere a terapie mirate già disponibili o a sperimentazioni cliniche.

In questo contesto si inserisce RoseBio, realtà nata a Brescia nel 2024 come spin-off del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e specializzata in diagnostica molecolare oncologica di precisione. Il suo obiettivo è rendere la diagnostica avanzata accessibile a tutti, estendendo l’accesso a test genomici rapidi, accurati e informativi a tutti i pazienti con diagnosi di cancro.

“Le cure di precisione oggi esistono già e la maggior parte è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, ma il percorso diagnostico necessario per prescrivere i farmaci corretti è spesso lento e si concentra solo nei grandi centri. Il rischio è quello di arrivare in ritardo, quando la finestra terapeutica si è già ristretta. Il nostro obiettivo è velocizzare i tempi e rendere democratica la diagnostica, anche nelle piccole province italiane” afferma Marcella Chiari, co-founder e CEO di RoseBio.

Diagnostica oncologica

Il team di RoseBio

L’obiettivo si concretizza attraverso la piattaforma proprietaria ZipArray, sviluppata dal team di RoseBio e in fase di validazione. Ad oggi ZipArray può essere in grado di rilevare con altissima sensibilità le mutazioni del DNA tumorale, restituendo risultati in meno di 4 ore, a meno di 100 euro per test, in qualsiasi laboratorio clinico già attrezzato.

ZipArray si presenta come soluzione in grado di analizzare dalle 30 alle 500 varianti in un unico test. Un range sufficiente per coprire le indicazioni diagnostiche rilevanti, senza la complessità e i costi del Next Generation Sequencing (NGS), una tecnologia capace di analizzare l’intero profilo genetico ma difficilmente accessibile in termini economici e con tempi di refertazione molto ampi.

Le caratteristiche più vantaggiose di ZipArray sono proprio la velocità, i costi compatibili con i budget del SSN e la ripetibilità, visto che può essere eseguito più volte nel tempo, permettendo di monitorare l’evoluzione del tumore e la risposta alla terapia. ZipArray si integra inoltre con la strumentazione e i protocolli di gestione dei campioni clinici già validati e supporta l’analisi su biopsia tissutale e su biopsia liquida.

“Dopo la diagnosi iniziale, il tumore al colon-retto si evolve e a volte sviluppa resistenze ai farmaci. Seguire questa evoluzione con biopsie tissutali ripetute non è praticabile. Attraverso la biopsia liquida, invece, ZipArray riesce a rilevare le tracce di DNA tumorale che circolano nel plasma con un semplice prelievo di sangue. Significa poter monitorare il paziente nel tempo, capire se la terapia sta funzionando e intervenire prima che la malattia prenda un’altra direzione” sottolineano Silvia Galbiati e Natasa Zarovni di RoseBio.